5 agosto 2018
Capitolo VI, Sessione VII

Rientriati in pieno possesso della Base Cloudfall e momentaneamente arginato il rischio di attirare le attenzioni della flotta imperiale in orbita, i leader del Neo Cavalierato si ricongiungono con il maestro Amar Cros che si congratula con Selanne per aver debellato l’antica maledizione che affliggeva i popoli di Nyriaan e col Generale Virus, entusiasta della nuova vittoria. Con Virus tutti hanno però da ridire, avendo appreso che, senza consultarsi con alcuno e contrariamente alle disposizioni più volte ricevute, ha fatto terminare tutti i piloti imperiali catturati dalle sue truppe. Selanne, non volendo entrare in aperto conflitto col droide, delega a Sigil di fargli capire che questa storia deve finire. Il Cavaliere d’Acciaio però si lascia facilmente convincere dal Generale Virus che non si può trasformare Nyriaan in un immenso campo di prigionia e che l’eliminazione fisica dei nemici è la soluzione di gran lunga migliore. Alla fine Selanne e Paxton entrano nella discussione e riescono a persuadere il comandante separatista che, nell’ottica di una futura estensione del conflitto con l’Impero su scala extra-planetaria, in mancanza di fabbriche di droidi, occorre cercare di convertire alla causa quante più persone possibile, ivi compresi tutti i prigionieri.

Nel frattempo giunge alla base una navetta lambda con a bordo Ghia Preissola e Set Harth. Mentre l’ex spia della Repubblica è evidentemente sconvolta per la morte di tutti i suoi uomini rimasti alla base, il jedi oscuro sembra corrucciato e quasi invecchiato rispetto all’ultimo colloquio con Selanne.

Harth chiede di vedere il Cubo Abissale e con misteriosi gesti di potere studia l’oggetto, confermando che sia l’anima di Gill che quella di Vahl sono preservate al suo interno. Selanne subito avanza alcuni moniti verso Set, nei cui confronti nutre evidentemente ancora qualche diffidenza, nonostante si sia abituata a “quel suo modo di fare e parlare misterioso”… Set garantisce che ci tiene quanto tutti gli altri a salvare Gill, ma che la faccenda è complicata, rischiosa e che sta ai leader del Neo Cavalierato decidere che priorità darle in mezzo alla miriade di problemi che bisogna affrontare.

In particolare il jedi oscuro spiega che l’unico modo di salvare Gill è che un utilizzatore di Forza abbastanza potente entri nel cubo, distrugga l’anima di Vahl -tramite un confronto di volontà simile a quello con cui Drake distrusse l’anima di Chirikyat Graush- e poi a quel punto lui potrà intraprendere un complesso rituale di alchimia Sith con cui consentire alle due anime nel cubo di reincarnarsi in nuovi corpi. In tal senso accenna al fatto di aver già iniziato a coltivare in laboratorio un clone di Gill, così da potergli dare una seconda opportunità. Quest’idea di “giocare” con le anime della gente turba non poco la coscienza di Eil’nor Paxton che si intromette cominciando un interrogatorio serrato a Set sulle sue azioni e i suoi motivi, dichiarando apertamente di sentirsi fastidiosamente manipolato da questa sorta di cinico burattinaio. Set nega di aver manipolato Paxton e compagni, sostenendo aver soltanto cercato di farli rientrare in gioco sullo scacchiere galattico partendo con in mano le migliori carte possibili, perché riteneva che “la Galassia avesse bisogno di gente come loro”. Nega di aver loro taciuto informazioni vitali o parti fondamentali dei suoi piani, che non immaginava con loro di risvegliare Vahl, ma solo Glovoc e non si sognava neppure che questi avesse nascosto nelle Regioni Proibite un intero esercito.

Cattura

Set Harth

Talon Shirazai incalza a questo punto Harth chiedendogli direttamente quali siano i suoi obiettivi e piani per la Galassia, in modo da capire se abbia senso la loro alleanza. Set dice semplicemente di non avere piani per la Galassia: ha deciso il proprio ruolo nella Galassia millenni addietro e non è né quello di conquistatore né di salvatore. A lui interessa solo potersi fare i fatti propri in una Galassia “vivibile e in equilibrio”, per questo auspica la fine del dilagante Oscurantismo e della dittatura dell’Impero, però, se si è speso a “mettere in moto” una ribellione ed è disposto ad aiutarla con le sue capacità e conoscenze, non ha intenzione né di esserne il leader né di sacrificare ad essa i propri interessi o rischiare personalmente. Gli importa di avere un piede a terra su un mondo irraggiungibile per l’Impero come può essere Nyriaan e auspica che Selanne possa essere la persona giusta per avviare un movimento che riporti l’equilibrio nella Forza e magari diffondendo un nuovo credo che abbracci l’idea – come lui ha fatto da sempre –  che Luce e Oscurità possono convivere e non necessariamente in conflitto. Un’idea che garba tantissimo a Sigil, un po’ meno ad altri… Talon comunque si dice soddisfatto della risposta e ritiene i presupposti per collaborare permangano. Selanne pure sembra abbastanza dell’idea e appare interessata soprattutto a sfruttare le capacità di Set per liberare Gill, costi quel che costi. Paxton è lungi dall’essere soddisfatto ed è evidentemente disgustato dall’idea che un utilizzatore della Forza così potente possa aver speso non una ma molte esistenze pensando pressoché solo a se stesso, senza mai provare a fermare i cataclismi che periodicamente affliggono la Galassia e comportandosi quasi come se questa fosse il suo parco giochi… Il discorso è troncato da Drake che si offre volontario per entrare nel cubo e salvare Gill, tutti convengono però di ritardare la decisione finale a dopo l’imminente riunione del Concilio di Nyriaan che sta per riunirsi a Locus e partono per la capitale.

 

 

Su insistenza di Paxton i leader del Neo Cavalierato partono a bordo di una delle navette catturate all’impero rifiutando il passaggio offerto da Set, sulla cui nave salgono però Charles e Ghia.

