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Talon e Ar’al riescono nonostante la grande distanza a comunicare con Gill via comlink, ragionando sul labirinto in cui sembra esser rimasto intrappolato Gill decidono che non è possibile per loro raggiungerlo, ma convinti che lui possa trovare anche laggiù una via di uscita dal prisma paracadutano Selanne, benché ancora svenuta nel pozzo, nella convinzione che se Gill riesce a rianimarla, insieme non hanno nulla da temere. Intanto loro rianimano la creatura che hanno estratto dal sarcofago. Benché in condizioni pessime sembra essere una togruta e risvegliatasi dichiara di rispondere al nome di Meileena Elsh. Talon è stupito a sentire quel nome che lui ricollega ad una celebre maestra jedi “svanita nel nulla” all’inizio delle Guerre dei Cloni. Meileena sembra avere una certa conoscenza del Prisma ed è inquietata dal fatto che sia stato aperto il pozzo centrale e che amici dei suoi salvatori siano nel labirinto che si trova sul fondo… Il sigillo posto in cima a suo dire recava un monito che doveva scoraggiare dall’apertura e che il pozzo era stato concepito per essere aperto solo qualora la stazione spaziale dovesse essere evacuata o distrutta. Talon e Ar’al hanno qualche dubbio che possa essere stato attivato qualche congegno di autodistruzione o se non altro di apertura di parte o di tutte le celle: in ogni caso conviene andarsene alla svelta. Talon, Ar’al, Meileena, Kuill e Uthan, assieme alle Magna Guard si recano alla ricerca dell’accesso di un condotto che possa portarli il più rapidamente possibile al centro di controllo della stazione e alla vicina uscita ove si trova la loro navetta spaziale. A detta di Meileena la via più rapida sarebbe un montavivande che collega l’area delle prigioni alle cucine.

Nel cuore del labirinto Gill, vedendo che non riesce ancora a rianimare Selanne, inizia a vagare in cerca di una via di fuga cercando di leggere anche nelle reazioni istintive che legge sul volto della jedi svenuta suggerimenti sulla via da prendere. Per tutto il tempo che vaga nel labirinto Gill è accompagnato e sostenuto da una voce interiore, in qualche modo famigliare, che gli rammenta i precetti del codice Jedi. “Io sono con la Forza e la Forza è con me” sono le prime parole che gli affiorano alla mente e lo fanno pensare all’inquisitore che ha ucciso. Gill cerca di interrogare la voce, ma non ha risposte, solo nuove parole gli affiorano alla mente man mano che si addentra tra i cunicoli: “non c’è passione, c’è serenità”. Qui incontra due stormtrooper TK-221 e TK-421 che cercano di attaccarlo ma lui obbliga a collaborare per cercare l’uscita: “non c’è conflitto, c’è pace”. I due soldati, ribattezzati Tommy e Terry, raccontano di essere i superstiti di una squadra che da quando la prigione è stata attaccata ha vagato per la stazione spaziale seguendo le uniche porte che si aprivano al loro passaggio, ma queste li hanno condotti sino a questo labirinto. Avanzando sempre di più nella misteriosa struttura Gill e compagni trovano una stanza ove vi sono tracce di qualcosa che deve essere stato “innescato” dall’apertura del sigillo del pozzo centrale del Prisma. “Non c’è ignoranza, c’è sapienza”. Gill cerca di capire, nota che la sala presenta 10 piccole nicchie vuote che sembrano essersi aperte automaticamente nelle pareti dopo che una sfera di un materiale vetroso che stava appesa al centro del soffitto è stata sganciata e frantumata rilasciando qualcosa di indefinito… O qualcuno… visto che nella fanghiglia che copre il pavimento Gill trova una impronta di una qualche creatura umanoide. Andando nella direzione data da quella singola orma incontrano in un corridoio armature di stormtrooper abbandonate a terra in una posizione stranamente “ordinata”: “non c’è chaos, c’è armonia” sente Gill che, quando tocca le corazze, le vede come per magia cadere al suolo indicando una direzione. Seguendola giungono ad una ulteriore sala avvolta da una densa umidità, a formare quasi una nebbia. Tommy e Terry manifestano subito una forte paura e sembra non riescano a respirare, cadono al suolo rantolando, mentre Gill mantiene il controllo e sia lui che Selanne paiono non essere affetti da questo misterioso malessere. Gill non riesce comunque a far nulla per i due, che muoiono soffocando in pochi attimi davanti ai suoi occhi… “non c’è morte, c’è la Forza” riecheggia nella sua testa, Gill si chiede come sia possibile che i trooper avessero tanta improvvisa paura in quel luogo, quando lui non ne ha provata, ma nella sua testa affiorano le parole “tu ne avrai… tu ne avrai”.

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Gill Bastard con immensa fatica e a costo di attingere al lato oscuro della Forza trascina il pesantissimo sarcofago sino al piano in cui dovrebbe trovarsi la navetta con cui Kuill auspica di fuggire dal Prisma. Una brama innaturale di aprire il sarcofago si è impadronita di lui. Il gruppo si sforza di spingere lungo i corridoi il pesantissimo contenitore fino verso l’hangar della navetta, l’impegno è però tanto e tale che la spinta data è troppa… il sarcofago con Gill e Kuill in groppa, preso slancio comincia a scorrere con velocità crescente sul liquido oleoso usato da Ar’al per agevolare il lavoro e cade giù dal baratro che alla fine del corridoio si apre sull’hangar. Gill si stringe al sarcofago e usa il suo jetpack nel tentativo di farlo planare, ma ottine solo di trasformarlo in una sorta di proiettile che si schianta a tutta velocità sull’agognata navetta di Kuill distruggendola. Gill e il Sarcofago sono catapultati nello spazio fuori dall’hangar e riescono a tornare a bordo solo col soccorso di Ar’al e Selanne.

Gill è ormai deciso ad aprire il sarcofago prima di proseguire oltre, ed il tempo stringe: lasciando il pozzo di ventilazione della stazione spaziale Ar’al ha nettamente avvertito che “qualcosa” è stato liberato in fondo al pozzo e tutti hanno un gran brutto presentimento. Il Sarcofago non ha serrature ed è in un materiale simile a quello inviolabile del tappo che chiudeva il pozzo di ventilazione. Selanne adopera i suoi poteri per rivivere il passato di quell’artefatto e capire come aprirlo, una parola d’ordine affiora sulle sue labbra e ottiene il risultato desiderato, ma Selanne ha rivissuto qualcosa di scioccante e crolla al suolo in uno stato comatoso. Dentro al sarcofago c’è solo una creatura umanoide estremamente consunta, avvolta da capo a piedi in vesti nere, all’inizio Gill pensa che sia un cadavere, poi ne avverte il respiro e impaurito la percuote, ma subito si pente: evidentemente quell’essere è innocuo e gracile.

