23 luglio 2019
Capitolo VIII, Sessione 8
Con un sussulto il tessuto dello spazio attorno a Nyriaan si distorce mentre esce dalla velocità della luce una navetta argentata. Entrata negli scanner della flottiglia imperiale in orbita, il nuovo arrivato è rapidamente contattato per holocom da un ufficiale in uniforme nera dall’aria inquisitoria.
È un Keldor riccamente vestito che attesta di essere venuto nel sistema di Luire per incontrarsi col Vice Presidente della Gilda Mineraria e persuade l’ufficiale imperiale ad accoglierlo nonostante le scarse credenziali. La nave è invitata ad avvicinarsi ad una delle fregate in orbita, stazionata nei pressi di un grande asteroide scuro, seguiranno poi istruzioni, dal momento che il pianeta è off-limits per ordine diretto del comando di flotta.
Intanto sulla superficie del pianeta, la navetta con cui i leader del Neo Cavalierato hanno progettato la propria fuga è scossa dall’onda d’urto del super laser che ha squarciato le nubi… Gill Bastard è il solo dell’equipaggio a non perdere coscienza, pur restando intrappolato sotto ad una valanga di casse di attrezzatura smosse dalla loro collocazione.
Con l’aiuto della Forza, il soldato della vecchia Repubblica si libera e coordina i droidi pilota, sostituendosi anche a uno di loro ai comandi, imboccando il varco aperto nelle nubi e ancora carico della tensione elettrostatica rilasciata dal super laser.
Per un soffio la navicella, vorticando paurosamente, riesce a sfuggire all’atmosfera di Nyriaan mentre il varco collassa alle sue spalle.
Finalmente in orbita tutti i sistemi vanno però offline, Gill risveglia Selanne e insieme fanno ripartire motori e supporto vitale, pur sapendo che probabilmente in tal modo saranno individuati. Davanti a loro una grande massa scura nasconde le stelle, le stanno accanto tre fregate imperiali.
Quasi appena accesi i sistemi, il computer di bordo sembra andare in ovverrun e cominciano a correre sul suo schermo codici cifrati imperiali. Per lo stupore di tutti la navetta inizia a muoversi verso la massa oscura davanti a loro, come fosse sotto un controllo remoto. Neppure il droide tattico di Gill riesce a dare una spiegazione del come ciò avvenga, indubbiamente non è una tecnologia della vecchia alleanza separatista, né della repubblica, ma qualche nuovo espediente dell’impero.
Nel suo percorso nel vuoto spaziale la navetta è affiancata da uno shuttle argentato… Insieme varcano l’accesso di un grande hangar che sembra scavato dentro la massa scura che si rivela essere un immenso asteroide.
L’interno pare uno strano ibrido tra una grotta e una base imperiale. Atterrati Gill e Selanne vedono aprirsi due portelloni antilaser e irrompere nell’hangar a passo di corsa due colonne di trenta stormtrooper guidati da soldati in armatura rossa.
Senza porre tempo in mezzo Gill si precipita giù dalla nave scaricando il primo colpo del suo lancia razzi in una direzione casuale. Mentre i trooper si sparpagliano rapidamente assumendo una formazione disordinata per dare meno bersaglio, Selanne scende dalla navetta brandendo la spada laser di Darth Kaz’han e disarmando con la forza i venti soldati più prossimi.
Emettendo dei suoni che fanno pensare più a una macchina che ad un uomo, un trooper in rosso ormai disarmato aggredisce Gill a mani nude, ottenendo però di essere solo trafitto e decapitato in poche fluide mosse dall’antico guerriero che sfodera la sua vibrolama doppia.
Prima che i soldati si riprendano dalla confusione il droide tattico ha fatto rotolare fuori dallo shuttle i suoi 20 droideka che si intrecciano con lo schieramento imperiale in una formazione a rete, si dischiudono accendendo i loro scudi come tante bolle di luce azzurra e in mezzo al terrore dilagante aprono un fuoco incrociato ad alzo zero.
Nell’arco di pochi respiri l’hangar è ricoperto dei cadaveri degli stormtrooper, falciati con meccanica precisione dai Blaster binari dei droideka. Senza fermarsi un istante il droide tattico blocca e prende il controllo del portellone anti laser più vicino e inizia a fare “correre” i droideka oltre quel varco, convinto che rapidità e sorpresa siano i fattori chiave per prendere il controllo dell’installazione.
Selanne e Gill cercano inutilmente di aprire anche l’altra porta che è sigillata. Vedendo suonare l’allarme, il Keldor sull’altro shuttle scende a presentarsi ai due, seguito a breve dalle sue due guardie del corpo.
Si presenta a Gill e Selanne, dando segno di sapere chi siano, come Ar’al Kern, un “alleato” del console generale Marvus Gereel…
Rimandando a dopo ulteriori spiegazioni i tre e le due guardie del corpo iniziano ad affrettarsi dietro al droide tattico che, assieme ai piloti sta sfrecciando per il corridoio fuori dall’hangar a bordo di una piattaforma da trasporto merci.
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