22 Marzo 2020
Capitolo IX, Sessione 5

Selanne e compagni finalmente riescono ad entrare in contatto con i loro amici lasciati su Nyriaan grazie alle frequenze del comunicatore della regina Teye imparate a memoria da Talon mentre lo rimontava a Locus. Conferito con Manten’var e Ghia Preissola e reciprocamente ragguagliatisi sulla situazione, Selanne e amici lasciano a Manten i contatti di Organa perché concordino tra loro la condotta che il Senatore porterà avanti a Coruscant per tutelare gli interessi di Nyriaan.

Ghia fornisce a Gill un contatto che le ha dato Set, cui chiedere aiuto quando il suo corpo clonato inizierà a decadere o per qualsiasi altra emergenza.

Fatto questo Selanne e Gill chiamano il contatto fornito loro da Organa e che suppongono essere di Bel Iblis. Hanno così una comunicazione con un individuo dai capelli e la barba brizzolati che si fa chiamare ‘Generale’. Alla fine di qualche schermaglia verbale per le ovvie diffidenze, si danno appuntamento nell’orbita di Azure.

In attesa che il ‘Generale’ arrivi, Ar’al Kern cerca di trovare un modo di ripristinare gli scudi dell’installazione e capisce che potrà farlo solo manualmente.

Quando il ‘Generale’ arriva, per lo stupore di tutti, ad emergere dall’iperspazio è un vecchio incrociatore classe Venator, ancora marchiato con i colori della Repubblica, il ”Liberation”.


Selanne e il ‘Generale’ si danno appuntamento in un hangar secondario della nave e l’ospite si presenta con due shuttle classe Theta anch’essi con le insegne della repubblica e carichi di uomini che, seppure con divise che fanno pensare ad una comune milizia planetaria, sembrano veterani e ben attrezzati. Per la sorpresa di tutti il Generale si presenta col nome di Rham Kota.

Riunitisi in consiglio le due parti cominciano a conoscersi e solo dopo un po’ Selanne ed amici si rendono conto di avere davanti un jedi sopravvissuto all’Ordine 66 e datosi alla macchia con tutta la sua legione. Kota fin dai primi giorni dopo la fine della guerra spiega di aver condotto una incessante guerriglia contro l’Impero, fatta di attacchi a sorpresa e operazioni di sabotaggio ben orchestrate, che gli hanno permesso di restare una sorta di fantasma imprendibile e non identificabile agli occhi imperiali e pure una spina costante nel fianco del regime. In questo è stato sempre aiutato dalla rete di informatori legata a Organa ed il suo partito.

Insieme Gill e Selanne cominciano a dibattere con Kota sui possibili sviluppi della loro alleanza. Selanne, è entusiasta di aver trovato un altro jedi e capisce che Kota sa o è convinto che ci siano diversi altri superstiti dell’Ordine, ma resta delusa a capire che Kota non ritiene possibile di adottare una strategia di guerra aperta e di riunire tutti i jedi in un solo luogo. L’idea comune tra i sopravvissuti è che restare separati e nell’ombra sia l’unica possibilità dell’Ordine per sopravvivere e non dare all’Impero l’opportunità che agogna di terminare il lavoro iniziato con l’Ordine 66.

7xp a tutti i presenti

15 Marzo 2020
Capitolo IX, Sessione 4

Alla luce di tutte le cose apprese a seguito della cattura dell’Occhio di Palpatine, Selanne, Gill e Talon sono molto incerti sulla condotta da tenere rispetto alle prossime mosse del Neo Cavalierato nella Galassia. La necessità di rendere funzionale la Dreadnought catturata o procurarsi alternativamente un’altra nave in grado di servire ai loro scopi gli fanno accarezzare l’idea di chiedere aiuto ai Pelagia sopravvissuti o ai Cadriaan che li avevano protetti o ai Reena parenti di Lord Marr. I Pelagia però sono più bisognosi d’aiuto che in grado di offrirne e le altre Case sono di affidabilità più dubbia e Talon è molto diffidente dei Tapani in generale. Tornare su Nyriaan o cumunque assicurarsi che gli alleati rimasti là siano effettivamente al sicuro è prioritario ma l’Occhi di Palpatine non sembra del tutto in condizioni di essere utilizzato a quello scopo.

Appreso da Ar’al Kern che l’appello lanciato da Charles Dexter Drake prima di lasciare Nyriaan è effettivamente giunto fuori dal pianeta e attirato persino l’attenzione del Senato, Selanne e compagni decidono che la prima cosa da farsi è capire se la divulgazione del messaggio può portare evoluzioni di breve termine nella loro situazione.

Sempre da Ar’al apprendono che è stato il Senatore Bail Organa, Viceré-Presidente dell’Alto Consiglio di Alderaan, ad avviare un dibattito in Senato sul messaggio proveniente da Nyriaan e chiedendo l’avvio di una inchiesta. Il dibattito è ancora nelle prime fasi, ma potrebbe portare a ulteriori ingerenze imperiali nel settore.

Informatisi adeguatamente sul conto di Organa e appurato che è una delle figure di spicco del partito che difende le prerogative del vecchio Senato Repubblicano all’interno del Nuovo Ordine e in passato era stato un promotore di iniziative di pace durante le Guerre dei Quoti, Selanne e compagni decidono che, bisognosi come sono di aiuto, conviene prendersi il rischio di contattare proprio lui e farsi un’idea delle sue reali inclinazioni verso l’Impero.

Ar’al non ha difficoltà, sfruttando la sua fitta rete di contatti e conoscenze a riuscire ad ottenere un canale di comunicazione privato con un bothan -curiosamente di nome Baruk- che fa capo al servizio informativo del senatore. Dopo una comunicazione confusa, piena di giustificata diffidenza e qualche malumore, tra il bothan e gli spaesati Selanne e Gill ancora incapaci di accettare che non sia normale presentarsi come ”jedi ed eroi della vecchia repubblica, ma non quella là, quella più vecchia ancora”, i membri del neo cavalierato riescono alla fine, minacciando persino di presentarsi ad Alderaan con l’Occhio di Palpatine a concordare un abboccamento con Organa.

Il Senatore si mostra particolarmente benevolo e interessato ai ”vessati abitanti di Nyriaan” così con lui Selanne e Gill tengono una linea di maggior diplomazia e discrezione. Dichiarano però apertamente di essere ”combattenti per la libertà” che si sono impadroniti di una arma segreta imperiale, uccidendo il Direttore Supremo dell’IDMR e sono disposti a stringere alleanza con chiunque sia disposto a supportarli nella loro lotta all’Impero e, sì diciamolo, a dargli un modo di venire a capo della gestione difficoltosa della gigantesca dreadnought catturata…

Organa mostrando una fiducia quasi ingenua nella sua esagerazione, chiarisce che è disposto a cercare di manipolare il dibattito senatoriale al suo meglio per il bene di Nyriaan, ma che non può permettersi il rischio di attirare su di sé e il suo popolo le ire dell’Impero aiutando apertamente dei ribelli… può però dar loro i contatti di chi potrebbe essere disposto a farlo.

Alla fine Selanne e Gill si congedano da Organa con la promessa di fargli sapere quale sia la direzione migliore da far prendere al dibattito senatoriale su Nyriaan e con i contatti di una persona che dovrebbe essere disposta ad aiutarli (suppongono si tratti di Garm Bel Iblis, il senatore di Corellia, considerato ormai alla stregua di un fuori legge per la sua condotta di ribellione aperta contro l’Impero e in effetti Organa, sotto loro insistenza finisce per confermarglielo).

5XP a tutti i presenti

8 Marzo 2020
Capitolo IX, Sessione 3

Tornati a bordo dell’Occhio di Palpatine, Selanne e compagni trovano Gill in terribile stato di sofferenza nell’infermeria e si informano col droide tattico sull’accaduto in attesa Gill si riprenda.

Talon intanto comincia, con l’aiuto di Ar’al a spulciare i database imperiali scaricati sul droide tattico in cerca di informazioni che li aiutino a ricostruire la storia dei personaggi di cui hanno trovato tracce sul pianeta.