Il gruppo si rende conto di essere in situazione sempre più critica, decide di avviarsi nuovamente al pozzo per uscirne il prima possibile e tornare alla propria navetta, mentre Talon mette un timer per far saltare il relitto nell’hangar che stanno lasciando e ordina all’Holocron di Atris di aprire le celle di lì a 5 unità di tempo. Tornati nel pozzo però gli eroi si accorgono che l’Holocron ha improvvisamente cessato di rispondergli e non hanno più modo di fermare le ventole del condotto. Gill ne blocca una col suo corpo e Talon e Ar’al con le Magna Guard e i loro fardelli (Kuill, Selanne, Uthan e la creatura del sarcofago) riescono a passare e arrivare sino ad un piano superiore individuato da Talon come utile per proseguire verso il piano d’ingresso della stazione spaziale. Dietro di loro meccanismi di sicurezza utilizzano le ventole come vere e proprie barriere per rendere il pozzo impraticabile.

La strada per risalire ai piani superiori si presenta da subito irta di ostacoli: le porte sono ormai tutte sigillate e non rispondono più ai comandi del gruppo. Il comando di liberazione dei prigionieri dato poco prima resta irrealizzato. In una delle prime sale che il gruppo attraversa un nutrito contingente imperiale oppone resistenza. Talon viste le condizioni dei compagni suggerisce di rifiutare il combattimento e cercare solo di attraversare la sala d’impeto: Ar’al accieca tutti con la sua giacca abbagliante e tutti corrono all’uscita. Gill che è rimasto in retroguardia assieme ai droidi è però attaccato: uno stormtrooper che già lo aveva semi-stordito con un cannone ad impulsi fa ribaltare il ponte su un altro pozzo di scarico che l’eroe stava attraversando. Gill resta appeso a una corda e spera le magnaguard rimaste in posizione grazie ai loro piedi magnetici possano aiutarlo a tornare su, ma sonde imperiali si avventano su di loro e una taglia la corda cui sta appeso l’eroe.

Gill precipita sino al fondo del pozzo rallentando la propria caduta affondando la Dark Saber nella parete accanto. Si trova in uno spazio delimitato da otto uscite, recupera la mappa che si era scaricato del prisma e si rende conto di essere nel mezzo di un labirinto, costruito all’interno della stazione per celare o imprigionare chissà cosa. Rassegnato e deciso ad uscirne anche se con le sue sole forze, inizia a percorrere i condotti della sinistra struttura. Poco dopo si avvede che i rigagnoli che percorrono il pavimento si sono tinti di sangue…

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11 film dove il labirinto non vi lascerà sopravvivere

24 Maggio 2020
Capitolo IX, Sessione 15

Assaliti dagli ignoti alieni che si erano affannati a cercare di soccorrere, Selanne e compagni decidono di non affannarsi a combatterli e ucciderli inutilmente. La Jedi li blocca con la Forza e li sposta a svariate miglia di distanza attraverso il deserto. Il gruppo riparte quindi alla volta del rendez-vouz fissato con in generale Kota portando con sé quanti è riuscita a raccogliere o catturare degli ex prigionieri Imperiali.
Durante il viaggio Talon interroga e sequestra ogni possibile equipaggiamento pericoloso agli stormtrooper catturati.

I suoi sospetti si concentrano su un Death Trooper che sembra più reticente degli altri a collaborare. Dopo una oculata investigazione Talon scopre in effetti, che quella che lui sosteneva essere la foto di sua moglie, in realtà è un prodotto dell’intelligence Imperiale che maschera un sistema di decrittazione per codici di massima sicurezza.

Dall’altra il trooper – Mark- sembra essere in realtà un agente dormiente e Talon trova un sofisticato microchip installato nella sua corteccia cerebrale e con una impegnativa operazione chirurgica lo rimuove. Arrivati all’occhio di Palpatine, e appurato che la stazione è stata completamente riparata e la sua potenza di fuoco addirittura testata su Azure, Gill si prende carico di cercare assieme al generale Kota – rapidamente ragguagliato sui fatti avvenuti- di convertire alla propria causa i prigionieri liberati. Alcuni di loro sembra non attendessero altro, i due talbooreani invece si rivelano delle cause perse che spingono Gill a desistere e promettere di abbandonarli sul primo pianeta abitabile appena possibile. I Ssii-Ruu invece ricevono una navicella spaziale con cui tornare al loro impero e lasciano una pistola da loro fabbricata in dono a Gill (che poi la dona ad Ar’al) e promettono di parlare di loro alla propria specie e di metterla in guardia contro il malvagio Impero Galattico.
Ar’al Kern in tutto questo se la spassa con la procace ladra acrobata Zeltron di nome Zella…

Il trooper Mark viene ricoverato nell’infermeria… al suo risveglio però ripete solo insistentemente il nome ”comandante Beck”

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6 Febbraio 2020
Capitolo IX: “Una Galassia da scoprire” Sessione 1

L’Occhio di Palpatine, ormai controllato dal “Potere”, una mente artificiale della CIS riprogrammata dal Direttore confederato Ar’al Kern, è emerso silenzioso dall’iperspazio in un sistema sperduto nel Mid Rim, a seguito del secondo salto casuale effettuato per mettere distanza tra sé e la flotta imperiale a Nyriaan.
Cercando di capire dove si trovano, Ar’al e Talon, gli unici a bordo a conoscere la Galassia di quest’epoca, riescono a identificare l’insignificante sistema privo di sole in cui sono emersi come Azure. Si tratta di un mondo periferico, privo quasi totalmente di luce, senza lune, senza risorse né alcuna importanza strategica. La sua unica caratteristica praticamente è di essere un “mondo blu” quasi totalmente coperto d’acqua.
Talon Shirazay rammenta che ai tempi della Repubblica vi si trovava una base segreta repubblicana con uno spazioporto clandestino. Ar’al ne rammenta invece la distruzione da parte della CIS nel tentativo di impossessarsi di una macchina decifratrice di codici che il Generale Solomahal, a comando dell’avamposto, si era rifiutato di consegnare.
Dalle guerre dei cloni sembra il pianeta sia rimasto disabitato e possa quindi momentaneamente offrire un nascondiglio accettabile dall’impero fintanto non si decida la strategia da seguire. In effetti Ar’al Kern si presenta effettivamente ai compagni e chiarisce che stava cercando di raggiungerli su Nyriaan dopo essere stato contattato dal Consigliere Gereel della CSA e il suo interesse preminente è mettere le mani sulla droide armata che è stata riattivata.
La Dookessa Selanne pure sembra avere buone ragioni per tornare su Nyriaan, in particolare le promesse di protezione ai Tapani di casa Pelagia che non vorrebbe infrangere.
Nel complesso l’essersi impossessati della super dreadnought segreta dell’imperatore è un asset che il Neo Cavalierato Galattico deve capire come sfruttare, mettendone a parte anche i propri alleati rimasti “a casa”…
Intanto Selanne cerca di capire perché la Forza li abbia condotti su Azure e al termine di una lunga meditazione le arriva un eco come di una voce lontana ad accarezzarla dicendo “Non sono invincibile”.
Turbata Selanne decide di scendere sul pianeta per capire meglio il messaggio che la Forza le sta mandando e, lasciando a bordo Gill Bastard (che sta setacciando l’intera dreadnought da solo in cerca di nemici sopravvissuti) e le Magna Guards di Kern, la Dookessa, Ar’al e Talon partono con una navetta lambda per la superficie.
Man mano che si avvicinano ai resti della base Repubblicana distrutta, Selanne ode riecheggiare sempre più la voce nella sua mente.
“Non sono invincibile… Sono debole”. La voce di donna, si fa sempre più tormentosa e chiara nella testa della Dookessa: “non sono invincibile… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Arrivati ai resti dello spazioporto Talon e Selanne scendono a terra, mentre Ar’al diffidente resta a bordo, motori accesi. “non sono invincibile… Molti possono sconfiggermi… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Mentre Talon trova un datapad che conferma i suoi sospetti e chiarisce che la CIS assediava il pianeta per catturare Talesan Fry, l’inventore di diversi sistemi di criptazione repubblicani, Selanne si ritira sempre più in sé stessa, ossessionata dalla voce che ode solo lei…
“Ora capisco perché ci è stato insegnato che la nostra motivazione doveva essere sicura, la nostra concentrazione totale… Ho sottovalutato il LATO OSCURO DELLA FORZA.”

