6 Febbraio 2020
Capitolo IX: “Una Galassia da scoprire” Sessione 1
L’Occhio di Palpatine, ormai controllato dal “Potere”, una mente artificiale della CIS riprogrammata dal Direttore confederato Ar’al Kern, è emerso silenzioso dall’iperspazio in un sistema sperduto nel Mid Rim, a seguito del secondo salto casuale effettuato per mettere distanza tra sé e la flotta imperiale a Nyriaan.
Cercando di capire dove si trovano, Ar’al e Talon, gli unici a bordo a conoscere la Galassia di quest’epoca, riescono a identificare l’insignificante sistema privo di sole in cui sono emersi come Azure. Si tratta di un mondo periferico, privo quasi totalmente di luce, senza lune, senza risorse né alcuna importanza strategica. La sua unica caratteristica praticamente è di essere un “mondo blu” quasi totalmente coperto d’acqua.
Talon Shirazay rammenta che ai tempi della Repubblica vi si trovava una base segreta repubblicana con uno spazioporto clandestino. Ar’al ne rammenta invece la distruzione da parte della CIS nel tentativo di impossessarsi di una macchina decifratrice di codici che il Generale Solomahal, a comando dell’avamposto, si era rifiutato di consegnare.
Dalle guerre dei cloni sembra il pianeta sia rimasto disabitato e possa quindi momentaneamente offrire un nascondiglio accettabile dall’impero fintanto non si decida la strategia da seguire. In effetti Ar’al Kern si presenta effettivamente ai compagni e chiarisce che stava cercando di raggiungerli su Nyriaan dopo essere stato contattato dal Consigliere Gereel della CSA e il suo interesse preminente è mettere le mani sulla droide armata che è stata riattivata.
La Dookessa Selanne pure sembra avere buone ragioni per tornare su Nyriaan, in particolare le promesse di protezione ai Tapani di casa Pelagia che non vorrebbe infrangere.
Nel complesso l’essersi impossessati della super dreadnought segreta dell’imperatore è un asset che il Neo Cavalierato Galattico deve capire come sfruttare, mettendone a parte anche i propri alleati rimasti “a casa”…
Intanto Selanne cerca di capire perché la Forza li abbia condotti su Azure e al termine di una lunga meditazione le arriva un eco come di una voce lontana ad accarezzarla dicendo “Non sono invincibile”.
Turbata Selanne decide di scendere sul pianeta per capire meglio il messaggio che la Forza le sta mandando e, lasciando a bordo Gill Bastard (che sta setacciando l’intera dreadnought da solo in cerca di nemici sopravvissuti) e le Magna Guards di Kern, la Dookessa, Ar’al e Talon partono con una navetta lambda per la superficie.
Man mano che si avvicinano ai resti della base Repubblicana distrutta, Selanne ode riecheggiare sempre più la voce nella sua mente.
“Non sono invincibile… Sono debole”. La voce di donna, si fa sempre più tormentosa e chiara nella testa della Dookessa: “non sono invincibile… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Arrivati ai resti dello spazioporto Talon e Selanne scendono a terra, mentre Ar’al diffidente resta a bordo, motori accesi. “non sono invincibile… Molti possono sconfiggermi… Non lo farò di nuovo… Sono debole”
Mentre Talon trova un datapad che conferma i suoi sospetti e chiarisce che la CIS assediava il pianeta per catturare Talesan Fry, l’inventore di diversi sistemi di criptazione repubblicani, Selanne si ritira sempre più in sé stessa, ossessionata dalla voce che ode solo lei…
“Ora capisco perché ci è stato insegnato che la nostra motivazione doveva essere sicura, la nostra concentrazione totale… Ho sottovalutato il LATO OSCURO DELLA FORZA.”
Talon addentrandosi nella base trova alcuni sistemi e un vecchio jammer, che avevano già rilevato in orbita, attivi con le batterie di riserva e dai log disponibili trova traccia di una missione di soccorso repubblicana che era in rotta per estrarre Talesan Fry dal pianeta.
Il log dell’atterraggio di fortuna nelle vicinanze di un caccia aethersprite, probabilmente riconducibile alla missione, spinge Talon a decidere di andare a verificare… Con Selanne tornano alla navetta per proseguire nell’indagine.
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