Nel Gazzettino Repubblicano di Coruscant trova molti articoli di giornale dedicati alle figure e vicende di Talesan Fry, di una tragica storia connessa all’omicidio dei suoi genitori ed alle susseguenti indagini in cui erano stati coinvolti l’Ordine Jedi e l’Alleanza Corporativa. Risulta evidente che Fry avesse un rapporto non chiaro con Passel Argente della CA, che non aveva denunciato seppure probabile mandatario dell’omicidio dei suoi genitori. D’altro canto appare invece conclamata una amicizia tra lui e alcuni jedi: Qui-Gon Jinn e il suo padawan Obi-Wan Kenobi e Adi Gallia e la sua padawan Siri Tachi.

Nei file segreti del Direttore Gideon, Talon trova invece un “Progetto Kenobi” del tutto top secret, avviano su richiesta di Lord Vader, il braccio destro dell’Imperatore, per indirizzare verso di lui qualsiasi tipo di segnalazione possibile di movimenti attribuibili a Kenobi rilevati dai sistemi d’informazione imperiali. Anche se il progetto è stato archiviato da Gideon, con disattivazione del programma, per la sua apparente inutilità ed efficacia, sembra una prova sufficiente agli occhi del Neo Cavalierato, per ritenere che il Maestro Kenobi sia sopravvissuto all’Ordine 66.

Selanne è ora combattuta sul delineare le priorità da seguire nel pianificare le prossime azioni da compiere. Nyriaan è evidentemente in pericolo, la sua libertà riguadagnata appesa a un filo e gli alleati rimasti là sono esposti a nuove vendette dell’Impero. Nonostante l’Occhio di Palpatine sia ora in mano loro, nulla garantisce che a Locus non attenda un fato simile a quello di Tonnage… D’altro canto la dreadnought catturata non è in condizioni di combattere in autonomia e numerosi altri interessi e chiamano a muovere verso altri sistemi. Indubbiamente è tempo di sedersi in consiglio e decidere.

4XP a tutti i presenti

13 Febbraio 2020
Capitolo IX, Sessione 2

L’Occhio di Palpatine è ancora nell’orbita del sistema di Azure.
Talon Shirazay, Ar’al Kern e Selanne continuano la loro esplorazione in cerca di tracce della battaglia avvenuta sul pianeta, che sperano possano spiegare le misteriose visioni avute dalla Jedi.

Nei pressi di un relitto dalle forme irriconoscibili, Selanne trova una cintura e pochi altri resti che sembrano legati alla vicenda su cui stanno indagando. Una nuova visione si dipana ai suoi occhi. La figura che lo ha ossessionato dal suo arrivo nel sistema, sembra essere il ricordo o lo spirito di una Jedi morta nelle guerre dei cloni e rimasto legato a quel luogo…

La voce della donna risuona ora nitida nelle orecchie di Selanne: “Anche se sono uno Jedi, non sono invincibile. Ci sono molti nella galassia che possono sconfiggermi. Ora capisco perché ci hanno insegnato più e più volte che la nostra motivazione deve essere assoluta, la nostra concentrazione totale. Ho sottovalutato il Lato Oscuro della Forza. Non lo farò di nuovo. E anche se ora so che non sarò sempre forte, non avrò paura di riconoscere quando sarò debole. “

A tal punto Selanne riesce a visualizzare il ricordo degli ultimi momenti della vita della Jedi, che ci chiamava Siri Tachi. Si trova in una situazione concitata, dove un uomo tiene sotto tiro di blaster quello che sembra un guerriero fatto prigioniero. La donna giace a terra con una ferita vistosa ma di origine indefinibile, forse di blaster. Accanto a lei un altro Jedi con la barba cerca di prestarle soccorso. Le loro parole sembrano affettuose ma sfuggono, fuorché le ultime della donna, che estraendo un cristallo azzurro dalla cinta lo consegna all’altro dicendogli ”sarò sempre con te Obi Wan” per poi spirare tra le sue braccia.

Selanne condivide il racconto della scena con i compagni di viaggio e si interroga sulle ragioni per cui la Forza ha voluto mostrarle questi eventi passati. Ar’al Kern la mette al corrente che il Generale Kenobi fu uno dei peggiori flagelli che tormentarono la CIS durante la guerra, un grande guerriero Jedi al comando di alcune delle più famigerate legioni della repubblica. Si ritiene sia morto durante l’esecuzione dell’Ordine 66 su Utapau.

Nel frattempo, sulla super dreadnought conquistata, Gill prosegue la sua personale esplorazione dell’immensa astronave. Suo malgrado, cercando di raggiungere il ponte dove erano stati lasciati i droideka per vedere se qualcuno di loro ha resistito, scopre che a sopravvivere lo scontro è stato uno dei Meca Trooper imperiali. La creatura, lacera e di macabro aspetto, lo aggredisce selvaggiamente dando il via ad uno scontro senza quartiere.

Gill alla disperazione, preso in lotta dall’enorme cyborg caccia nel suo collo squarciato una granata e lo fa esplodere dall’interno benché ricevendo egli stesso una notevole parte dell’impatto dell’esplosione.

E’ il droide tattico serie T che lo soccorre, trovandolo inerme e privo di coscienza al suolo non sa dire quanto tempo più tardi

6 PX

Risultato immagini per siri tachi
Siri Tachi, la Jedi che appareossessivamente in visione a Selanne

6 Febbraio 2020
Capitolo IX: “Una Galassia da scoprire” Sessione 1

L’Occhio di Palpatine, ormai controllato dal “Potere”, una mente artificiale della CIS riprogrammata dal Direttore confederato Ar’al Kern, è emerso silenzioso dall’iperspazio in un sistema sperduto nel Mid Rim, a seguito del secondo salto casuale effettuato per mettere distanza tra sé e la flotta imperiale a Nyriaan.
Cercando di capire dove si trovano, Ar’al e Talon, gli unici a bordo a conoscere la Galassia di quest’epoca, riescono a identificare l’insignificante sistema privo di sole in cui sono emersi come Azure. Si tratta di un mondo periferico, privo quasi totalmente di luce, senza lune, senza risorse né alcuna importanza strategica. La sua unica caratteristica praticamente è di essere un “mondo blu” quasi totalmente coperto d’acqua.
Talon Shirazay rammenta che ai tempi della Repubblica vi si trovava una base segreta repubblicana con uno spazioporto clandestino. Ar’al ne rammenta invece la distruzione da parte della CIS nel tentativo di impossessarsi di una macchina decifratrice di codici che il Generale Solomahal, a comando dell’avamposto, si era rifiutato di consegnare.
Dalle guerre dei cloni sembra il pianeta sia rimasto disabitato e possa quindi momentaneamente offrire un nascondiglio accettabile dall’impero fintanto non si decida la strategia da seguire. In effetti Ar’al Kern si presenta effettivamente ai compagni e chiarisce che stava cercando di raggiungerli su Nyriaan dopo essere stato contattato dal Consigliere Gereel della CSA e il suo interesse preminente è mettere le mani sulla droide armata che è stata riattivata.
La Dookessa Selanne pure sembra avere buone ragioni per tornare su Nyriaan, in particolare le promesse di protezione ai Tapani di casa Pelagia che non vorrebbe infrangere.
Nel complesso l’essersi impossessati della super dreadnought segreta dell’imperatore è un asset che il Neo Cavalierato Galattico deve capire come sfruttare, mettendone a parte anche i propri alleati rimasti “a casa”…
Intanto Selanne cerca di capire perché la Forza li abbia condotti su Azure e al termine di una lunga meditazione le arriva un eco come di una voce lontana ad accarezzarla dicendo “Non sono invincibile”.
Turbata Selanne decide di scendere sul pianeta per capire meglio il messaggio che la Forza le sta mandando e, lasciando a bordo Gill Bastard (che sta setacciando l’intera dreadnought da solo in cerca di nemici sopravvissuti) e le Magna Guards di Kern, la Dookessa, Ar’al e Talon partono con una navetta lambda per la superficie.
Man mano che si avvicinano ai resti della base Repubblicana distrutta, Selanne ode riecheggiare sempre più la voce nella sua mente.
“Non sono invincibile… Sono debole”. La voce di donna, si fa sempre più tormentosa e chiara nella testa della Dookessa: “non sono invincibile… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Arrivati ai resti dello spazioporto Talon e Selanne scendono a terra, mentre Ar’al diffidente resta a bordo, motori accesi. “non sono invincibile… Molti possono sconfiggermi… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Mentre Talon trova un datapad che conferma i suoi sospetti e chiarisce che la CIS assediava il pianeta per catturare Talesan Fry, l’inventore di diversi sistemi di criptazione repubblicani, Selanne si ritira sempre più in sé stessa, ossessionata dalla voce che ode solo lei…
“Ora capisco perché ci è stato insegnato che la nostra motivazione doveva essere sicura, la nostra concentrazione totale… Ho sottovalutato il LATO OSCURO DELLA FORZA.”