Talon addentrandosi nella base trova alcuni sistemi e un vecchio jammer, che avevano già rilevato in orbita, attivi con le batterie di riserva e dai log disponibili trova traccia di una missione di soccorso repubblicana che era in rotta per estrarre Talesan Fry dal pianeta.
Il log dell’atterraggio di fortuna nelle vicinanze di un caccia aethersprite, probabilmente riconducibile alla missione, spinge Talon a decidere di andare a verificare… Con Selanne tornano alla navetta per proseguire nell’indagine.

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16 Gennaio 2020
Capitolo VIII Sessione 16

Barricatisi nel vano motori, Ar’al, Talon, Selanne e Gill iniziano a ragionare su come sfruttare il loro droide tattico e il backup che porta con sé del Master Control Program per avere ragione del Volere, l’intelligenza artificiale che controlla la stazione da battaglia, o quanto meno renderla innocua.
Seppur non senza difficoltà, Ar’al, continuando a sfruttare le credenziali del direttore supremo Gideon, riesce a convincere il Volere a ricopiare parte della programmazione dell’MCP, in una sua copia che viene denominata “Potere” e ne ottiene infine l’avvio in modalità provvisoria.
Contro ogni speranza, effettivamente il Potere si accende correttamente ed ha acquisto completamente la parte di programmazione e memoria dell’MCP relativa la sua lealtà alla Confederazione dei Sistemi Indipendenti… Non esita quindi ad affidarsi ai comandi di Ar’al Kern, che riconosce come membro del Direttorato della Federazione dei Mercanti. Per cominciare Ar’al salta nell’iperspazio verso destinazione casuale per mettere qualche parsec tra sé, Nyriaan e il resto della flotta imperiale in orbita.
Ar’al, sa però che il conto alla rovescia per il riavvio del Volere è ormai imminente e così, a rischio di compromettere la situazione forza il riavvio completo dei sistemi per passare dalla modalità provvisoria a quella definitiva del Potere.
Il riavvio dei sistemi risulta in un momento lunghissimo col fiato sospeso (specie perché vengono meno tutte le funzionalità dell’installazione, ivi compreso il supporto vitale), ma alla fine, quando gli schermi dei computer si riaccendono, campeggia su di essi il logo della CIS.
Resta il problema di come gestire gli stormtrooper ai piani superiori, anche perché “Potere” contiene solo una minima parte delle programmazioni delle due intelligenze artificiali originali, quella relativa la personalità del MCP e quella relativa la gestione dei sistemi di navigazione e supporto vitale del Volere (non ad esempio il controllo degli armamenti)…
Così Ar’al cerca di sfruttare lo spegnimento progressivo dei sistemi di supporto vitale nel resto dell’installazione per costringere le truppe imperiali a ritirarsi verso l’hangar e, in effetti, nonostante qualche ufficiale recalcitrante alla fuga che viene liquidato dai propri soldati e qualche trooper non abbastanza svelto che crolla al suolo soffocato, il grosso delle forze imperiali torna sulle proprie navi da sbarco.
Selanne quindi in solitaria si reca all’hangar e, attingendo alla Forza come non mai, scaglia una per una le navi fuori dal boccaporto…
Sembra finalmente che l’Occhio di Palpatine abbia nuovi padroni e Ar’al comanda un nuovo salto casuale nell’Iper-Spazio per liberarsi delle navette da sbarco definitivamente…

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Note:
Ar’al ha scaricato il database con i progetti dell’Archivio nei dischi del droide tattico e le informazioni progettuali dell’Occhio di Palpatine, con i suoi dati tecnici e appurando che si tratta di una di due super dreadnought camuffate da asteroidi, lunghe 15 km, dotate di iperguida e di una potentissima batteria turbolaser da bombardamento orbitale. Tutto finanziamento dal portafoglio personale dell’Imperatore…

6 Gennaio 2020
Capitolo VIII Sessione 15

Talon Shirazay si risveglia in stato confusionale sul ponte di comando dell’installazione imperiale ormai deserto se non per il cospicuo numero di cadaveri. Mentre ancora sta raccapezzandosi con l’ambiente circostante, arriva in plancia il droide tattico di Gill Bastard, che ha appena evacuato il piano inferiore, lasciandosi alle spalle la sua ultima squadra di droideka a cercare di bloccare la strada alle forze d’assalto imperiali che cercano in tutti i modi di riprendere la torre di controllo.
Ragguagliatosi col droide sulla situazione, Talon lo segue per una scaletta di servizio sino a tornare in un magazzino del livello hangar ove si è nascosta Selanne Misas con le due magna guards di Ar’al Kern.
Celandosi dietro a una fila di cassoni e barili di plastacciaio, i due amici iniziano a ragionare su come portare il droide tattico ad Ar’al, che nel frattempo ha raggiunto il vano motori, trovato un accesso all’intelligenza artificiale che controlla la base, e spera, con l’aiuto del robot confederato, di poterla in qualche modo sottomettere o rivolgere contro gli imperiali.