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il maggiore Wessel

Nelle profondità dell’iper-spazio Geff Blim, liberatosi della sorveglianza dei suoi cosiddetti alleati, riesce a contattare il Maggiore Wessel e chiede aiuto per liberarsi dei Figli della Tempesta. Wessel ordina a Blim di procurarsi prove tangibili dell’accaduto e quindi far uscire la nave dall’iper-spazio, inoltrando preventivamente le coordinate a lui, così da organizzare una adeguata accoglienza…

Blim si pone a studiare la situazione e, vedendo che sulla traiettoria dell’Intrepidous si trova il Bright Jewel Cluster, si perde nelle memorie della sua ultima missione in quel settore, a Ord Mantell… Nonostante abbia lasciato su quel mondo le dita del piede destro e abbia rischiato di peggio decide di uscire dall’iper-spazio proprio lì: i Figli della Tempesta saranno una giusta punizione per quel pianeta infame…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Geff, Sigil
Punti esperienza: 10 punti a testa

29 luglio 2018
Capitolo VI, sessione VI

Nell’orbita di Nyriaan, le fregate della flotta imperiale iniziano a manovrare per abbordare la loro ammiraglia. Vedendole preparare il salto nell’iperspazio, solo uno dei tenenti di vascello ha il coraggio di far aprir il fuoco contro lo Star Destroyer. Gli armamenti della fregata non riescono però a infliggere danni rilevanti nello scafo corazzato della nave da battaglia che effettua il salto. A bordo i comandanti cloni dell’Intrepidous cercano di abbattere il portellone della plancia per capire cosa stia succedendo. I figli della tempesta ormai in comando, per lo stupore di Geff Blim, scannano diversi operatori di plancia e si imbrattano di sangue per sembrare stormtrooper feriti. Il finto inquisitore intima a Blim di prepararsi a reggere il gioco: degli ammutinati hanno ucciso il capitano e l’inquisitore ha represso l’insurrezione.

Quando la porta si apre Blim però, cede al panico e fugge urlando in cerca di un guscio di salvataggio, solo dopo un po’ si accorge che sono tutti bloccati essendo nell’iperspazio.

Su Nyriaan i ribelli ormai in possesso di Cloudfall riaprono le comunicazioni con la flotta in orbita e imbastiscono una messa in scena atta a far credere che sia tutto sotto controllo: dicono che purtroppo l’inquisitore Vorbeck è morto, il Sistema Cloudfall danneggiato, il governatore Souza disperso ed il comandante SM33 (Smee) è l’ufficiale più alto in grado rimasto, ma i nativi che avevano attaccato la base sono stati sconfitti e respinti. Rassicurano i comandanti di flotta che i piloti scesi sul pianeta sono vivi e in salute anche se non ancora alla base e non c’è urgenza di inviare aiuti sul pianeta, quanto piuttosto di dar la caccia all’Intrepidous: un gruppo di ribelli è riuscito a fuggire dalla base prima che le forze di Smee la occupassero e probabilmente l’appuntato Geff Blim li ha aiutati!

I tenenti di vascello, dopo rapida consultazione decidono di saltare parecchi step e, invece di avvisare il comando di flotta, allertare direttamente il Direttore Isard dell’Imperial Intelligence.

Blim, ripreso il controllo di sé, si reca a un centro comunicazioni nella speranza di contattare il suo protettore, il Maggiore Wessell o verificare se i cloni hanno ripreso il comando della plancia. Dopo una momentanea illusione al riguardo, scopre che al contrario l’apprendista di Darth Glovoc sembra mantenere saldamente il controllo continuando a spacciarsi per l’inquisitore Vorbeck e i cloni paiono aver accettato la sua presa del potere sulla nave. In breve Blim si ritrova nuovamente al fianco del sedicente inquisitore che gli intima di trovare un modo di uscire dall’iperspazio, possibilmente in prossimità di un pianeta abitabile: il navi computer è stato danneggiato dal fuoco della fregata al momento del salto e la destinazione che li attende all’uscita dall’iperspazio è incerta. Il figlio della tempesta è però ben certo di non volersi trovare in un sistema controllato dagli imperiali a fare la fine del topo: il “piano B” affidatogli da Glovoc in una simile occorrenza sembra infatti essere di condurre la nave in un sistema isolato e stabilire una colonia.

Su Nyriaan intanto Paxton conduce il prigioniero Souza nel quartier generale improvvisato nei basamenti di Cloudfall e ordina a Virus, che sta sopraggiungendo con le truppe da Locus, di mettere in sicurezza la base. I leader del Neo Cavalierato interrogano Souza sui piani di Glovoc per capire che possano aspettarsi da Blim e compagni, ma tutto quello che Souza sembra sapere è che Glovoc aveva intenzione di imbarcare tutto il proprio popolo sull’Intrepidous per poi saltare nell’iperspazio e sferrare un repentino attacco a Imperial Center (aka Coruscant) – cosa che d’altro canto il Sith sosteneva di aver già fatto in un remoto passato – l’obiettivo sarebbe stato di obliterare il palazzo imperiale con l’imperatore dentro. Poi Glovoc avrebbe sfruttato il suo esercito di adoperatori della Forza e le conoscenze dell’apparato imperiale di Souza per prendere il controllo dell’Impero.

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Geff
Punti esperienza: 8 punti a testa