Talon addentrandosi nella base trova alcuni sistemi e un vecchio jammer, che avevano già rilevato in orbita, attivi con le batterie di riserva e dai log disponibili trova traccia di una missione di soccorso repubblicana che era in rotta per estrarre Talesan Fry dal pianeta.
Il log dell’atterraggio di fortuna nelle vicinanze di un caccia aethersprite, probabilmente riconducibile alla missione, spinge Talon a decidere di andare a verificare… Con Selanne tornano alla navetta per proseguire nell’indagine.

5 PX

16 Gennaio 2020
Capitolo VIII Sessione 16

Barricatisi nel vano motori, Ar’al, Talon, Selanne e Gill iniziano a ragionare su come sfruttare il loro droide tattico e il backup che porta con sé del Master Control Program per avere ragione del Volere, l’intelligenza artificiale che controlla la stazione da battaglia, o quanto meno renderla innocua.
Seppur non senza difficoltà, Ar’al, continuando a sfruttare le credenziali del direttore supremo Gideon, riesce a convincere il Volere a ricopiare parte della programmazione dell’MCP, in una sua copia che viene denominata “Potere” e ne ottiene infine l’avvio in modalità provvisoria.
Contro ogni speranza, effettivamente il Potere si accende correttamente ed ha acquisto completamente la parte di programmazione e memoria dell’MCP relativa la sua lealtà alla Confederazione dei Sistemi Indipendenti… Non esita quindi ad affidarsi ai comandi di Ar’al Kern, che riconosce come membro del Direttorato della Federazione dei Mercanti. Per cominciare Ar’al salta nell’iperspazio verso destinazione casuale per mettere qualche parsec tra sé, Nyriaan e il resto della flotta imperiale in orbita.
Ar’al, sa però che il conto alla rovescia per il riavvio del Volere è ormai imminente e così, a rischio di compromettere la situazione forza il riavvio completo dei sistemi per passare dalla modalità provvisoria a quella definitiva del Potere.
Il riavvio dei sistemi risulta in un momento lunghissimo col fiato sospeso (specie perché vengono meno tutte le funzionalità dell’installazione, ivi compreso il supporto vitale), ma alla fine, quando gli schermi dei computer si riaccendono, campeggia su di essi il logo della CIS.
Resta il problema di come gestire gli stormtrooper ai piani superiori, anche perché “Potere” contiene solo una minima parte delle programmazioni delle due intelligenze artificiali originali, quella relativa la personalità del MCP e quella relativa la gestione dei sistemi di navigazione e supporto vitale del Volere (non ad esempio il controllo degli armamenti)…
Così Ar’al cerca di sfruttare lo spegnimento progressivo dei sistemi di supporto vitale nel resto dell’installazione per costringere le truppe imperiali a ritirarsi verso l’hangar e, in effetti, nonostante qualche ufficiale recalcitrante alla fuga che viene liquidato dai propri soldati e qualche trooper non abbastanza svelto che crolla al suolo soffocato, il grosso delle forze imperiali torna sulle proprie navi da sbarco.
Selanne quindi in solitaria si reca all’hangar e, attingendo alla Forza come non mai, scaglia una per una le navi fuori dal boccaporto…
Sembra finalmente che l’Occhio di Palpatine abbia nuovi padroni e Ar’al comanda un nuovo salto casuale nell’Iper-Spazio per liberarsi delle navette da sbarco definitivamente…

5xp a tutti

Note:
Ar’al ha scaricato il database con i progetti dell’Archivio nei dischi del droide tattico e le informazioni progettuali dell’Occhio di Palpatine, con i suoi dati tecnici e appurando che si tratta di una di due super dreadnought camuffate da asteroidi, lunghe 15 km, dotate di iperguida e di una potentissima batteria turbolaser da bombardamento orbitale. Tutto finanziamento dal portafoglio personale dell’Imperatore…

6 Gennaio 2020
Capitolo VIII Sessione 15

Talon Shirazay si risveglia in stato confusionale sul ponte di comando dell’installazione imperiale ormai deserto se non per il cospicuo numero di cadaveri. Mentre ancora sta raccapezzandosi con l’ambiente circostante, arriva in plancia il droide tattico di Gill Bastard, che ha appena evacuato il piano inferiore, lasciandosi alle spalle la sua ultima squadra di droideka a cercare di bloccare la strada alle forze d’assalto imperiali che cercano in tutti i modi di riprendere la torre di controllo.
Ragguagliatosi col droide sulla situazione, Talon lo segue per una scaletta di servizio sino a tornare in un magazzino del livello hangar ove si è nascosta Selanne Misas con le due magna guards di Ar’al Kern.
Celandosi dietro a una fila di cassoni e barili di plastacciaio, i due amici iniziano a ragionare su come portare il droide tattico ad Ar’al, che nel frattempo ha raggiunto il vano motori, trovato un accesso all’intelligenza artificiale che controlla la base, e spera, con l’aiuto del robot confederato, di poterla in qualche modo sottomettere o rivolgere contro gli imperiali.