Il problema da risolvere è reso più complesso dal fatto che la tonnellata di lamiera e hardware che costituisce il droide tattico è di gran lunga troppo ingombrante per poter passare inosservata attraverso il condotto di aerazione già sfruttato da Ar’al per raggiungere l’unico turbo ascensore disponibile… L’altra strada per arrivarci è attraverso la sala in cui si è concentrata tutta la forza da sbarco imperiale in attesa di riuscire ad accedere alla torre di controllo. Dopo aver scattato tutta una serie di opzioni dall’esito incerto (tra cui smontare il droide in tanti pezzi per trasportarlo a spalla e riassemblarlo a destinazione), Talon decide di andare in cerca di un muletto gravitazionale che gli renda più agevole muovere in giro quella tonnellata di metallo, che sia intera o a pezzi.
Stabilito un contatto comlink con Ar’al che dal computer di bordo gli può dare qualche informazione utile in più, Talon si porta sino all’altro capo del condotto di aerazione. Uscito allo scoperto con indosso l’armatura malconcia di uno stormtrooper morto, si presenta al più vicino imperiale -intento nello spostamento dei caduti della precedente battaglia- e gli chiede dove possa trovare un muletto, adducendo ordini piuttosto confusi a sua giustificazione. Nonostante gli evidenti dubbi e la tentazione di ficcanasare dell’imperiale, Talon è reindirizzato all’hangar. Quando il dottore malakita ripropone le stesse scuse al presidio dell’hangar e si presenta con la matricola di uno dei trooper morti, si rende subito conto che gli imperiali hanno capito il trucco e devono aver già identificato quella matricola come appartenente a uno dei caduti. Improvvisando senza scrupoli, Talon si impadronisce del muletto più vicino e con quello va a schiantarsi contro la più cospicua pila di cadaveri che vede ammassata nel corridoio accanto. Gli imperiali postisi al suo inseguimento non riescono più a identificare il “traditore” nel mucchio di corpi dei camerati morti e Talon, fingendosi a sua volta morto, riesce abilmente a scambiare piastrina con uno dei cadaveri nei pressi. Mentre gli imperiali si allontanano con il cadavere con l’identificativo incriminato per verificare e capire meglio l’accaduto, Talon striscia fuori dal mucchio di corpi e finge di essere un ferito appena rinvenuto… I nuovi trooper cui racconta la sua storia e chiede aiuto e di parlare con un ufficiale, lo inquadrano con un atteggiamento preoccupante e, con una condiscendenza ancora più sospetta, lo accompagnano in quattro sono dall’ufficiale di presidio nell’infermeria.
Trovatosi faccia a faccia con l’ufficiale, Talon cerca di rispondere alle sue domande con l’aiuto da remoto di Ar’al che, usando il computer e le credenziali del direttore supremo Gideon, gli fornisce una nuova matricola, abbinata ad un profilo secretato, che i suoi interrogatori non possano verificare. Quando l’ufficiale chiede a Talon di levarsi l’armatura “per i controlli medici”, il ribelle capisce che la sua copertura è definitivamente bruciata, visto che sotto indossa il precedente travestimento da agente di sicurezza dell’intelligence. Con repentina e inaspettata violenza, il malakita aggredisce a mani nude e mette al tappeto i quattro stormtrooper che lo circondano, per poi freddare senza pietà l’ufficiale che minacciava di far scattare l’allarme. Spento il droide medico, Talon passa a ispezionare le vicine celle, ove trova rinchiuso Gill Bastard, lo libera e insieme recuperano le sue armi e attrezzature che erano depositate nei pressi. Attirati con una scusa i due trooper di presidio nel corridoio, Talon liquida pure loro e poi si traveste con l’uniforme dell’ufficiale.
Rafforzato dai gradi va nuovamente in cerca del muletto e stavolta, in virtù del rigido rispetto della gerarchia imperiale, riesce ad ottenerlo. Caricatoci sopra il droide medico, con la scusa che sia guasto e necessiti pezzi di ricambio, riesce a raggiungere il magazzino dove sono nascosti Selanne e droidi. I tre robot vengono nascosti ben compressi in due casse di plastacciaio e portati col muletto verso l’infermeria. Selanne prova invece a seguirli per il condotto di aerazione, trascinandosi dietro le staffe delle magna guards. L’ingombro si rivela però troppo e non riesce a passare inosservata. Gli imperiali ancora in cerca del traditore dal primo sfortunato exploit di Talon, attirati dai rumori e trovato il condotto d’aerazione scoperchiato, capiscono di essere stati fregati. I troopers accorrono a blaster spianati all’uscita del condotto, ma ci trovano Gill Bastard armato fino ai denti che fornisce fuoco di copertura sino a che lui, Selanne e Talon col suo prezioso carico non sono a bordo del turbo ascensore. A tutta velocità scendono verso il vano motori, pronti a bloccare poi l’accesso.

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7 novembre 2019
Capitolo VIII, Sessione 14

Mentre Selanne, Talon, Ar’al e la sua scorta cercano di stanare il comandante imperiale sulla plancia, Gill si è allontanato, tornando al piano inferiore, chiamato dal droide tattico. Una nuova minaccia è infatti emersa con lo sbarco nell’hangar di diverse navette d’assalto imperiali provenienti dalle fregate in orbita. Sei inquietanti trooper meccanizzati simili a quelli affrontati in precedenza stanno risalendo dal pozzo dell’ascensore e il droide tattico sa che i suoi droideka non potranno reggere per molto contro i loro cannoni al plasma.
Gill decide come sempre di affrontare la situazione di petto e, dopo aver rovesciato l’olio motore del suo Jetpack sul primo meca-trooper per rendergli più difficile mantenere l’appiglio nella sua arrampicata, gli si tuffa addosso di peso.
Collassando rocambolescamente gli uni sugli altri, Gill e i sei avversari precipitano sino al livello sottostante. Mentre l’eroe della vecchia Repubblica infierisce sugli avversari semi storditi, uno stormtrooper richiama la sua attenzione chiedendogli cortesemente la resa, solo allora Gill si rende conto che il livello dell’hangar è pieno di talmente tanti marines imperiali da non riuscire a contarli.
Gill ha insomma guadagnato ai compagni il tempo di prendere la plancia, ma è catturato e un agente di sicurezza, dopo averlo ammanettato lo conduce ad una cella vicina.
Selanne e Ar’al nel frattempo si sono resi conto che sovraccaricando i computer Talon ha reso inservibili tutti i comandi della plancia, persino il bottone dell’ascensore… Selanne prova a contattare Gill per avere il quadro della situazione di sotto, gli risponde un ufficiale imperiale che riesce incredibilmente a farsi passare per il vecchio amico e insiste perché Selanne e gli altri scendano al piano hangar, perché “c’è urgente bisogno di loro”. Selanne e Ar’al trovano una scala di servizio che li conduce fino al piano hangar in una delle stanze vicine all’ascensore, arrivati si rendono subito conto che qualcosa non va per i segni del passaggio dei meca-trooper e avvedutisi che l’area è piena di imperiali Selanne contatta Gill telepaticamente apprendendo della sua prigionia. Per comlink si ragguaglia sull situazione del droide tattico e gli ordina di ritirarsi in plancia, anche se è evidente che i droideka dovranno essere sacrificati per cercare di trattenere il nemico il più a lungo possibile.
Ar’al insinuandosi nei condotti di areazione riesce a portarsi fino alla sala motori dell’astronave, qui, accedendo al computer locale con una chiave informatica sottratta al cadavere del comandante imperiale, scopre che nei computer di bordo sembra essere installato “il Volere” un nuovo tipo di intelligenza artificiale sviluppato dall’impero e di cui l’ex confederato aveva sentito parlare…
Un piano comincia a formularsi nella mente di Ar’al e ordina al droide tattico di raggiungerlo.
In tutto questo Talon continua a giacere privo di sensi in plancia…