03 Luglio 2018
Capitolo VI, sessione V

Rientrati nei sotterranei di Cloudfall, i generali del Neo Cavalierato badano ai loro feriti e iniziano a farsi un’idea di cosa stia accadendo nel resto della base consultando i server sotto loro controllo. Paxton solita che i Figli della Tempesta stanno apparentemente evacuando la base, la loro flotta impedisce però ai sensori di verificare se stiano già sopraggiungendo le truppe di Virus.
Talon intanto si dedica a ripristinare l’energia sul terzo piano.
Sullo star destroyer Intrepidous in orbita, c’è agitazione per la chiusura del varco nelle nubi e aver perso i contatti coi trasporti scesi sulla superficie. Il sedicente inquisitore Vorbeck ordina a Blim di verificare l’accaduto e ad ogni modo guadagnare tempo col capitano della nave. Blim e il capitano cercano di chiamare Cloudfall. Alla base, Talon vede la chiamata e i ribelli, che già avevano messo in conto una simile eventualità, rispondono presentando alle telecamere Drake camuffato da uno degli attendenti di Souza e il comandante Smee.
Benché gli accordi fossero diversi, Drake – o meglio il sottotenente Nohter – dice agli occupanti dell’Intrepidous che la base è stata assalita da ribelli nativi, il generatore di scudi è stato danneggiato, ma ora è tutto nuovamente sotto controllo. Fin qui la storia quadra in qualche modo con quanto raccontato da Blim a bordo, così il capitano dice che l’inquisitore lo ha già messo al corrente. Drake allora, indirizzato anche dagli altri che gesticolano messaggi a lui e Smee da dietro la telecamera, spiattella al capitano che l’inquisitore è morto.
Il capitano comincia a scambiare occhiate interrogative con Blim e chiede dettagli. Da ambo le parti gli vengono propugnate prove e documenti contraddittori. Drake gli gira l’identikit dell’inquisitore e gli ordini di missione di Talon Shirazai, sostenendo che ci sia stata una ribellione domata con l’aiuto della Gilda Mineraria, il governatore Souza sia ancora disperso e una nave -probabilmente con a bordo dei ribelli – abbia lasciato la base prima che loro potessero spegnere gli scudi per impedire altre fughe. Aggiunge pure che non si hanno più notizie dell’appuntato Blim…
Blim consegna invece il rapporto relativo alla missione svolta per conto del maggiore Wessell e asserisce di essere sempre stato convinto in buona fede che il suo accompagnatore fosse Vorbeck.
Il capitano apre anche un canale col maggiore Wessell da cui ha conferma dell’affidabilità di Blim, però, preoccupato ormai da quanto raccontatogli da Drake decide di rimandare gli affari con Wessell e chiude tutte le comunicazioni. Blim spudoratamente gli consiglia di preoccuparsi di garantire la sicurezza della plancia e gli dà la propria pistola. Il capitano, ben conscio di non poter nulla da solo contro il sedicente inquisitore e i suoi venti trooper armati (che a ben vedere hanno un’aria sospetta), cercando di non dare troppo nell’occhio, convoca sul ponte il comandante clone CC-46 e tutti i suoi sottufficiali.
Intanto a Cloudfall Paxton e Selanne, con l’aiuto di Viszla, si sono messi a setacciare la base per trovare Souza; Drake invece, interrotta la comunicazione con l’Intrepidous, si mette in contatto con le altre navi della flotta avvisandole che dei ribelli sono probabilmente riusciti ad infiltrarsi a bordo dello star destroyer.
Blim è chiamato in disparte dal sedicente inquisitore che chiede ragguagli sull’evolversi degli eventi. Blim gli dice la verità: Cloudfall è probabilmente caduta e Glovoc deve essere stato sconfitto. Se c’era un “piano B” è il caso di attuarlo. Il figlio della tempesta non se lo fa dire due volte e chiede al capitano se è pronta la rotta che aveva chiesto di tracciare, proprio in quel mentre gli operatori di plancia rilevano che le altre navi della flotta stanno alzando gli scudi. Nella tensione che cresce, mentre i finti stormtrooper levano le sicure ai blaster, Blim estrae le armi e grida un generico “uccidete i traditori”. Prima che il capitano possa fare uso del suo blaster il falso inquisitore lo stritola con una stretta di Forza. I figli della Tempesta tengono sotto tiro l’equipaggio e sigillano la porta della plancia. Gli operatori sono costretti ad avviare la procedura di salto nell’iperspazio.
A Cloudfall Paxton e Selanne trovano solo, abbandonato e smarrito, il governatore Souza e, per il suo stupore, lo arrestano “in nome della Repubblica”.

IntrepidousDeck

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil, Gill, Geff
Punti esperienza: 8 punti a testa, Geff pareggia l’esperienza di Gill

24 Giugno 2018
Capitolo VI, Sessione IV

Nel caos che subito divampa assieme al fuoco mistico dei Figli della Tempesta, il Generale Paxton, stretto in mezzo ai suoi “Centauri”, guida con decisione e metodica disciplina la resistenza dei soldati, arretrando sotto la pressione degli assalitori sino oltre alla porta laterale da cui arrivano i suoi rinforzi. Le guerriere native incalzano i trooper con implacabile ferocia e cadono nella trappola offrendo il fianco al fuoco d’infilata del nemico. Selanne, salda accanto a Paxton, estende la sua aura di Forza per proteggere i soldati e limitare le perdite

Sigil ed E’eron scelgono invece il rischio e, fianco a fianco restano nel centro di comando, per affrontare da soli i vecchi stregoni nativi intenti a evocare globi di fuoco dall’etere. Il loro sforzo è volto a dare una chance in più a Drake di portare a termine il vero obiettivo, avvicinando Glovoc e affrontando quindi direttamente la Dea Vahl.

Lo scontro si rivela impari e, attaccato anche da altri guerrieri armati di spada, Sigil, lottando come un leone, soccombe sotto il tiro dei globi di fuoco degli stregoni, la cui capacità di appellarsi alla Forza non è limitata dal potere di Drake, ormai concentrato su ben altro…

Drake, influenzando le menti dei nemici per nascondersi ai loro occhi, riesce ad arrivare sino dinnanzi a Glovoc, che sembra ora il centro di un nexus di Forza d’incalcolabile intensità. Osservando il corpo del vecchio Sith lo si può vedere interamente avvolto da un’aura luminosa rossa e sinistra. Nelle cavità oculari vuote si vedono due lucenti e spettrali occhi di donna, come una manifestazione di pura energia. Drake, incurante dell’evidente possessione del vecchio Maestro gli si rivolge con l’usuale deferenza da discepolo, e cerca di ingannare Vahl offrendogli l’antico e prezioso artefatto che sarebbe il suo cappello. La Dea non è però ingenua e ”accetta” il dono per distruggerlo, così come intende fare con ogni altra reliquia delle altre religioni della Galassia. Con un gesto della mano avvolge il cappello nel suo fuoco mistico, annientando l’alchimia che vi celava il Cubo Abissale di Chirikyat Graush e rivelando il vero artefatto. La Dea incentra quindi il suo potere sul Cubo per annientarlo e Drake vede con orrore il fuoco iniziare a consumare l’antico e potentissimo artefatto, che egli reputava indistruttibile.