Il problema da risolvere è reso più complesso dal fatto che la tonnellata di lamiera e hardware che costituisce il droide tattico è di gran lunga troppo ingombrante per poter passare inosservata attraverso il condotto di aerazione già sfruttato da Ar’al per raggiungere l’unico turbo ascensore disponibile… L’altra strada per arrivarci è attraverso la sala in cui si è concentrata tutta la forza da sbarco imperiale in attesa di riuscire ad accedere alla torre di controllo. Dopo aver scattato tutta una serie di opzioni dall’esito incerto (tra cui smontare il droide in tanti pezzi per trasportarlo a spalla e riassemblarlo a destinazione), Talon decide di andare in cerca di un muletto gravitazionale che gli renda più agevole muovere in giro quella tonnellata di metallo, che sia intera o a pezzi.
Stabilito un contatto comlink con Ar’al che dal computer di bordo gli può dare qualche informazione utile in più, Talon si porta sino all’altro capo del condotto di aerazione. Uscito allo scoperto con indosso l’armatura malconcia di uno stormtrooper morto, si presenta al più vicino imperiale -intento nello spostamento dei caduti della precedente battaglia- e gli chiede dove possa trovare un muletto, adducendo ordini piuttosto confusi a sua giustificazione. Nonostante gli evidenti dubbi e la tentazione di ficcanasare dell’imperiale, Talon è reindirizzato all’hangar. Quando il dottore malakita ripropone le stesse scuse al presidio dell’hangar e si presenta con la matricola di uno dei trooper morti, si rende subito conto che gli imperiali hanno capito il trucco e devono aver già identificato quella matricola come appartenente a uno dei caduti. Improvvisando senza scrupoli, Talon si impadronisce del muletto più vicino e con quello va a schiantarsi contro la più cospicua pila di cadaveri che vede ammassata nel corridoio accanto. Gli imperiali postisi al suo inseguimento non riescono più a identificare il “traditore” nel mucchio di corpi dei camerati morti e Talon, fingendosi a sua volta morto, riesce abilmente a scambiare piastrina con uno dei cadaveri nei pressi. Mentre gli imperiali si allontanano con il cadavere con l’identificativo incriminato per verificare e capire meglio l’accaduto, Talon striscia fuori dal mucchio di corpi e finge di essere un ferito appena rinvenuto… I nuovi trooper cui racconta la sua storia e chiede aiuto e di parlare con un ufficiale, lo inquadrano con un atteggiamento preoccupante e, con una condiscendenza ancora più sospetta, lo accompagnano in quattro sono dall’ufficiale di presidio nell’infermeria.
Trovatosi faccia a faccia con l’ufficiale, Talon cerca di rispondere alle sue domande con l’aiuto da remoto di Ar’al che, usando il computer e le credenziali del direttore supremo Gideon, gli fornisce una nuova matricola, abbinata ad un profilo secretato, che i suoi interrogatori non possano verificare. Quando l’ufficiale chiede a Talon di levarsi l’armatura “per i controlli medici”, il ribelle capisce che la sua copertura è definitivamente bruciata, visto che sotto indossa il precedente travestimento da agente di sicurezza dell’intelligence. Con repentina e inaspettata violenza, il malakita aggredisce a mani nude e mette al tappeto i quattro stormtrooper che lo circondano, per poi freddare senza pietà l’ufficiale che minacciava di far scattare l’allarme. Spento il droide medico, Talon passa a ispezionare le vicine celle, ove trova rinchiuso Gill Bastard, lo libera e insieme recuperano le sue armi e attrezzature che erano depositate nei pressi. Attirati con una scusa i due trooper di presidio nel corridoio, Talon liquida pure loro e poi si traveste con l’uniforme dell’ufficiale.
Rafforzato dai gradi va nuovamente in cerca del muletto e stavolta, in virtù del rigido rispetto della gerarchia imperiale, riesce ad ottenerlo. Caricatoci sopra il droide medico, con la scusa che sia guasto e necessiti pezzi di ricambio, riesce a raggiungere il magazzino dove sono nascosti Selanne e droidi. I tre robot vengono nascosti ben compressi in due casse di plastacciaio e portati col muletto verso l’infermeria. Selanne prova invece a seguirli per il condotto di aerazione, trascinandosi dietro le staffe delle magna guards. L’ingombro si rivela però troppo e non riesce a passare inosservata. Gli imperiali ancora in cerca del traditore dal primo sfortunato exploit di Talon, attirati dai rumori e trovato il condotto d’aerazione scoperchiato, capiscono di essere stati fregati. I troopers accorrono a blaster spianati all’uscita del condotto, ma ci trovano Gill Bastard armato fino ai denti che fornisce fuoco di copertura sino a che lui, Selanne e Talon col suo prezioso carico non sono a bordo del turbo ascensore. A tutta velocità scendono verso il vano motori, pronti a bloccare poi l’accesso.

5PX

finalmente l’ho visto, finalmente mi sono fatto la mia idea.

Il film nel complesso, a differenza dei precedenti ha una buona trama, molto semplice ma molto solida, senza buchi logici esagerati che non siano colmabili con un pizzico di fantasia e, va detto, con un po’ di suggestioni istintive per chi ha conosciuto il vecchio expanded universe. La più grande differenza tra questo film e gli altri 2 è che qui c’è molto fan service – che negli altri era 0 – e si attinge a piene mani da logiche e concetti del vecchio EU, che prima invece era bistrattato e ignorato.
La trama, oggettivamente, è una rielaborazione con sostituzione dei personaggi, del primo capitolo della trilogia dell’EU “Dark Empire”.
E in effetti questo è anche il vero problema del film, che ha voluto chiudere per quanto possibile tutti i fili narrativi dei due film precedenti, mettere scene che ti dessero una sensazione di completamento dell’intera saga e fare la storia di buona parte dei tre fumetti di Dark Empire, tutto concentrato in un solo film. Onestamente è troppa roba.

Vado con ordine.

1) la storia
Benvenuti in Dark Empire.
La trama del primo capitolo della trilogia di Dark Empire era la seguente: alla distruzione della morte nera sono seguiti anni di guerra civile distruttiva che hanno lasciato la nuova Repubblica allo stremo. Luke sente che c’è qualcosa di oscuro che sta tirando le fila di tutto ciò, segue quindi tracce lasciate nei resti del vecchio palazzo imperiale fino ad arrivare a Byss “il pianeta segreto dell’imperatore”. Scopre che Palpatine è lì, vivo e vegeto perché da molto tempo ha preso l’abitudine di clonarsi e trasferire la propria essenza vitale da un corpo all’altro in quanto il lato oscuro lo consuma fisicamente con grande rapidità. Luke capisce che l’unico modo per sconfiggere Palpatine definitivamente è capire il modo in cui si reincarna per impedirgli di farlo e si offre come suo nuovo apprendista. Palpatine a questo punto scatena sulla galassia la flotta che aveva lentamente costruito nel frattempo su Byss. È composta da “devastatori di mondi” enormi navi che vanno di pianeta in pianeta “incenerendone” la superficie. Intanto Leia, che Luke ha addestrato come cavaliere Jedi riesce a recuperare un holocron da cui apprende ulteriori conoscenze che le consentono al momento giusto di aiutare Luke. Alla fine loro due si confrontano insieme con Palpatine e la luce del loro legame unita è troppo forte per l’imperatore: Palpatine stava generando una tempesta di forza per spazzare via la nuova Repubblica e Luke e Leia riescono a ridirezionarla contro di lui.

Okay, ora sostituisci Kylo a Luke e Rey a Leia e cambia il nome del pianeta Byss in Exegol e hai esattamente la trama del film.

Dark Empire poi andava avanti e ci sono altre cose di quei fumetti che sembrano riprese in questo film, anche a livello di estetica per esempio. Le guardie e i Jedi oscuri che seguono Palpatine in Dark Empire sono esteticamente simili ai cavalieri di Ren. Exegol è esteticamente una via di mezzo tra Byss e Korriban (il pianeta natale dei Sith, pure presente in DE) e ha anche molto del pianeta Malachor così come apparso in Rebels (quando l’ho visto ho pensato fosse quello).
Leia ha in questo film un ruolo che in qualche misura mi richiama quello che aveva in Dark Empire il personaggio di Vima da Boda una Jedi sopravvissuta all’ordine 66 che aiuta gli Skywalker.
Poi ci sono altri elementi presi da altro expanded universe. Il potere straordinario di curatrice di Rey e la sua attrazione inedita per il lato oscuro richiamano il personaggio di Cade Skywalker di SW Legacy.
Il concetto di un imperatore Sith immortale, ossessionato dalla distruzione dei Jedi e di buona parte del cosmo come strumento per completare il proprio status semi divino è presente non solo in Dark Empire, ma anche in The Old Republic e nei libri su Darth Bane e Darth Plagueis.

Tutto questo mi ha portato a percepire anche le parti che nel film vengono meno approfondite e spiegate della storia come “familiari” e facilmente digeribili.

Però è evidente che non fosse stata progettata così questa trilogia e questo concentrato di roba è un disperato tentativo di rimettere assieme i cocci rotti di quanto distrutto dall’8.

Ci riesce in fin dei conti molto bene secondo me. Non credo si potesse fare granché meglio con le premesse da cui si partiva… Però non riesce comunque a centrare l’obiettivo finale, perché c’è troppa carne al fuoco e restano dei difetti, perché senti che ci si sta arrampicando sugli specchi tante volte e le scene “clue” mancano di pathos.

2) cosa non funziona

nel precedente c’erano troppi colpi di scena fino ad arrivare al ridicolo involontario e alla confusione dello spettatore. Qui ci sono pochi colpi di scena e sono tutti telefonati e tutte le cose che dovrebbero creare situazioni drammatiche sono smorzate alla scena successiva.