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17 Ottobre 2019
Capitolo VIII, Sessione 13

Improvvisamente abbandonati senza spiegazioni da Gill, Selanne e compagni decidono comunque di cercare di stanare il comandante imperiale che, dalle verifiche fatte a computer da Talon, si cela probabilmente in una sala nascosta dietro la parete di trasparacciaio che chiude il ponte di comando.
Talon sblocca le porte d’accesso e il gruppo si trova dinnanzi due manipoli di trooper d’élite, con le armature tipiche delle guardie del corpo assegnate dall’esercito imperiale al personale tecnico/scientifico di alto rango.
I trooper iniziano ad aprire il fuoco e Talon sigilla una delle due porte sperando di intrappolare una parte di loro e farsi strada sui cadaveri degli altri sino all’ufficio segreto. Ar’al, le sue guardie del corpo e Selanne affrontano i trooper, coordinati dall’ologramma del comandante imperiale.
Cercando di forzare la situazione Talon prova a sovraccaricare la console dell’ufficio nascosto e ottiene di fare esplodere tutti i computer del piano, uccidendo sul colpo i piloti e lasciando l’installazione priva di controlli.
Il comandante imperiale e le altre sue guardie vengono allo scoperto per affrontare i nemici. L’alto ufficiale, con indosso una armatura personalizzata con un mirino per il suo unico occhio integrato nel casco, inizia a targettare i ribelli senza pietà. Selanne è atterrata dai suoi colpi di blaster, mentre Talon, crolla a terra esausto per il lungo combattimento e la pressione psicologica esercitata dall’avversario.
Anche se ormai sono rimaste solo due guardie della scorta imperiale, Ar’al capisce di rischiare di trovarsi a mal partito. Mentre i suoi lo coprono rianima Selanne con uno stimpack e la Jedi, sradicando dall’ufficio i resti della console la usa per schiacciare al suolo e uccidere così il proprietario. Il seguito di Ar’al, i cui vestiti, stracciati durante il combattimento hanno rivelato due vecchie Magna Guard, finisce i trooper, la plancia è sgombra… Ma completamente distrutta…

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10 ottobre 2019
Capitolo VIII, Sessione 12

Scoperto che l’ascensore per la torre di controllo non può ospitare più di tre persone per volta, Gill decide di andare avanti con Talon e una delle guardie del corpo di Ar’al. Questi seguirà con Selanne e l’altro suo servitore in un secondo momento.
Arrivati a destinazione Gill e compagni trovano una sala con sei postazioni computer in torrette e due grandi schermi che proiettano diagrammi del sistema di Luyre. Dietro grandi specchi di trasparacciaio oscurato si intuisce la presenza di altre stanze nascoste.
La totale assenza di reazioni dei piloti imperiali insediati nelle torrette informatiche e il loro indossare tute di volo sigillate insospettisce Talon che teme un nuovo attacco con gas o altri agenti chimici, ma appena gli altri tre raggiungono il ponte, i piloti abbassano simultaneamente leve che fanno aprire portelli nascosti dietro agli schermi tattici sul vuoto dello spazio.
Talon si trova risucchiato all’esterno prima di poter reagire e Gill, usando la forza per sigillare la propria armatura, si tuffa al suo seguito sperando nel proprio Jetpack.
Ar’al e la sua scorta dotata di stivali magnetici riesce a mantenersi sul ponte ma non a trattenervi anche Selanne, pure gettata all’esterno.
Ar’al si rituffa nell’ascensore al piano sottostante in cerca di rinforzi.
Gill faticosamente riporta a bordo un Talon incosciente e semi assiderato e Selanne usa invece la Forza per “attirare a sé” la nave-asteroide e forzare la chiusura dei portelli controllando da remoto le leve, mentre le guardie di Ar’al cercano di ingaggiare alcuni dei piloti.
Stormtrooper in armatura rossa irrompono nella sala da porte laterali e aprono il fuoco su Gill che però incassa e risponde, anche Talon torna in grado di combattere e, anche se con qualche contusione.
Ar’al sopraggiunge con un droideka per aiutare a mettere KO gli otto incursori imperiali.
Il prossimo passo è da decidere…

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06 Agosto 2019
Capitolo VIII, Sessione 10

La battaglia va avanti a infuriare contro le forze imperiali. Guidati da Gill, i droideka mettono fuori gioco le e-web imperiali prima che entrino in funzione. Intanto Ar’al Kern e Selanne, proseguendo nel corridoio liberato dal nemico raggiungono un ascensore, ma lo trovano difeso da tre enormi stormtrooper dalle armature nere e con strani scudi fluttuanti a proteggerli. I nuovi nemici aprono il fuoco sui “ribelli” con cannoni al plasma, mettendo al tappeto Selanne e distruggendo cinque droideka.
Ar’al rianama Selanne e chiama Gill in soccorso, con fatica, con tutte le loro forze congiunte, eliminano i tre avversari uno dopo l’altro.
Nel frattempo il droide tattico termina di ripulire l’area dai marines imperiali.
Con i quattordici droideka rimasti e tutti gli altri compagni, Gill decide di proseguire in ascensore sino all’ultimo piano, prima che arrivino altri di quei “meca stormtrooper” che pare stiano cercando di farsi largo attraverso le pareti dalle stanze adiacenti.
A fine corsa, usciti dall’ascensore, si para dinnanzi al gruppo un corridoio sinistro. Come in una fila di specchi una serie di barriere di energia riflettono l’immagine dell’ufficiale imperiale dall’occhio bendato, che ancora intima la resa agli intrusi.
Gill, che ovviamente rifiuta, si trova bloccato a mezzo del corridoio dalle pareti di energia, mentre gas corrosivo inizia ad invadere tutto il corridoio. Con lavoro di squadra e con l’aiuto della spada laser di Darth Kaz’han che Gill aveva fortunatamente preso con sé, gli eroi riescono a disinnescare la trappola e arrivare sino alla porta successiva, che si apre dinnanzi a loro rivelando una figura avvolta nell’ombra…

