6 Gennaio 2020
Capitolo VIII Sessione 15
Talon Shirazay si risveglia in stato confusionale sul ponte di comando dell’installazione imperiale ormai deserto se non per il cospicuo numero di cadaveri. Mentre ancora sta raccapezzandosi con l’ambiente circostante, arriva in plancia il droide tattico di Gill Bastard, che ha appena evacuato il piano inferiore, lasciandosi alle spalle la sua ultima squadra di droideka a cercare di bloccare la strada alle forze d’assalto imperiali che cercano in tutti i modi di riprendere la torre di controllo.
Ragguagliatosi col droide sulla situazione, Talon lo segue per una scaletta di servizio sino a tornare in un magazzino del livello hangar ove si è nascosta Selanne Misas con le due magna guards di Ar’al Kern.
Celandosi dietro a una fila di cassoni e barili di plastacciaio, i due amici iniziano a ragionare su come portare il droide tattico ad Ar’al, che nel frattempo ha raggiunto il vano motori, trovato un accesso all’intelligenza artificiale che controlla la base, e spera, con l’aiuto del robot confederato, di poterla in qualche modo sottomettere o rivolgere contro gli imperiali.
Il problema da risolvere è reso più complesso dal fatto che la tonnellata di lamiera e hardware che costituisce il droide tattico è di gran lunga troppo ingombrante per poter passare inosservata attraverso il condotto di aerazione già sfruttato da Ar’al per raggiungere l’unico turbo ascensore disponibile… L’altra strada per arrivarci è attraverso la sala in cui si è concentrata tutta la forza da sbarco imperiale in attesa di riuscire ad accedere alla torre di controllo. Dopo aver scattato tutta una serie di opzioni dall’esito incerto (tra cui smontare il droide in tanti pezzi per trasportarlo a spalla e riassemblarlo a destinazione), Talon decide di andare in cerca di un muletto gravitazionale che gli renda più agevole muovere in giro quella tonnellata di metallo, che sia intera o a pezzi.
Stabilito un contatto comlink con Ar’al che dal computer di bordo gli può dare qualche informazione utile in più, Talon si porta sino all’altro capo del condotto di aerazione. Uscito allo scoperto con indosso l’armatura malconcia di uno stormtrooper morto, si presenta al più vicino imperiale -intento nello spostamento dei caduti della precedente battaglia- e gli chiede dove possa trovare un muletto, adducendo ordini piuttosto confusi a sua giustificazione. Nonostante gli evidenti dubbi e la tentazione di ficcanasare dell’imperiale, Talon è reindirizzato all’hangar. Quando il dottore malakita ripropone le stesse scuse al presidio dell’hangar e si presenta con la matricola di uno dei trooper morti, si rende subito conto che gli imperiali hanno capito il trucco e devono aver già identificato quella matricola come appartenente a uno dei caduti. Improvvisando senza scrupoli, Talon si impadronisce del muletto più vicino e con quello va a schiantarsi contro la più cospicua pila di cadaveri che vede ammassata nel corridoio accanto. Gli imperiali postisi al suo inseguimento non riescono più a identificare il “traditore” nel mucchio di corpi dei camerati morti e Talon, fingendosi a sua volta morto, riesce abilmente a scambiare piastrina con uno dei cadaveri nei pressi. Mentre gli imperiali si allontanano con il cadavere con l’identificativo incriminato per verificare e capire meglio l’accaduto, Talon striscia fuori dal mucchio di corpi e finge di essere un ferito appena rinvenuto… I nuovi trooper cui racconta la sua storia e chiede aiuto e di parlare con un ufficiale, lo inquadrano con un atteggiamento preoccupante e, con una condiscendenza ancora più sospetta, lo accompagnano in quattro sono dall’ufficiale di presidio nell’infermeria.
Trovatosi faccia a faccia con l’ufficiale, Talon cerca di rispondere alle sue domande con l’aiuto da remoto di Ar’al che, usando il computer e le credenziali del direttore supremo Gideon, gli fornisce una nuova matricola, abbinata ad un profilo secretato, che i suoi interrogatori non possano verificare. Quando l’ufficiale chiede a Talon di levarsi l’armatura “per i controlli medici”, il ribelle capisce che la sua copertura è definitivamente bruciata, visto che sotto indossa il precedente travestimento da agente di sicurezza dell’intelligence. Con repentina e inaspettata violenza, il malakita aggredisce a mani nude e mette al tappeto i quattro stormtrooper che lo circondano, per poi freddare senza pietà l’ufficiale che minacciava di far scattare l’allarme. Spento il droide medico, Talon passa a ispezionare le vicine celle, ove trova rinchiuso Gill Bastard, lo libera e insieme recuperano le sue armi e attrezzature che erano depositate nei pressi. Attirati con una scusa i due trooper di presidio nel corridoio, Talon liquida pure loro e poi si traveste con l’uniforme dell’ufficiale.
Rafforzato dai gradi va nuovamente in cerca del muletto e stavolta, in virtù del rigido rispetto della gerarchia imperiale, riesce ad ottenerlo. Caricatoci sopra il droide medico, con la scusa che sia guasto e necessiti pezzi di ricambio, riesce a raggiungere il magazzino dove sono nascosti Selanne e droidi. I tre robot vengono nascosti ben compressi in due casse di plastacciaio e portati col muletto verso l’infermeria. Selanne prova invece a seguirli per il condotto di aerazione, trascinandosi dietro le staffe delle magna guards. L’ingombro si rivela però troppo e non riesce a passare inosservata. Gli imperiali ancora in cerca del traditore dal primo sfortunato exploit di Talon, attirati dai rumori e trovato il condotto d’aerazione scoperchiato, capiscono di essere stati fregati. I troopers accorrono a blaster spianati all’uscita del condotto, ma ci trovano Gill Bastard armato fino ai denti che fornisce fuoco di copertura sino a che lui, Selanne e Talon col suo prezioso carico non sono a bordo del turbo ascensore. A tutta velocità scendono verso il vano motori, pronti a bloccare poi l’accesso.
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