Quando il ”Reylo” si mette a contendere la navetta spaziale è evidente finirà per farla esplodere. Me lo hai telefonato, a questo punto ammazzalo davvero Chewie e amen, tanto per il ruolo che gli hai dato nei film precedenti quasi non capisci perché agli altri debba importare di lui. Comunque vabbè, ok, andare a salvarlo serve a cementare l’unione tra i protagonisti e far fuori Hux e far entrare in scena il nuovo generale cattivo [che serve solo a sostituire Hux con uno figo dopo che sto personaggio te lo ha bruciato l’8 rendendolo ridicolo].
Però lo stesso discorso vale per D3BO. Sta storia della lingua Sith impronunciabile fa molto lingua nera di LOTR ma ci può stare, crea una fase nel complesso divertente. Ma se resetti la memoria di D3BO per poi ridargliela 5 minuti dopo, cosa c’è di drammatico?? È come per Chewie.
Poi Palpatine. Il fatto che mi dici già dai titoli che è tornato è sì un reset completo necessario rispetto all’8, ma toglie molto il pathos dell’arrivo di Kylo su Exegol. Poi nel complesso certo il mega piano complessivo di Palpy ti fa pensare che, poverino, ormai l’età avanza e ha perso parecchio di lucidità 😅 … ci può stare più che altro perché deve giustificare tutte le cavolate dei film precedenti. Ma è stato un errore non scegliere un piano definitivo a cui lui dovesse attenersi a discapito di tutto e tutti. Palpy cambia troppe volte idea in corso d’opera. Prima vuole Ren come apprendista e Rey morta, poi Rey come suo veicolo per reincarnarsi e regnare come una unica entità. Poi vuole solo prosciugare la vita di tutti e due (però allora visto che ci sta riuscendo perché non lo fa e basta? Perché butta via Kylo e tiene lì Rey dandole tempo per riprendersi?).

Nel complesso Palpy risulta un cattivo “indeciso” e oltretutto immensamente facile da sconfiggere alla fine. Sembra un cannone di vetro tipo Selanne [;P]. Può distruggere l’universo da solo, ma se lo guardi negli occhi scoppia.
Anche i ritorni di Lando, Wedge e vari altri personaggi secondari ci stanno, ma sono telefonati e gestiti in modo che non mi ha dato emozioni.

3) cosa funziona (ma non basta)
Finalmente tutti i protagonisti, buoni e cattivi [o poi sono buoni anche loro??] agiscono come un gruppo e hanno dinamiche tra loro carine, peccato restino compresse in troppo poco tempo…
I comprimari inutili/sbagliati dei film precedenti sono eliminati [es. il baro che non appare più, Hux stesso in maniera fisica] o messi da parte [la inutilissima Rose] a vantaggio di nuovi personaggi carini (le controparti femminili di Finn e Poe) peccato anche questi non abbiano veramente spazio adeguato.

Perché il problema generale è che ORMAI ERA TROPPO TARDI 😕

Direi che alla fine il meglio in assoluto sia stato come hanno gestito la redenzione di Ren. Su quello io non ci avrei scommesso un nichelino, invece sono riusciti a gestirla in una maniera tale da essere fin credibile. Effettivamente solo una azione combinata Rey/Leia e un salvargli la vita in extremis potevano giustificare un suo cambiamento (con pure la presa di coscienza di essere stato manipolato da sempre da Palpatine come premessa. Anche il fargli “rivivere/rielaborare” la morte del padre è stato un passaggio sapiente per gestirsi la cosa. E sono riusciti davvero a fare uno spessore al personaggio che nell’8 manco si sognava.).
In quest’ottica io ho anche visto/interpretato la ricostruzione della maschera di Ren. Il modo in cui sono presentati i cavalieri di Ren fa capire che la maschera, così come lo pseudonimo di Kylo, derivava da loro e dal dover dimostrare di essere uno di loro per poterne essere il leader e averne la fedeltà. Kylo nei due film precedenti ha fatto a meno di loro e si è tolto la maschera convinto di non averne bisogno per essere un Sith. Quando scopre che c’è ancora Palpatine non si sente più sicuro. Quindi deve fare vedere esternamente che lui è un duro e può continuare a comandare lui e per questo si va a circondare di sti bestigor dall’aria inquietante, “demoni” come vengono chiamati dai troopers, che sono la dimostrazione che lui è figo e forte. Ma per tenerseli appresso deve tornare ad essere uno di loro e quindi si rimette la maschera. Ciò non toglie che i commenti dello stato maggiore alla cosa siano la scena più stupida del film [”a me piace” però ciò da anche la misura che rispetto all’8 qui c’è la seritetà di un dramma shakespeariano].
Nel complesso Ren mi è piaciuto molto in questo film, senza paragoni rispetto ai precedenti.

4) il senso.

Eh…. Dura trovarlo 😅😅😅
Allora chiaro che non si può dare un senso alla visione di insieme della trilogia perché non c’è un vero legame tra l’8 e il resto, nonostante gli sforzi di farci credere ci sia: soprattutto il rapporto duale del Reylo, ma anche tutte le risposte che cerca di dare ai problemi dell’8 con eliminazioni e revisioni di personaggi vari e addirittura il fantasma di Luke che dice in pratica “no ma devi capire che non ero nel pieno controllo delle mie facoltà, sennò non avrei mai fatto quelle assurdità” (il fantasma che riafferra la spada al volo è proprio uno schiaffo a Johnson da parte di Abrams)…

Se togliamo l’8 e guardiamo solo la ”trilogia compresa” di Abrams il senso può essere in parte quello che era di Dark Empire, ma traslato su una nuova generazione… Là il senso era “Anakin ha riportato l’equilibrio nella forza attraverso i suoi figli” e quindi Luke e Leia ASSIEME erano la fine ultima dell’imperatore… Qui diventa un po’ più incasinato… Ci dice che Rey e Ren sono due facce della stessa medaglia. Uno nasce dal bene e fa il male, uno nasce dal male e fa il bene. Alla fine solo con l’amore e la scelta consapevole di controllare/rinnegare la parte oscura che sta dentro a tutti noi si può sconfiggere il male. Anche il male assoluto, la somma di tutti i mali. Anche se a volte hai l’impressione che le tue radici affondano nel male e non nel bene (consentitemi la metafora, l’uomo figlio del peccato originale) se tu scegli il bene puoi diventarne il campione, indipendentemente dalle tue origini. La via della luce è aperta a tutti. Non ci sono vincoli di sangue o pedigree che contino. Chiunque può diventare uno Skywalker. Penso alla fine sia questa la morale. Assieme al fatto che solo l’amore salva. Ren salvato da madre e innamorata (perché sì insomma per la gioia del fan service questo film è anche il trionfo del Reylo), ci mostra che l’unica via di redenzione è lì, nell’amore e nel perdono. Anche se hai distrutto 8 sistemi stellari nel primo film 😅 .
Fai ancora a tempo a redimerti in punto di morte e la mamma, la ragazza e la Forza ti perdoneranno…
Io l’ho visto così e alla fine non è nemmeno male come messaggio.
Anche se lo scontro finale, come dicevo prima, mi ha deluso, mi domando se non sia intenzionale che Rey distrugge il male assoluto semplicemente andandogli incontro con una croce di luce, formata con le spade che furono di tutta la famiglia Skywalker… Fa molto “vade retro satana”… E nel frattempo Ren butta via la sua “croce rovesciata infuocata” 😅 rinnegando la sua precedente scelta di culto del male.