5 punti esperienza

30 luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 9

Charles Dexter Drake riprende i sensi a bordo della navetta lambda, le sue ultime memorie sono ancora di Nyriaan e fatica inizialmente a comprendere dove si trovi. Accendendo i comandi della nave riesce a hackerare parte dei sistemi di sicurezza dell’hangar, aprirne il portellone esterno e sintonizzare la radio sulle frequenze Imperiali per capire la situazione. Così facendo entra in contatto con due cannoniere imperiali che stanno portando a bordo rinforzi dalle fregate vicine.
Con l’aiuto di Talon che ha svegliato nel frattempo, Charles contatta le navette, cercando di dar loro informazioni falsate per confondere i loro piani.
L’ufficiale che gli risponde sembra credete a Shirazay che si spaccia per un medico di bordo “Salon Tirazay”, non così l’inquisitore Korgan che pure è a bordo delle cannoniere, si intromette nella conversazione e ricorda benissimo Shirazay, agente dell’Inquisitorium accusato di tradimento da Blim.
Korgan ordina a Talon di apprestarsi a fare rapporto e collaborare, non appena lui e le sue truppe saranno a bordo.

Nel frattempo Selanne e il suo commando sono arrivati ad una grande sala con tre uscite sigillate magneticamente. Da un proiettore emana un gigantesco ologramma di un ufficiale imperiale dall’aria truce (il direttore supremo Gideon) che intima a loro -feccia ribelle, pirati spaziai- di arrendersi immediatamente se non vogliono diventare cavie per gli esperimenti dell’IDMR: l’Occhio di Palpatine li sta osservando.
Al rifiuto di resa la sala si trasforma in una trappola letale con l’accensione di un fitto reticolato di raggi laser ad alto potenziale. Mentre tutti gli altri restano intrappolati fuori della sala, Gill, con grandi acrobazie sostenute dalla Forza, riesce ad arrivare sotto l’androne di una delle porte di uscita, solo per accorgersi che non ha modo di aprirla e la sua vibrolama doppia è stata danneggiata irrimediabilmente dai laser.
Con la protezione dello scudo di uno dei droideka e l’aiuto della Forza, Selanne sposta un droide e Ar’al Kern illesi attraverso il reticolato, sino a raggiungere Gill. Anche con l’ausilio di Kern però resta impossibile aprire la porta.

Le cannoniere imperiali sbarcano nell’hangar Korgan con i suoi quattro sinistri scherani -individui in nere armatura che brandiscono force pike- e centoventi stormtrooper. Mentre Talon si traveste da stormtrooper e si mischia ai cadaveri dei soldati di guarnigione uccisi per non farsi trovare, Drake assume l’aspetto di Talon stesso e va incontro agli imperiali.
I trooper cercano di catturarlo, ma la sua aura è talmente potente nella Forza che alcuni di loro svengono solo per aver cercato di sfiorarlo… L’inquisitore e i suoi seguaci rapidamente arrivano sul posto e iniziano ad interrogare il falso Shirazay. Drake imbastisce una strabiliante storia asserendo di essere un clone di Talon cui è stata infusa la Forza tramite qualche misteriosa alchimia. Cerca di confondere e intimidire Korgan con tutti i trucchi mentali che conosce, quando però lo vede comunque piuttosto resistente passa a tecniche diverse, blandendolo con tentazioni di potere, nel più puro stile del Dun Moch praticato dagli antichi Sith di cui fu apprendista…

Korgan, benché semi paralizzato dal potere di Drake, inizialmente cerca di scatenare i suoi seguaci contro quello che ormai è evidente essere un potente Jedi oscuro. Drake, riesce però con misteriose promesse di potere a farlo desistere da ogni resistenza e inizia ad intrattenere i cinque imperiali col racconto di strane storie Sith, mentre gli stormtrooper sono mandati all’interno dell’ installazione.

Quando Selanne e compagni avvertono l’ammassarsi delle truppe dietro al portellone che di era chiuso alle loro spalle, cominciano a preparare le difese. Facendo saltare i sigilli magnetici delle porte, gli stormtrooper si trovano davanti a uno schieramento di droideka che aprono un intenso fuoco su di loro. Cercando copertura e stendendo una cortina fumogena per nascondere i loro movimenti, i trooper costringono Gill a intervenire, guidando una decina di droideka ad avanzare nel corridoio per spazzare le posizioni ove si è attestato il nemico. Selanne ha invece il suo bel daffare, dopo aver spento il reticolato laser strappando con la Forza tutti i cavi di alimentazione, a tenere chiuse le porte che fino a poco prima cercavano di aprire e ora promettono di dare accesso ad altri rinforzi imperiali.
Dovendo disperdere i droideka, i cui scudi non possono resistere ancora molto, Selanne fa franare parte del soffitto a ostruire due delle tre uscite e sradica la terza porta utilizzandola come arma per schiacciare qualsiasi cosa vi si celasse dietro. Mentre il droide tattico si appresta a farsi largo con metà dei droideka nel varco aperto da Selanne, Gill ode un ufficiale imperiale incitare i suoi uomini a attaccare in corpo a corpo i letali robot, come unica soluzione per superarne gli scudi, mentre i loro camerati cercano di piazzare delle e-web in fondo al corridoio…

6PX

23 luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 8

Con un sussulto il tessuto dello spazio attorno a Nyriaan si distorce mentre esce dalla velocità della luce una navetta argentata. Entrata negli scanner della flottiglia imperiale in orbita, il nuovo arrivato è rapidamente contattato per holocom da un ufficiale in uniforme nera dall’aria inquisitoria.
È un Keldor riccamente vestito che attesta di essere venuto nel sistema di Luire per incontrarsi col Vice Presidente della Gilda Mineraria e persuade l’ufficiale imperiale ad accoglierlo nonostante le scarse credenziali. La nave è invitata ad avvicinarsi ad una delle fregate in orbita, stazionata nei pressi di un grande asteroide scuro, seguiranno poi istruzioni, dal momento che il pianeta è off-limits per ordine diretto del comando di flotta.