Nel frattempo, liberatisi delle loro assalitrici, Paxton e Selanne si dividono: il primo raccoglie i soldati per apprestare una nuova linea di difesa dinnanzi all’ingresso principale del corridoio che, nonostante sia un portello antilaser, sta iniziando a liquefarsi, fuso dal fuoco dell’orda di Figli della Tempesta ammassati al di là del varco. Selanne invece si affretta in soccorso di E’eron e, con la Forza, afferra e scaraventa uno contro l’altro gli stregoni uccidendoli.

All’insaputa di tutti, nella dimensione altra in cui vengono relegate le cose assorbite dal Cubo Abissale, Gill Bastard si è svegliato nella sua casa natia su Naboo, immemore di altro che la sua gioventù, ed è andato a fare un giro con la sua Speederbike. Improvvisamente ha però iniziato a vedere strani segni nell’azzurro cielo terso e scie di fuoco simili a meteore piovere sull’orizzonte.

Nella Sala Comandi di Cloudfall, Drake espande le sue sensazioni cercando l’aiuto di Glovoc, con cui era riuscito a stabilire un contatto telepatico e di cui aveva avvertito sino a quel momento la resistenza al potere di Vahl. Ora non sente più traccia della volontà dell’antico maestro, solo lo sconfinato potere della Dea, scatenato contro l’artefatto. Drake allora, sfruttando il talismano catalizzatore datogli da Set e appellandosi ad ogni suo potere, decide di giocarsi il tutto per tutto e, con immane sforzo, riesce ad ”aprire” il Cubo Abissale, dinnanzi a Vahl. Non appena aperto, un fascio di intensissima luce azzurra scaturisce dal Cubo e, secondo le speranze di Drake, risorge improvvisa, palpabile e alimentata da un’ira e disperazione sconfinate, la volontà di Glovoc.

All’apertura del Cubo, nel cielo sereno della Naboo di Gill, si apre uno squarcio infuocato. Gill scioccato si affretta verso casa, mentre la pioggia di meteore si fa più fitta.

Dinnanzi agli sguardi di E’eron e Selanne, mentre il Talismano catalizza e traduce in comando per il Cubo il desiderio istintivo di Drake, Glovoc è in maniera evidente campo di scontro tra le due opposte volontà della Dea Vahl e del Signore dell’Occhio della Mente. Il corpo di Glovoc si aggrappa ai braccioli di legno del suo trono fino a spezzarli, assieme alle sue unghie, mentre le dita trafitte di schegge affondano ancora di più nel seggio per restare aggrappato al mondo materiale. Lacrime di sangue colano dalle orbite vuote del Sith mentre le voci di Vahl e Glovoc si odono nella sala, frammiste e sovrapposte. Un grido di rabbia e di trionfo, nella caratteristica rauca voce di Glovoc sovrasta alla fine ogni altro suono ”Questo…è il mio… CORPO!!!”.

La luce del Cubo si fa abbacinante sino ad accecare tutti i presenti, per poi spegnersi, mentre il cubo si richiude, risucchiando persino l’energia dei computer della stanza, che rimane completamente immersa nell’oscurità e nel silenzio.

Drake e Selanne cercano nella Forza la presenza di Vahl, ma non l’avvertono più. Sentono invece, ancora presente con loro nel buio, Darth Glovoc. Selanne si fa luce con la spada laser e, nel suo tremulo bagliore, trova il Signore dell’Occhio della Mente, solo, sfatto, coperto di sangue e dall’aria vecchia, pallida e debole più che mai, con l’apparenza di chi si regge in piedi a stento.

Selanne gli si avvicina brandendo la spada, Drake, si affretta a porgli una mano sulla spalla invitandola alla pietà, perché il vecchio ha già patito abbastanza… Glovoc, come ignorasse la minaccia, si rivolge ai due con una voce fievole e vuota della sua usuale arroganza. ”Avete compiuto la profezia di Lahmela. Mi avete liberato. Vi sono grato… ora però dovete metter in salvo voi stessi… andate… li tratterrò io” dice riferendosi ai Figli della Tempesta che premono sulla porta ormai quasi del tutto fusa, l’acciaio liquefatto simile a lava a rischiarare il corridoio.

Selanne si rivolge a Glovoc col suo vero nome, Woch Konot, e gli chiede l’Occhio di Horak Mul. Il vecchio si strappa il ciondolo dal collo con fatica e il dolore di chi deve separarsi da qualcosa che a lungo ha stimato più della sua vita stessa, ma consegna l’artefatto alla anzat e le rinnova il monito di andarsene prima che sia tardi. La Dookessa e Drake non se lo fanno ripeter due volte, quando arrivano al corridoio lo trovano già invaso dai Figli della Tempesta, scatenati in una furia selvaggia e Paxton sta tenendo aperta la via di fuga per loro al costo delle vite dei suoi soldati. Di corsa, trascinandosi dietro i feriti, le truppe del Neo Cavalierato, ricongiunte al loro leader, si disimpegnano e richiudono dietro di sé le porte del vano ascensore. Con più turni e dando precedenza ai feriti evacuano l’area.

Talon dal bracciale del Maresciallo Fantasma riesce ad accedere alle telecamere della Sala Controllo per vedere, nell’oscurità quasi totale, una sagoma di luce iniziare a risplendere, illuminando le orde di nativi in arrivo, che improvvisamente si fermano e si prostrano in adorazione, mentre la luce aumenta d’intensità sino a bruciare l’ottica delle telecamere.

Nella Naboo della sua giovinezza, un Gill Bastard esterrefatto vede chiudersi il varco di fuoco nei cieli e calare improvvisa una notte senza stelle. Nella volta buia un solo astro brilla intensamente per poi precipitare sull’orizzonte sollevando una colonna di fuoco in mezzo alla giungla. In sella alla speederbike, Gill insegue la cometa sino alla Città degli Antichi, ove trova il cratere della stella caduta. Nel cuore della voragine fumante c’è solo una fanciulla dagli abiti carbonizzati, di fini fattezze e colorito ambrato, quando Gill la soccorre, la ragazza si sveglia…

-Dove mi trovo?

-Questa è Naboo… ma tu chi sei, da dove arrivi?

-Il mio nome è Jirany. Vengo da un mondo lontanissimo…

-Hai fatto una caduta incredibile… non so come fai ad esser viva…

-Non temere, la mia caduta non è stata nulla rispetto a quella che toccherà ad altri.