Magari sono solo viaggi mentali miei… La cosa delle spade fatico a non vederci un messaggio simbolico, perché altrimenti ci voleva talmente poco a trovare un modo “più fico” di far fuori Palpatine invece di esporsi al rischio di meme e critiche legate al fatto che Palpatine è recidivo nei suoi errori 😆 [si è quasi fatto ammazzare da Windu in quel modo e mo’ ci riprova 😅😅😅; come la lezione della Morte Nera che non gli va giù e continua a rifarla più grossa o moltiplicata in versione flotta]…

Comunque diciamo che il film in sé scorreva ed era godibile. Probabilmente rivedendolo potrebbe anche piacermi di più col tempo… E uno alla lunga magari dimentica l’8 e riesce a vedersi sti due, se c’ha voglia, senza avere le convulsioni…. Chiaro che era meglio se tutto dall’inizio fosse andato diversamente. Ma questo ultimo film penso ci abbia dato il meglio che potevamo pretendere al punto cui eravamo arrivati o quasi…

7 novembre 2019
Capitolo VIII, Sessione 14

Mentre Selanne, Talon, Ar’al e la sua scorta cercano di stanare il comandante imperiale sulla plancia, Gill si è allontanato, tornando al piano inferiore, chiamato dal droide tattico. Una nuova minaccia è infatti emersa con lo sbarco nell’hangar di diverse navette d’assalto imperiali provenienti dalle fregate in orbita. Sei inquietanti trooper meccanizzati simili a quelli affrontati in precedenza stanno risalendo dal pozzo dell’ascensore e il droide tattico sa che i suoi droideka non potranno reggere per molto contro i loro cannoni al plasma.
Gill decide come sempre di affrontare la situazione di petto e, dopo aver rovesciato l’olio motore del suo Jetpack sul primo meca-trooper per rendergli più difficile mantenere l’appiglio nella sua arrampicata, gli si tuffa addosso di peso.
Collassando rocambolescamente gli uni sugli altri, Gill e i sei avversari precipitano sino al livello sottostante. Mentre l’eroe della vecchia Repubblica infierisce sugli avversari semi storditi, uno stormtrooper richiama la sua attenzione chiedendogli cortesemente la resa, solo allora Gill si rende conto che il livello dell’hangar è pieno di talmente tanti marines imperiali da non riuscire a contarli.
Gill ha insomma guadagnato ai compagni il tempo di prendere la plancia, ma è catturato e un agente di sicurezza, dopo averlo ammanettato lo conduce ad una cella vicina.
Selanne e Ar’al nel frattempo si sono resi conto che sovraccaricando i computer Talon ha reso inservibili tutti i comandi della plancia, persino il bottone dell’ascensore… Selanne prova a contattare Gill per avere il quadro della situazione di sotto, gli risponde un ufficiale imperiale che riesce incredibilmente a farsi passare per il vecchio amico e insiste perché Selanne e gli altri scendano al piano hangar, perché “c’è urgente bisogno di loro”. Selanne e Ar’al trovano una scala di servizio che li conduce fino al piano hangar in una delle stanze vicine all’ascensore, arrivati si rendono subito conto che qualcosa non va per i segni del passaggio dei meca-trooper e avvedutisi che l’area è piena di imperiali Selanne contatta Gill telepaticamente apprendendo della sua prigionia. Per comlink si ragguaglia sull situazione del droide tattico e gli ordina di ritirarsi in plancia, anche se è evidente che i droideka dovranno essere sacrificati per cercare di trattenere il nemico il più a lungo possibile.
Ar’al insinuandosi nei condotti di areazione riesce a portarsi fino alla sala motori dell’astronave, qui, accedendo al computer locale con una chiave informatica sottratta al cadavere del comandante imperiale, scopre che nei computer di bordo sembra essere installato “il Volere” un nuovo tipo di intelligenza artificiale sviluppato dall’impero e di cui l’ex confederato aveva sentito parlare…
Un piano comincia a formularsi nella mente di Ar’al e ordina al droide tattico di raggiungerlo.
In tutto questo Talon continua a giacere privo di sensi in plancia…

5PX

17 Ottobre 2019
Capitolo VIII, Sessione 13

Improvvisamente abbandonati senza spiegazioni da Gill, Selanne e compagni decidono comunque di cercare di stanare il comandante imperiale che, dalle verifiche fatte a computer da Talon, si cela probabilmente in una sala nascosta dietro la parete di trasparacciaio che chiude il ponte di comando.
Talon sblocca le porte d’accesso e il gruppo si trova dinnanzi due manipoli di trooper d’élite, con le armature tipiche delle guardie del corpo assegnate dall’esercito imperiale al personale tecnico/scientifico di alto rango.
I trooper iniziano ad aprire il fuoco e Talon sigilla una delle due porte sperando di intrappolare una parte di loro e farsi strada sui cadaveri degli altri sino all’ufficio segreto. Ar’al, le sue guardie del corpo e Selanne affrontano i trooper, coordinati dall’ologramma del comandante imperiale.
Cercando di forzare la situazione Talon prova a sovraccaricare la console dell’ufficio nascosto e ottiene di fare esplodere tutti i computer del piano, uccidendo sul colpo i piloti e lasciando l’installazione priva di controlli.
Il comandante imperiale e le altre sue guardie vengono allo scoperto per affrontare i nemici. L’alto ufficiale, con indosso una armatura personalizzata con un mirino per il suo unico occhio integrato nel casco, inizia a targettare i ribelli senza pietà. Selanne è atterrata dai suoi colpi di blaster, mentre Talon, crolla a terra esausto per il lungo combattimento e la pressione psicologica esercitata dall’avversario.
Anche se ormai sono rimaste solo due guardie della scorta imperiale, Ar’al capisce di rischiare di trovarsi a mal partito. Mentre i suoi lo coprono rianima Selanne con uno stimpack e la Jedi, sradicando dall’ufficio i resti della console la usa per schiacciare al suolo e uccidere così il proprietario. Il seguito di Ar’al, i cui vestiti, stracciati durante il combattimento hanno rivelato due vecchie Magna Guard, finisce i trooper, la plancia è sgombra… Ma completamente distrutta…

12xp a tutti i presenti

10 ottobre 2019
Capitolo VIII, Sessione 12

Scoperto che l’ascensore per la torre di controllo non può ospitare più di tre persone per volta, Gill decide di andare avanti con Talon e una delle guardie del corpo di Ar’al. Questi seguirà con Selanne e l’altro suo servitore in un secondo momento.
Arrivati a destinazione Gill e compagni trovano una sala con sei postazioni computer in torrette e due grandi schermi che proiettano diagrammi del sistema di Luyre. Dietro grandi specchi di trasparacciaio oscurato si intuisce la presenza di altre stanze nascoste.
La totale assenza di reazioni dei piloti imperiali insediati nelle torrette informatiche e il loro indossare tute di volo sigillate insospettisce Talon che teme un nuovo attacco con gas o altri agenti chimici, ma appena gli altri tre raggiungono il ponte, i piloti abbassano simultaneamente leve che fanno aprire portelli nascosti dietro agli schermi tattici sul vuoto dello spazio.
Talon si trova risucchiato all’esterno prima di poter reagire e Gill, usando la forza per sigillare la propria armatura, si tuffa al suo seguito sperando nel proprio Jetpack.
Ar’al e la sua scorta dotata di stivali magnetici riesce a mantenersi sul ponte ma non a trattenervi anche Selanne, pure gettata all’esterno.
Ar’al si rituffa nell’ascensore al piano sottostante in cerca di rinforzi.
Gill faticosamente riporta a bordo un Talon incosciente e semi assiderato e Selanne usa invece la Forza per “attirare a sé” la nave-asteroide e forzare la chiusura dei portelli controllando da remoto le leve, mentre le guardie di Ar’al cercano di ingaggiare alcuni dei piloti.
Stormtrooper in armatura rossa irrompono nella sala da porte laterali e aprono il fuoco su Gill che però incassa e risponde, anche Talon torna in grado di combattere e, anche se con qualche contusione.
Ar’al sopraggiunge con un droideka per aiutare a mettere KO gli otto incursori imperiali.
Il prossimo passo è da decidere…

7xp a tutti

19 Settembre 2019
Capitolo VIII, Sessione 11

Persuaso l’inquisitore Korgan e i suoi scherani a seguirlo in un mistico viaggio alla scoperta dei segreti degli antichi Sith, Charles Dexter Drake il Magnifico si esibisce ancora una volta in una delle sue leggendarie sparizioni. Rubando la nave di Ar’al Kern e approfittando che i suoi droidi pilota hanno disinnescato i blocchi dell’hangar, Charles trascina a bordo i servitori dell’inquisitorium ormai totalmente mesmerizzati dal suo potere e decolla impostando una rotta dimenticata da decine di secoli da tutti fuorché lui… Dromund Kaas antica capitale dell’impero Sith in cui nacque…

Grazie al diversivo fornito da Charles, Talon Shirazay riesce a mischiarsi mascherato da storm troopers alle truppe d’assalto imperiali che stanno entrando nella base e poi, nel caos della battaglia tra queste e le forze del Neo Cavalierato Galattico, si ricongiunge con i compagni consegnandosi ai droidekas guidati dal droide tattico Serie-T di Gill Bastard.