Intanto sulla superficie del pianeta, la navetta con cui i leader del Neo Cavalierato hanno progettato la propria fuga è scossa dall’onda d’urto del super laser che ha squarciato le nubi… Gill Bastard è il solo dell’equipaggio a non perdere coscienza, pur restando intrappolato sotto ad una valanga di casse di attrezzatura smosse dalla loro collocazione.
Con l’aiuto della Forza, il soldato della vecchia Repubblica si libera e coordina i droidi pilota, sostituendosi anche a uno di loro ai comandi, imboccando il varco aperto nelle nubi e ancora carico della tensione elettrostatica rilasciata dal super laser.
Per un soffio la navicella, vorticando paurosamente, riesce a sfuggire all’atmosfera di Nyriaan mentre il varco collassa alle sue spalle.
Finalmente in orbita tutti i sistemi vanno però offline, Gill risveglia Selanne e insieme fanno ripartire motori e supporto vitale, pur sapendo che probabilmente in tal modo saranno individuati. Davanti a loro una grande massa scura nasconde le stelle, le stanno accanto tre fregate imperiali.

Quasi appena accesi i sistemi, il computer di bordo sembra andare in ovverrun e cominciano a correre sul suo schermo codici cifrati imperiali. Per lo stupore di tutti la navetta inizia a muoversi verso la massa oscura davanti a loro, come fosse sotto un controllo remoto. Neppure il droide tattico di Gill riesce a dare una spiegazione del come ciò avvenga, indubbiamente non è una tecnologia della vecchia alleanza separatista, né della repubblica, ma qualche nuovo espediente dell’impero.

Nel suo percorso nel vuoto spaziale la navetta è affiancata da uno shuttle argentato… Insieme varcano l’accesso di un grande hangar che sembra scavato dentro la massa scura che si rivela essere un immenso asteroide.
L’interno pare uno strano ibrido tra una grotta e una base imperiale. Atterrati Gill e Selanne vedono aprirsi due portelloni antilaser e irrompere nell’hangar a passo di corsa due colonne di trenta stormtrooper guidati da soldati in armatura rossa.

Senza porre tempo in mezzo Gill si precipita giù dalla nave scaricando il primo colpo del suo lancia razzi in una direzione casuale. Mentre i trooper si sparpagliano rapidamente assumendo una formazione disordinata per dare meno bersaglio, Selanne scende dalla navetta brandendo la spada laser di Darth Kaz’han e disarmando con la forza i venti soldati più prossimi.
Emettendo dei suoni che fanno pensare più a una macchina che ad un uomo, un trooper in rosso ormai disarmato aggredisce Gill a mani nude, ottenendo però di essere solo trafitto e decapitato in poche fluide mosse dall’antico guerriero che sfodera la sua vibrolama doppia.
Prima che i soldati si riprendano dalla confusione il droide tattico ha fatto rotolare fuori dallo shuttle i suoi 20 droideka che si intrecciano con lo schieramento imperiale in una formazione a rete, si dischiudono accendendo i loro scudi come tante bolle di luce azzurra e in mezzo al terrore dilagante aprono un fuoco incrociato ad alzo zero.
Nell’arco di pochi respiri l’hangar è ricoperto dei cadaveri degli stormtrooper, falciati con meccanica precisione dai Blaster binari dei droideka. Senza fermarsi un istante il droide tattico blocca e prende il controllo del portellone anti laser più vicino e inizia a fare “correre” i droideka oltre quel varco, convinto che rapidità e sorpresa siano i fattori chiave per prendere il controllo dell’installazione.
Selanne e Gill cercano inutilmente di aprire anche l’altra porta che è sigillata. Vedendo suonare l’allarme, il Keldor sull’altro shuttle scende a presentarsi ai due, seguito a breve dalle sue due guardie del corpo.
Si presenta a Gill e Selanne, dando segno di sapere chi siano, come Ar’al Kern, un “alleato” del console generale Marvus Gereel…
Rimandando a dopo ulteriori spiegazioni i tre e le due guardie del corpo iniziano ad affrettarsi dietro al droide tattico che, assieme ai piloti sta sfrecciando per il corridoio fuori dall’hangar a bordo di una piattaforma da trasporto merci.

6 PX

02 Luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 7

Gill Bastard, con l’aiuto del droide tattico assegnatogli da Virus, termina i preparativi per la partenza, ma incontra le critiche severe di Smee, memore delle raccomandazioni del suo defunto Generale di non esporre a rischi la popolazione civile. La condivisione da parte di Selanne della notizia della cattura di Geff Blim e dei relitti dei radiofari imperiali sblocca la situazione. Talon, studiati i rilevamenti di Tonnage, propone l’azzardata idea di sfruttare il varco nelle nubi causato dai bombardamenti orbitali per lasciare il pianeta senza accendere il dispositivo Cloudfall. Per farlo occorre riattivare uno dei radiofari e farsi nuovamente bombardare dall’impero…
Selanne dispone di ritrovarsi immediatamente col prigioniero e i resti dei radiofari presso i ruderi dello spazioporto di Locus.
Tre caccia avvoltoio conducono Blim, in stato pietoso, al cospetto della Dookessa, annunciando di aver perso due unità per ultimare la sua cattura…
L’imperiale è torchiato a fondo da Talon, mentre Selanne cerca di leggere la sua mente. Avverte la sua immensa paura, che lo spinge a cercare di celare le sue ampie responsabilità nelle disgrazie recenti. Blim riesce però anche, astutamente, a farsi dare qualche informazione in più da Selanne sui Figli della Tempesta, come gli aveva chiesto Blackhole.
Alla fine Talon costringe il prigioniero a scrivere su un datapad una relazione di tutto ciò che ha fatto su Nyriaan, non si accorge però che l’infido omuncolo, approfittando della vicinanza del radiofaro che lo stesso Talon sta ricostruendo, vi carica un messaggio che sarà inviato in orbita all’accensione. Nel messaggio inserisce le informazioni carpite a Selanne e una richiesta di bombardare Locus.
Ignari dell’accaduto, i leader del Neo Cavalierato, spediscono Blim in prigione a Locus e si recano a nord, nelle terre desolate ai confini delle lande proibite per innescare il radiofaro.
Portatisi a una distanza di sicurezza di 30 chilometri, a bordo di una Lambda carica di droideka e scortati da otto droidi avvoltoio, attendono l’accensione da parte di un droide B1 del radiofaro riassemblato.
Non immaginano che, in quel preciso momento, l’appello lanciato all’holocom da Drake è proiettato e commentato con ardore da Bail Organa di Alderaan dinnanzi al Senato Imperiale riunito, tra il clamore dei senatori e sotto lo sguardo compiaciuto di altre eminenti figure del Nuovo Ordine, immerse nei loro machiavellici piani.
Contro le aspettative di Talon che si aspettava un’area impattata di circa quattordici chilometri, Selanne e compagni, vedono con orrore il terrificante lampo verde di un super laser squarciare le nubi, creando un cratere di quarantuno chilometri di diametro e si preparando a sostenere l’onda d’urto che promette di espandersi dieci volte tanto…