Senzanome

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil, Gill
Punti esperienza: 18 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 5 Charles + 1 Sigil +2

Loot epico: The Eye of Horak-mul The Eye was a Sith artifact worn by Horak-mul, a Sith Lord who lived during the fall of the Sith Empire. A golden prostheticreplacement for Horak-mul’s right eye, the Eye was fashioned for the Sith Lord sometime before 5000 BBY. The Eye was lost sometime after Horak-mul’s death that year, but Celeste Morne —a Shadow, or secret operative, of the Jedi sect known as the Covenant— recovered the artifact sometime before 3963 BBY. The artifact was stored by the Covenant in a secret safeplace in the Coruscant Undercity. A Sith commando comprising the Fallen Jedi Selanne Misas was sent by the Sith Lord Darth Glovoc to recover the artifact from its hiding place at the begenning of Darth Revan’s attack against the Repubblic. Coming in possession of the Eye, Darth Glovoc proclaimed himself ”Lord of the Mind’s Eye” and started to use the Eye to embetter his own ability of predict the future. In this way he was able to predict the fall of Darth Malak’s Empire and started looking for a way out of the conflict for himself, wich lead at the end to his exile on the unreachable planet of Nyriaan. There Glovoc put himself into stasis and leaving his disciples to watch over his sith oubliette. With time the disciples of the Sith grown into a people worshipping him like a God.

The Eye of Horak-Mul  – When the Wearer of the Eye activate the Foresee Force Power can spend strain to enhance, at his own choice,  Duration, Range, Magnitude or Strenght of the Power of a number of upgrades equal to the strain consumed, even if he has never purchased any of the upgrades. The Wearer gain Conflict equal to the strain spent. If the Morality of the Wearer is lower then 30 the number of upgrades gained for each strain consumed is doubled.

19 Giugno 2018
Capitolo VI, Sessione 3

Quando Eeron apre la porta, Ken si tuffa nella sala e trovando morta quella che lui conosceva come Nyriaanna resta completamente scioccato. Ci vuole tutto il tatto e la persuasività di cui Selanne ed Eil’nor sono capaci per impedire al clone di commettere una qualche follia. Alla fine interviene Drake, a suo modo pietoso, cancellando temporaneamente la memoria dei recenti fatti dalla mente del clone.

Eeron, meditabondo su tutti questi accadimenti, decide di restare al fianco di Eil’nor fino a completare la missione. I generali, dubbiosi sul da farsi e incerti se realmente in grado di affrontare Glovoc/Vahl si interrogano sulla possibilità di riportare in mezzo a loro Gill Bastard. Drake non è però in grado di capire effettivamente cosa sia il talismano donatogli da Set Harth e avrebbe bisogno della guida del leggendario jedi oscuro per uscire dall’impasse. Sigil allora si fa avanti e mette a disposizione le frequenze del canale di comunicazione privata di Set (che tutti gli altri si domandano perché non sia stato condiviso prima…).

Contattando Set, i generali lo informano della situazione alla base e della presumibile morte di Ghia Preissola e di tutti i suoi uomini. Il capo dell’Egida non sembra granché turbato, Ghia in realtà è con lui, sana, salva e profondamente addormentata…

Set si felicita piuttosto con Drake per essere riuscito in qualche modo a salvare l’essenza vitale di Gill, anche se chiarisce che l’eroe della repubblica è quasi a tutti gli effetti morto… Il medaglione dato da Set a Drake è solo un catalizzatore che consente di utilizzare in modo istintivo il Cubo Abissale di Chirikyat Graush (che a differenza di quel che credeva Drake, è ancora “integrato” nel suo cappello). Set spiega infatti che il cubo è una delle più straordinarie creazioni dell’alchimia degli Antichi Re Sith: sostanzialmente una porta per un “non luogo”, una sorta di “abisso” extra-dimensionale, in cui è possibile rinchiudere oggetti di qualsiasi genere, confinandoli fuori da tempo, realtà e Forza. Nel cubo abissale le cose non perdono le loro proprietà, né il loro legame con la Forza, ma sono del tutto separate e senza possibilità di interazione alcuna col mondo reale. Per questo Set aveva donato il talismano a Drake, confidando che, data la sua esperienza con lo spirito di Chirikyat, sarebbe riuscito usando istintivamente il Cubo a confinarvi dentro lo spirito di Vahl. Ora è problematica la gestione di Gill, in quanto a lui è toccata la stessa sorte che fu una volta di Chirikyat: essere risucchiato nel cubo da vivo. In questo caso l’essenza vitale della persona è separata dalla materia e intrappolata nell’abisso, mentre il corpo resta distrutto. Ora però se si “aprisse” il Cubo per farne uscire l’essenza di Gill si otterrebbe solo di disperderla nell’etere e lasciarlo diventare uno con la Forza, dal momento che l’antico soldato della repubblica non ha una conoscenza della Forza tale e non è legato al Lato Oscuro al punto da poter resistere al richiamo della Forza stessa e trasformare la propria essenza in uno spirito vincolato al mondo dei vivi e in grado di possedere un corpo o infestare un luogo legandosi a un oggetto materiale.

Set suggerisce pertanto di ignorare il problema, che non è risolvibile, e occuparsi di Vahl, trovando un modo di rinchiudere anche lei nel cubo come da piano. Drake è perplesso all’idea di quel che potrebbe succedere a Gill in questo caso, ma Set sembra fiducioso che il confinamento di Vahl nell’abisso insieme a lui non sia cosa tale da nuocergli. Se tutto andrà secondo i piani Set assicura metterà poi a frutto tutte le sue conoscenze in materia per trovare un modo di ridare un corpo a Gill, ma significa ricorrere a rischiosi e complessi rituali Sith, quindi non ha senso preoccuparsene ora, per adesso ciò che si poteva fare è stato fatto.