In tal modo raggiunge senza essere notato Gill, Selanne e Ar’Al, proseguendo nell’incursione verso il ponte di comando. Trovatisi dinnanzi alla figura avvolta nell’ombra che gli ostruisce la via verso l’ultimo turbo ascensore, Talon con sorpresa estrema vi riconosce l’inquisitore Vorbeck, suo antico capo, che credeva morto ucciso da Set Harth al Tempio del Sole Morente svariati mesi prima.

L’inquisitore cerca di persuadere Talon ad assisterlo a porre agli arresti Selanne e Gill, dando ad intendere che tutto quello che hanno fatto e li ha portati sin lì rientrasse in un piano ben preciso suo e dell’Imperatore Palpatine. Talon esita e cerca di prendere tempo. L’inquisitore, come avvedendosi improvvisamente che Selanne è una Jedi la sfida a duello, la dookessa però non ha tempo e voglia di giocare con Vorbeck e sradicando con l’uso della Forza una roccia di mole immensa dal soffitto scavato nell’asteroide la usa per schiacciare l’inquisitore. La roccia friabile del tunnel, destabilizzata si sgretola e un mare di detriti frana addosso a Selanne e compagni, che però ne escono solo un po’ contusi.

Gill aiuta una delle guardie del corpo di Ar’al rimasta intrappolata nelle macerie a liberarsi e non trovando praticamente che pochi brandelli identificabili come i resti di Vorbeck, tutti decidono di proseguire. Aperto il turbo ascensore vi trovano però dentro, come ad aspettarli Charles Dexter Drake.

Drake inizia a raccontar loro la storia di “Darth Malak il Gentile” e poi cerca di persuadere i compagni a partire assieme a lui per Dromund Kaas… Talon che però ha assistito al Dun Moch con cui Drake ha irretito Korgan e i suoi, capisce di star vedendo una registrazione del dialogo tra lo stregone e l’inquisitore… Inizialmente il gruppo pensa si tratti di un hologramma, quando appurano che però è una figura solida, gli scaricano addosso una potente scossa di taser. Sembra quasi che il sedicente Drake cortocircuiti e improvvisamente il suo aspetto muta in quello di Vorbeck ed estratta la spada laser attacca gli eroi. Rapidamente il redivivo inquisitore viene fatto a pezzi da Gill e compagni; quando il guerriero repubblicano lo trapassa con la sua vibrolama sente il rumore di metallo perforato e ingranaggi frantumati. Il sembiante di Vorbeck scompare e lascia il suo posto a quello di un droide color ruggine… Talon lo riconosce come un Droide Infiltratore TC-SC uno dei più avanzati ritrovati tecnologici al servizio di I.I. e I.S.B., si tratta di robot assassini rivestiti di una multispectrum disguise suite che consente loro di mutare il proprio aspetto in quello di persone che hanno avuto modo di studiare od osservare anche tramite registrazioni.

A cercare un ultima volta di frenare la salita sul turbo ascensore del gruppo appare nuovamente una proiezione olografica del Direttore Supremo Gideon, che li informa che ormai tutti i loro sforzi sono vani: i droidi spia sono serviti al loro scopo, rallentandoli sino all’arrivo di rinforzi dalle fregate e loro non possono più sperare di far nulla. Gill Bastard lo deride, trova in questa intimazione solo motivo per sigillare il turbo ascensore da cui sono arrivati al corridoio e affrettarsi a salire con l’altro verso il ponte di comando.

5xp a tutti

06 Agosto 2019
Capitolo VIII, Sessione 10

La battaglia va avanti a infuriare contro le forze imperiali. Guidati da Gill, i droideka mettono fuori gioco le e-web imperiali prima che entrino in funzione. Intanto Ar’al Kern e Selanne, proseguendo nel corridoio liberato dal nemico raggiungono un ascensore, ma lo trovano difeso da tre enormi stormtrooper dalle armature nere e con strani scudi fluttuanti a proteggerli. I nuovi nemici aprono il fuoco sui “ribelli” con cannoni al plasma, mettendo al tappeto Selanne e distruggendo cinque droideka.
Ar’al rianama Selanne e chiama Gill in soccorso, con fatica, con tutte le loro forze congiunte, eliminano i tre avversari uno dopo l’altro.
Nel frattempo il droide tattico termina di ripulire l’area dai marines imperiali.
Con i quattordici droideka rimasti e tutti gli altri compagni, Gill decide di proseguire in ascensore sino all’ultimo piano, prima che arrivino altri di quei “meca stormtrooper” che pare stiano cercando di farsi largo attraverso le pareti dalle stanze adiacenti.
A fine corsa, usciti dall’ascensore, si para dinnanzi al gruppo un corridoio sinistro. Come in una fila di specchi una serie di barriere di energia riflettono l’immagine dell’ufficiale imperiale dall’occhio bendato, che ancora intima la resa agli intrusi.
Gill, che ovviamente rifiuta, si trova bloccato a mezzo del corridoio dalle pareti di energia, mentre gas corrosivo inizia ad invadere tutto il corridoio. Con lavoro di squadra e con l’aiuto della spada laser di Darth Kaz’han che Gill aveva fortunatamente preso con sé, gli eroi riescono a disinnescare la trappola e arrivare sino alla porta successiva, che si apre dinnanzi a loro rivelando una figura avvolta nell’ombra…

5 punti esperienza

30 luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 9

Charles Dexter Drake riprende i sensi a bordo della navetta lambda, le sue ultime memorie sono ancora di Nyriaan e fatica inizialmente a comprendere dove si trovi. Accendendo i comandi della nave riesce a hackerare parte dei sistemi di sicurezza dell’hangar, aprirne il portellone esterno e sintonizzare la radio sulle frequenze Imperiali per capire la situazione. Così facendo entra in contatto con due cannoniere imperiali che stanno portando a bordo rinforzi dalle fregate vicine.
Con l’aiuto di Talon che ha svegliato nel frattempo, Charles contatta le navette, cercando di dar loro informazioni falsate per confondere i loro piani.
L’ufficiale che gli risponde sembra credete a Shirazay che si spaccia per un medico di bordo “Salon Tirazay”, non così l’inquisitore Korgan che pure è a bordo delle cannoniere, si intromette nella conversazione e ricorda benissimo Shirazay, agente dell’Inquisitorium accusato di tradimento da Blim.
Korgan ordina a Talon di apprestarsi a fare rapporto e collaborare, non appena lui e le sue truppe saranno a bordo.

Nel frattempo Selanne e il suo commando sono arrivati ad una grande sala con tre uscite sigillate magneticamente. Da un proiettore emana un gigantesco ologramma di un ufficiale imperiale dall’aria truce (il direttore supremo Gideon) che intima a loro -feccia ribelle, pirati spaziai- di arrendersi immediatamente se non vogliono diventare cavie per gli esperimenti dell’IDMR: l’Occhio di Palpatine li sta osservando.
Al rifiuto di resa la sala si trasforma in una trappola letale con l’accensione di un fitto reticolato di raggi laser ad alto potenziale. Mentre tutti gli altri restano intrappolati fuori della sala, Gill, con grandi acrobazie sostenute dalla Forza, riesce ad arrivare sotto l’androne di una delle porte di uscita, solo per accorgersi che non ha modo di aprirla e la sua vibrolama doppia è stata danneggiata irrimediabilmente dai laser.
Con la protezione dello scudo di uno dei droideka e l’aiuto della Forza, Selanne sposta un droide e Ar’al Kern illesi attraverso il reticolato, sino a raggiungere Gill. Anche con l’ausilio di Kern però resta impossibile aprire la porta.