5PX

26 giugno 2019
Capitolo VIII, Sessione 6

Talon non ha spiegazioni da dare a Selanne, suppone possa essere arrivato in orbita un super star destroyer, ma non è in grado di accertarsene.
La Dookessa decide, per fare chiarezza di inviare immediatamente sul luogo tutti i caccia avvoltoio disponibili per verificare la situazione. Virus fa decollare tre squadriglie, una da Silence, una da Locus e una da Last Rest, in pochi minuti convergono sui resti di Tonnage, per trovare un cratere di quattordici chilometri di diametro. Solo una piccola porzione della città, la parte nord ovest è ancora in piedi, benché danneggiata e sembra vi sia solo qualche centinaio di sopravvissuti.
La squadriglia partita da Silence incontra sul tragitto il landspeeder di Blim e, su ordine di Virus, senza ulteriori verifiche, sgancia delle bombe a grappolo nell’area.
Il landspeeder è danneggiato e tre dei quattro compagni di Blim muoiono nel bombardamento. Blim è risvegliato dall’unico altro sopravvissuto e dal dolore di una scheggia di metallo piantata nel fianco.
I due superstiti non fanno però a tempo a raccapezzarsi con l’accaduto che sentono nuovamente lo stridente rumore dei caccia da picchiata in avvicinamento. Selanne, informata da Virus dell’avvistamento non identificato, ha fatto tornare una squadriglia a controllare.
Mentre Blim cerca di nascondersi, l’ultimo pilota si dà alla fuga. Vedendolo rapidamente raggiunto e bloccato dalle sinistre terrificanti macchine da guerra piovute dal cielo, Blim non esita e col proprio fucile fa saltare le cervella del suo uomo prima che possa essere interrogato.
Dai megafoni dei caccia arrivano con suono distorto le intimazioni di resa della Dookessa, ma Blim cerca ugualmente di darsi alla fuga. I cinque caccia lo braccano però implacabili e distruggono uno a uno i radiofari trainati dal landspeeder. Blim si rende conto che anche il fuoco dell’e-web che ha a bordo non è in grado di mettere fuori combattimento quei mezzi incredibili per lui mai visti.

Nel frattempo a Locus, Gill Bastard si è fatto assegnare un droide tattico e venti droideka ed altro equipaggiamento da Virus ed ha iniziato a caricarli su una navetta, deciso a decollare per l’orbita, anche se senza una giustificazione ben definita per attivare il dispositivo Cloudfall.

Tutti sono ignari che, in un luogo remoto, qualcuno ha assistito alla proiezione del messaggio interplanetario inviato da Drake e dato ordini di equipaggiare la propria nave più veloce per recarsi a Nyriaan, immaginando che gli interessi della GM nel settore siano a ruschio e le opportunità di profitto elevate…

5PX

24 Giugno 2019
Capitolo VIII, Sessione 5

Anche Selanne si ricongiunge al consiglio di guerra in corso. Ormai tutti sono decisi che sia io momento di fare qualcosa, ma, nonostante il supporto analitico del Generale Virus, nessuno è riuscito a trovare un piano che metta davvero al sicuro da ogni rischio la popolazione civile.
In qualche modo è evidente che occorre aprire un passaggio nelle nubi tramite il dispositivo Cloudfall, ma serve un espediente per fare sì che anche gli imperiali in orbita vogliano questa apertura e non bombardino qualsiasi nave che cerchi di varcare le nubi.
Intromettendosi nel dibattito, Charles Dexter Drake chiede fiducia e che gli si lasci aprire un canale di comunicazione verso l’esterno del pianeta. Gill, smodatamente fiducioso nelle capacità straordinarie dell’illusionista lo supporta e Selanne, interiormente combattuta, accetta alla fine di scommettere sulle capacità di quell’uomo dalle infinite risorse… Virus, preoccupato avvisa che le probabilità sono contro di loro, ma si piega al volere della Dookessa. Mentre sopraggiunge Manten’var e va in panico non capendo quale sia la situazione, il comandante Dôd, apre tutti i canali holocom disponibili, “emozionato come il giorno della dichiarazione di guerra alla repubblica”…
Drake, con l’ennesima istrionica charade, lancia un appello a tutto l’impero, in nome della leale popolazione civile di Nyriaan, asserendo che il pianeta è ingiustamente sotto assedio da parte delle forze imperiali e si teme possa da un momento all’altro essere bombardato senza motivo apparente.
La comunicazione fallisce però il primo invio, perché concomitante con una chiamata in ingresso sui canali di Cloudfall…
Geff Blim e i suoi quattro compari si fanno strada con qualche difficoltà sino a Tonnage, giunti a grande rischio di essere scoperti sotto le mura dell’insediamento vi depongono accanto un radiofaro, settano irragionevolmente il timer per la chiamata a 10 minuti e si danno alla fuga con lo speeder sotto il fuoco delle guardie Elomin.
Fuggendo Blim riesce ad avvertire l’impulso del radiofaro che penetra le nubi…
Arrivati a oltre ottanta chilometri di distanza Blim e i suoi si fermano per assistere a un grande lampo verde oltre la nebbia, seguito da una scossa di terremoto…

La chiamata che raggiunge Cloudfall e Locus impedendo le trasmissioni del filmato di Drake è da parte di Tonnage. Il re Haninum Indriumsegh avvisa il consiglio di una sospetta incursione, probabilmente imperiale, nel suo territorio. Le sue guardie hanno trovato però solo un radiofaro inerte, la sua chiamata, che è stata avvertita anche da Cloudfall, è parsa solo un segnale di localizzazione. Mentre Re Haninum chiede informazioni e aiuto per poter capire la natura di questa incursione la comunicazione cade improvvisamente. Ogni tentativo di ristabilire la connessione fallisce. Drake invia la sua comunicazione, sicuro che non c’è da porre tempo in mezzo. Selanne, con fatica, memore dei consigli di Cross e Set, svuota la mente e cerca di aprirsi alla Forza per sentire quel che è successo. Avverte un vuoto, ove prima sentiva aspirazioni, ambizioni, paure e vita degli Elomin loro alleati… Un brivido ghiacciato le percorre la spina dorsale. Piegata dal dolore, la Dookessa cade al suolo gridando a Gill: “non ci sono più… Sono morti tutti..”
Ghia Preissola, immensamente preoccupata avverte che i sensori di Cloudfall, che sta cercando di sforzare al massimo per sondare la situazione in orbita, rilevano un nuovo oggetto accanto alla flotta imperiale…
Selanne ripresasi afferra per la collottola Talon, invocando spiegazioni dell’accaduto… Se l’impero ha un arma capace di oltrepassare le nubi, lui deve saperlo!

Blim avvertito in lontananza l’attacco, cede alla tentazione di tornare indietro, ma avvistate poi torme di animali in fuga, vinto dalla paura, volge nuovamente lo speeder in direzione del prossimo obiettivo: Arumed.

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