Tutto questo desta un certo nervoso in Eil’nor che critica Set per averli messi in quelle condizioni e costretti sostanzialmente a subire un piano immensamente rischioso di cui non erano stati messi a parte. Arriva anche a insinuare che Set sia in parte colpevole dell’annientamento dell’Ordine Jedi, non avendo benché millenario e così potente alzato un dito per ostacolare i piani dei Sith. Set si limita però a scrollare le spalle, lamentando che i suoi motivi sono più complessi di quelli che loro immaginano e che non aveva né modo né interesse a lottare in difesa degli Jedi avendo trascorso i quattromila anni precedenti a cercare di essere sempre avanti di un passo sia rispetto a Ordine che Sith, entrambi dediti da sempre a perseguitarlo. I guerrieri della vecchia repubblica intuiscono dalle parole di Set, che egli li ha risvegliati consapevole, almeno in qualche misura, del rischio che stava correndo liberandoli di scatenare Glovoc o Vahl sulla Galassia. Capiscono però che Set era persuaso che loro sarebbero stati in grado di gestire i propri vecchi nemici, o doveva ritenere che, quale che fosse l’esito dell’inevitabile scontro che ne sarebbe seguito, non sarebbe stato peggiorativo rispetto alla situazione corrente della Galassia, asservita completamente a Palpatine.

Set assicura comunque provvederà a coordinarsi con le forze anti imperiali del pianeta per garantire al gruppo predestinato al confronto con Glovoc di avere gli strumenti per gestire i suoi seguaci una volta battuto il loro dio.

Prestata qualche cura ai feriti più gravi, Talon, con l’aiuto di Sigil si rimette al lavoro sul sistema informatico della base e riesce infine a prenderne il controllo. Rapidamente si rende conto che il generatore di scudi Cloudfall è operativo e numerosi trasporti imperiali stanno calando sul tetto ove di sono ammassate centinaia di Figli della Tempesta. Con le idee in qualche modo più chiare di prima, il gruppo prende le dovute misure, verifica le posizioni del nemico, e inizia a risalire con quanti più uomini possibile al piano del Centro di Controllo della base. Talon, usando i codici di overrun del Maresciallo Fantasma, crea un diversivo per far spostare i Figli della Tempesta di guardia dal percorso scelto per raggiungere la Sala Comandi in cui si trova Glovoc.

Avvedendosi che parte delle navi imperiali è già in partenza, fa collassare il passaggio aperto nelle nubi dal generatore di scudi e costringe i trasporti ad atterraggi di fortuna. Nonostante Selanne, che considera i Figli della Tempesta dei Vahla, li vorrebbe vedere annientati, Eil’nor impone di non sfruttare l’occasione per uccidere gli occupanti dei trasporti, essendosi reso conto che in mezzo a loro stanno anche vecchi donne e bambini. Il Generale resta impassibile ai suggerimenti di considerare che il numero dei nemici è tale da ricorrere a qualsiasi mezzo e ribadisce che lui è un soldato e il suo mestiere è combatte contro eserciti, non popoli.

Lo stato maggiore ribelle al gran completo, accompagnato da un buon numero di centauri di Revan, irrompe nella Sala Comandi, mutata in sala del trono di Glovoc. Drake cerca di fare appello alla forza di volontà del vecchio maestro Sith per combattere la possessione di Vahl e in effetti riesce a stabilire un collegamento telepatico con lui. Il corpo di Glovoc sembra però essere al momento sotto il pieno controllo della Dea della Distruzione e ordina ai suoi adoratori riuniti nella sala -circa venticinque Figli della tempesta, soprattutto donne e vecchi- di sterminare gli intrusi.

Mentre anziani nativi avvolti in tuniche nere salmodiando iniziano a evocare globo di fuoco e scagliarli contro le fila degli uomini di Smee, le guerriere, con un fervore fanatico, si scagliano sul nemico brandendo spade infuocate. Il comandante clone inizia a far ripiegare le truppe per cercare di mantenere la distanza con gli assalitori e un fuoco di sbarramento costante, lo scontro assume subito toni cruenti…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil
Punti esperienza: 6 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 8, Sigil +2

20 Maggio 2018
Capitolo VI, Sessione 2

Darth k'Azhan double saber

Nyrianna si rivela Darth K’Azhan nelle profondità umide della grotta sottostante Cloudfall 

Ai comandi tuonati da Darth Glovoc, i Figli della Tempesta presenti sigillano la stanza dell’holocom con dentro i leader del Neo Cavalierato e tutti rapidamente sfoderano le proprie armi.
Alla vista della spada laser brandita da Nyrianna, Sigil si tuffa contro la falsa alleata, rivelatasi Darth. Con una potente spadata Sigil ferisce lievemente l’avversaria, che però genera attraverso la Forza uno scudo di energia e fuoco che devia la letale lama. Senza por tempo in mezzo K’Azhan risponde all’attacco e con due rapidi colpi della sua bilame abbatte il Cavaliere d’acciaio.
Viszla, presa distanza dagli avversari, impugna saldamente il fucile da caccia e bersaglia Selanne.
Paxton, intuendo che la Darth sia una minaccia ardua da gestire anche da sola per la Jedi, si frappone al colpo facendole scudo col suo corpo. Gravemente ferito dalla blasterata, il generale si appella poi al mandaloriano con parole tali da farlo vergognare della sua azione. Facendo leva sul suo onore lo persuade a ritirarsi dallo scontro e i due si spostano in una stanza accanto per ragionare di una tregua.
Talon intanto assale K’Azhan e la butta al suolo, mentre Drake usa la forza per inibire i poteri della nemica.
Selanne, preoccupata di poter essere sopraffatta dal numero dei nemici, strappa la porta della sala ove si trovano Paxton e Viszla dai suoi cardini e con essa schiaccia e uccide il custode Dork e gli altri tre Figli della Tempesta presenti.
Eeron cerca di riaprire invece invano la porta dietro la quale si trovano le truppe del Neo Cavalierato.
Darth K’Azhan, ormai sola, non riuscendo ad attingere al suo potere per l’influsso di Drake, lo assale e abbatte con due fendenti. Prima che possa fare altro, Selanne raccoglie nuovamente la porta d’acciaio divelta e si appresta a scagliarla sulla sith. All’intimazione di resa della Jedi, K’Azhan risponde che è destino che una delle due muoia: da sempre gli apprendisti si affrontano all’ultimo sangue per non condividere con altri le attenzioni del maestro… “se fossi nata in mezzo al mio popolo forse le cose sarebbero state diverse, avremmo potuto essere sorelle… ora possiamo essere sorelle solo nella morte” aggiunge. Davanti agli occhi stupiti di Selanne, la ragazza, colpita ripetutamente dalla porta scagliata con la telecinesi, gridando si avvolge in una sfera di fuoco, fonde la paratia di metallo e si ripara parzialmente dall’impatto.
Vedendo la nemica ridotta comunque allo stremo delle forze, Talon si slancia nuovamente contro di lei e con un pugno nel ventre tanto poderoso da penetrare la barriera di fuoco, la mette ko.
Vedendo Talon che si appresta a finire la vittima, Selanne si intromette, dicendo che non è giusto ucciderla tanto brutalmente e va processata. Il Dottore, ripensando alla sommaria eliminazione del Maresciallo Fantasma, si trattiene, persuaso in effetti che ci possa essere un vantaggio nel giustiziarla pubblicamente e propone di sedarla per sicurezza. Selanne si rende però conto a quel punto che come prigioniera K’Azhan, con la padronanza della Forza che ha dimostrato, potrebbe risultare ingestibile e pericolosa. Nonostante i consigli e le intimazioni di Eeron che dice di non poter tollerare una tale ingiustizia, Selanne alla fine impugna la propria spada laser e dà il colpo di grazia alla ragazza incosciente.
Nel contempo rientra nella sala Paxton che ha fatto conoscenza con Viszla e ne ha ottenuto la promessa di aderire alla causa del Neo Cavalierato nella lotta con l’Impero, se si dimostrerà forte a sufficienza da battere Glovoc.
Eeron riapre anche l’altra porta, per trovarvi davanti Ken…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil
Punti esperienza: 7 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 5