Le cannoniere imperiali sbarcano nell’hangar Korgan con i suoi quattro sinistri scherani -individui in nere armatura che brandiscono force pike- e centoventi stormtrooper. Mentre Talon si traveste da stormtrooper e si mischia ai cadaveri dei soldati di guarnigione uccisi per non farsi trovare, Drake assume l’aspetto di Talon stesso e va incontro agli imperiali.
I trooper cercano di catturarlo, ma la sua aura è talmente potente nella Forza che alcuni di loro svengono solo per aver cercato di sfiorarlo… L’inquisitore e i suoi seguaci rapidamente arrivano sul posto e iniziano ad interrogare il falso Shirazay. Drake imbastisce una strabiliante storia asserendo di essere un clone di Talon cui è stata infusa la Forza tramite qualche misteriosa alchimia. Cerca di confondere e intimidire Korgan con tutti i trucchi mentali che conosce, quando però lo vede comunque piuttosto resistente passa a tecniche diverse, blandendolo con tentazioni di potere, nel più puro stile del Dun Moch praticato dagli antichi Sith di cui fu apprendista…

Korgan, benché semi paralizzato dal potere di Drake, inizialmente cerca di scatenare i suoi seguaci contro quello che ormai è evidente essere un potente Jedi oscuro. Drake, riesce però con misteriose promesse di potere a farlo desistere da ogni resistenza e inizia ad intrattenere i cinque imperiali col racconto di strane storie Sith, mentre gli stormtrooper sono mandati all’interno dell’ installazione.

Quando Selanne e compagni avvertono l’ammassarsi delle truppe dietro al portellone che di era chiuso alle loro spalle, cominciano a preparare le difese. Facendo saltare i sigilli magnetici delle porte, gli stormtrooper si trovano davanti a uno schieramento di droideka che aprono un intenso fuoco su di loro. Cercando copertura e stendendo una cortina fumogena per nascondere i loro movimenti, i trooper costringono Gill a intervenire, guidando una decina di droideka ad avanzare nel corridoio per spazzare le posizioni ove si è attestato il nemico. Selanne ha invece il suo bel daffare, dopo aver spento il reticolato laser strappando con la Forza tutti i cavi di alimentazione, a tenere chiuse le porte che fino a poco prima cercavano di aprire e ora promettono di dare accesso ad altri rinforzi imperiali.
Dovendo disperdere i droideka, i cui scudi non possono resistere ancora molto, Selanne fa franare parte del soffitto a ostruire due delle tre uscite e sradica la terza porta utilizzandola come arma per schiacciare qualsiasi cosa vi si celasse dietro. Mentre il droide tattico si appresta a farsi largo con metà dei droideka nel varco aperto da Selanne, Gill ode un ufficiale imperiale incitare i suoi uomini a attaccare in corpo a corpo i letali robot, come unica soluzione per superarne gli scudi, mentre i loro camerati cercano di piazzare delle e-web in fondo al corridoio…

6PX

23 luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 8

Con un sussulto il tessuto dello spazio attorno a Nyriaan si distorce mentre esce dalla velocità della luce una navetta argentata. Entrata negli scanner della flottiglia imperiale in orbita, il nuovo arrivato è rapidamente contattato per holocom da un ufficiale in uniforme nera dall’aria inquisitoria.
È un Keldor riccamente vestito che attesta di essere venuto nel sistema di Luire per incontrarsi col Vice Presidente della Gilda Mineraria e persuade l’ufficiale imperiale ad accoglierlo nonostante le scarse credenziali. La nave è invitata ad avvicinarsi ad una delle fregate in orbita, stazionata nei pressi di un grande asteroide scuro, seguiranno poi istruzioni, dal momento che il pianeta è off-limits per ordine diretto del comando di flotta.

Intanto sulla superficie del pianeta, la navetta con cui i leader del Neo Cavalierato hanno progettato la propria fuga è scossa dall’onda d’urto del super laser che ha squarciato le nubi… Gill Bastard è il solo dell’equipaggio a non perdere coscienza, pur restando intrappolato sotto ad una valanga di casse di attrezzatura smosse dalla loro collocazione.
Con l’aiuto della Forza, il soldato della vecchia Repubblica si libera e coordina i droidi pilota, sostituendosi anche a uno di loro ai comandi, imboccando il varco aperto nelle nubi e ancora carico della tensione elettrostatica rilasciata dal super laser.
Per un soffio la navicella, vorticando paurosamente, riesce a sfuggire all’atmosfera di Nyriaan mentre il varco collassa alle sue spalle.
Finalmente in orbita tutti i sistemi vanno però offline, Gill risveglia Selanne e insieme fanno ripartire motori e supporto vitale, pur sapendo che probabilmente in tal modo saranno individuati. Davanti a loro una grande massa scura nasconde le stelle, le stanno accanto tre fregate imperiali.

Quasi appena accesi i sistemi, il computer di bordo sembra andare in ovverrun e cominciano a correre sul suo schermo codici cifrati imperiali. Per lo stupore di tutti la navetta inizia a muoversi verso la massa oscura davanti a loro, come fosse sotto un controllo remoto. Neppure il droide tattico di Gill riesce a dare una spiegazione del come ciò avvenga, indubbiamente non è una tecnologia della vecchia alleanza separatista, né della repubblica, ma qualche nuovo espediente dell’impero.

Nel suo percorso nel vuoto spaziale la navetta è affiancata da uno shuttle argentato… Insieme varcano l’accesso di un grande hangar che sembra scavato dentro la massa scura che si rivela essere un immenso asteroide.
L’interno pare uno strano ibrido tra una grotta e una base imperiale. Atterrati Gill e Selanne vedono aprirsi due portelloni antilaser e irrompere nell’hangar a passo di corsa due colonne di trenta stormtrooper guidati da soldati in armatura rossa.

Senza porre tempo in mezzo Gill si precipita giù dalla nave scaricando il primo colpo del suo lancia razzi in una direzione casuale. Mentre i trooper si sparpagliano rapidamente assumendo una formazione disordinata per dare meno bersaglio, Selanne scende dalla navetta brandendo la spada laser di Darth Kaz’han e disarmando con la forza i venti soldati più prossimi.
Emettendo dei suoni che fanno pensare più a una macchina che ad un uomo, un trooper in rosso ormai disarmato aggredisce Gill a mani nude, ottenendo però di essere solo trafitto e decapitato in poche fluide mosse dall’antico guerriero che sfodera la sua vibrolama doppia.
Prima che i soldati si riprendano dalla confusione il droide tattico ha fatto rotolare fuori dallo shuttle i suoi 20 droideka che si intrecciano con lo schieramento imperiale in una formazione a rete, si dischiudono accendendo i loro scudi come tante bolle di luce azzurra e in mezzo al terrore dilagante aprono un fuoco incrociato ad alzo zero.
Nell’arco di pochi respiri l’hangar è ricoperto dei cadaveri degli stormtrooper, falciati con meccanica precisione dai Blaster binari dei droideka. Senza fermarsi un istante il droide tattico blocca e prende il controllo del portellone anti laser più vicino e inizia a fare “correre” i droideka oltre quel varco, convinto che rapidità e sorpresa siano i fattori chiave per prendere il controllo dell’installazione.
Selanne e Gill cercano inutilmente di aprire anche l’altra porta che è sigillata. Vedendo suonare l’allarme, il Keldor sull’altro shuttle scende a presentarsi ai due, seguito a breve dalle sue due guardie del corpo.
Si presenta a Gill e Selanne, dando segno di sapere chi siano, come Ar’al Kern, un “alleato” del console generale Marvus Gereel…
Rimandando a dopo ulteriori spiegazioni i tre e le due guardie del corpo iniziano ad affrettarsi dietro al droide tattico che, assieme ai piloti sta sfrecciando per il corridoio fuori dall’hangar a bordo di una piattaforma da trasporto merci.

6 PX