Loot epico: Double-bladed blue mephite lightsaberSkill: Lightsaber, Range: Engaged, Damage: 8, Critical:ωω, Qualities: Breach 1, Linked 1, Sunder, Unwieldy 2, Linked Takes 1 Less ω to Activate

Types of Adegan crystal 
Kathracite was the most common form of Adegan crystal, followed by relacite and danite. These crystals didn’t focus energy as well as their rarer cousins, and thus were usually reserved for use in training sabers.
Mephite was a typical Adegan crystal used by the Jedi, they came in blue or green variants.
Pontite was the rarest and most powerful type of Adegan crystal. Nearly impossible to find, it resonated with a powerful aura that cooled both skin and temperament.

15 Maggio 2018
Capitolo VI “Un mondo in fiamme”
Sessione 1

Giunto sull’Intrepidous, Geff Blim conduce il sedicente inquisitore Vorbeck sino al ponte di comando senza che il personale di bordo si avveda dell’impostura. Nonostante le obiezioni che sorgono naturali allo stupito capitano della nave, la malefica coppia, riesce a persuaderlo a ordinare l’invio immediato di tutti i trasporti che la squadriglia in orbita ha disponibili alla base di Cloudfall, per caricare a bordo dei “nativi soggiogati dall’inquisitore”.

Charles Dexter Drake e il custode Dork avanzano nella nebbia seguendo le tracce dell’Arca del Sole, ma sono raggiunti da nove Figli della Tempesta in sella a destrieri chlovi, che pare fossero in attesa di loro e dicono di avere ordine di condurli al cospetto del Sole Morente. Drake assentisce e li segue sino all’ingresso di un tunnel che porta alla base.

Dinnanzi a Cloudfall, lasciati da Virus che parte per cercare rinforzi a Locus, Paxton e compagni caricano tutti i B1 disponibili sul veliero elettrostatico a loro disposizione e, con Smee al timone, lo dirigono verso la barriera difensiva costituita dalle navi nemiche. I Centauri di Revan, guidati da Five e Grue, attendono pronti a seguire in sella alle loro speederbike.
Velocissimo il veliero riesce a passare in mezzo alla barriera e scaricare i passeggeri dinnanzi all’imboccatura della grotta individuata da Talon.
Con abile manovra Paxton riesce a sfruttare nave e droidi per proteggere l’ingresso sino al sopraggiungere degli scout e a farli entrare ordinatamente all’interno, seppur con qualche perdita.

Restando in retroguardia, Paxton, benché veda avanzare un figlio della tempesta con bandiera bianca, mentre dalle fila nemiche si solleva il grido “cogadh na sith” (guerra o pace), ordina ai droidi di ritirarsi. Vedendo gli avversari cercare di sottrarsi al combattimento, i Figli della Tempesta utilizzano le vele delle loro navi per scaricare folgori contro ai droidi. Paxton, rischiando grosso, lascia il ponte del proprio veliero e si tuffa nella grotta, poi ordina ai droidi di farla crollare sparando al soffitto.
Con dei bikerscout che li avevano attesi, Paxton e Selanne iniziano a discendere nel profondo del tunnel per raggiungere gli altri compagni che li avevano preceduti con le speederbike.
Talon, Sigil e Nyrianna hanno nel frattempo trovato più avanti nel tunnel Drake con Dork e alcuni dei figli della Tempesta che li stanno scortando da Glovoc. Riconosciutisi dopo qualche iniziale difficoltà e raggiunti nel frattempo da Paxton e Selanne, tutti proseguono fino al grande server dove un tempo era il Master Control Program.
Talon cerca vanamente di accedere ai computer della base, mentre Drake cerca di spiegare ai nuovi compagni quanto appreso dal diario di Lamhela Gosset, trovato da Gill Bastard, che consegna a Selanne. Secondo il diario lo spirito della dea Vahl, alla morte di Jirany Sha quattromila anni prima, sarebbe andato ad albergare in Glovoc e avrebbe così influenzato l’agire dell’Oscuro Signore, dei suoi seguaci e della sua discendenza, portando così alla progressiva trasformazione dei Sith in Figli della Tempesta, un popolo con caratteristiche, poteri e tradizioni sinistramente simili a quelle dei Vahla.
Mentre Drake cerca di far combaciare l’attuale situazione con le profezie di Lamhela contenute nel diario, che parlano di sei guerrieri risvegliati e di tre persone destinate a “liberare” Glovoc ( e cerca di persuadere gli altri che il loro scopo non deve essere distruggere Glovoc, ma salvarlo), sopraggiungono alcuni Figli della Tempesta che erano andati avanti per annunciare l’arrivo dello stregone.
Costoro accompagnano un guerriero mandaloriano, che li invita a seguirlo per conferire via olocomunicatore con Glovoc. Nyrianna si ribella a questa idea, litiga con Selanne e la colpisce con la propria eletrostaffa ferendola. Paxton si frappone e riesce a calmare la nativa, rimproverandola pesantemente e sottolineando che, seppur neanche a lui piaccia come si stanno evolvendo le cose, bisogna avere uno sguardo d’insieme più ampio e se il nemico non è Glovoc, ma Vahl, occorre un cambio di strategia.
Portatisi nella stanza successiva i leader del Neo Cavalierato e Drake aprono le comunicazioni e si trovano finalmente a contatto con Glovoc.
L’Oscuro Signore, senza parafrasi, si dice lieto che questo momento sia giunto, giacché egli ha conservato i suoi prigionieri per quattromila anni poiché la sua apprendista Lamhela aveva previsto avrebbero contribuito alla sua liberazione. Invita quindi Selanne a unirsi a lei come sua apprendista: Glovoc dice che il tempo di Jedi e Sith è finito. L’Impero che ha soggiogato la Galassia è un nuovo male, sconosciuto ai loro tempi, un regime che bandisce l’uso e la credenza nella Forza e si basa sull’imporsi tramite il terrore perpetrato attraverso l’esercito e la tecnologia. In questa situazione egli sostiene che lui e Selanne debbano disfarsi dei vecchi concetti e inimicizie ormai anacronistiche e fare fronte comune per salvare la Galassia e rivivificare il culto della Forza. Lui che è stato, Jedi, revanchista, Sith, ora proporrà alla Galassia un Nuovo Ordine. Con il “popolo eletto” dei Figli della Tempesta che egli ha plasmato attraverso i secoli in una razza superiore di soli adoperatori della Forza, rovesceranno l’Impero. Selanne potrà essere la loro maestra e renderli il nucleo originario di un nuovo ordine Jedi, liberato dai difetti del vecchio. Ognuno di questi Figli della Tempesta sarà domani il governatore di un pianeta o di un sistema nel nuovo regime teocratico che governerà la Galassia secondo il volere e nel culto della Forza.
Glovoc estende la proposta anche a Drake, asserendo che in questo Nuovo Ordine ci sarà posto per tutte le interpretazioni della Forza, e anche lui troverà il proprio ruolo.Selanne non vuol sentire nulla di tutto questo e anche se Drake sembra rispettare Glovoc (tanto da chiamarlo “maestro”), subito cerca di fargli capire che questo sogno è solo illusorio e la verità è che la sua mente è plagiata da Vahl.
Glovoc resiste a queste affermazioni inizialmente, asserendo di aver distrutto Vahl per sempre. Drake è però deciso e abile nel toccare i tasti giusti e forte del sapere che gli deriva dal diario di Lamhela, apre la mente dell’antico Sith alla verità… I poteri dei Figli della Tempesta e il culto che gli tributano sono il frutto dell’influsso di Vahl, che vive in lui… Glovoc sembra devastato da questa rivelazione, benché appaia evidente che, almeno a livello inconscio, l’avesse sempre saputo. In quello che sembra il momento di maggior fragilità di Glovoc, la sua personalità cambia però improvvisamente e con una voce e una veemenza nuove grida che l’aiuto di Selanne e compagni non gli serve e che nessuno potrà impedire al suo fuoco di divorare l’intera galassia. Ordina quindi al mandaloriano Viszla e a Nyrianna di uccidere tutti quegli ospiti ormai sgraditi.
Nyrianna smonta la propria elettrostaffa sfoderando e accendendo una splendida antica spada laser con due vibranti lame azzurre e rivela la propria vera identità quale Darth K’Azhan, apprendista prediletta di Glovoc tra i Figli della Tempesta.

Presenti: tutti
Punti esperienza: 7 punti a testa

Allegati:

LAMHELA GOSSET’S DIARY

06 Maggio 2018
Capitolo V, Sessione 20

Seguendo la traccia dell’Arca del Sole nella Forza, Charles Dexter Drake conduce i suoi due ultraleggeri sino dinnanzi alla Base di Cloudfall, ove si trova la via sbarrata da una flotta di vascelli elettrostatici che costituiscono sotto al cielo tempestoso di Nyriaan un muro di fulmini pressoché impenetrabile.
Drake, incosciente o spavaldo, fidando nel proprio potere, guida le navette attraverso la barriera, causando la distruzione dell’ultraleggero con a bordo la sua scorta e precipitando rovinosamente al suolo con il proprio. Solo Drake e il custode Dork sopravvivono all’impatto e iniziano ad avanzare nelle nebbie che circondano la base.

I leader del Neo Cavalierato s’avvicinano intanto rapidamente a Cloudfall con i loro vascelli catturati. Talon Shirazai riuscendo ad attivare un arcano strumento di navigazione presente a bordo rileva la presenza di un piccolo mezzo in avvicinamento. Con un rapido scambio di segnali liminosi Talon, Eil’nor e Sigil appurano the si tratta di uno degli scout inviati da Locus per verificare cosa sia accaduto alla base.
Tutto lo stato maggiore si riunisce sul vascello di Paxton e accoglie lo scout, una donna di nome Nei Matyaas addestrata da Ghia Preissola nella sua cellula ribelle di Silence.
Nei informa i generali che la base è caduta in mano alle forze nemiche che hanno ora circondato la struttura con un perimetro difensivo di almeno 24 vascelli. Le comunicazioni radio nella zona sono totalmente impossibili e gli scout che si sono avvicinati troppo al perimetro non sono tornati indietro, perciò Nei ha mandato i suoi restanti compagni ad avvisare Locus della situazione.
Paxton si impone sul consiglio di guerra asserendo che è il momento di attaccare a testa bassa, anche se il nemico è evidentemente superiore non si aspetta un assalto rapido e deciso ed è la miglior possibilità delle forze nyrianite di impedire a Glovoc di entrare in contatto con gli imperiali in orbita scatenando conseguenze imprevedibili, ma plausibilmente fatali per l’indipendenza del pianeta così faticosamente guadagnata.
Su spinta di Talon che ha buona memoria delle caratteristiche della base dalla sua precedente visita, si conviene che l’obiettivo è raggiungere la grotta con l’accesso segreto alle fondamenta che si trova appena oltre la linea difensiva nemica. Da lì Paxton confida di poter sfruttare i codici di overrun del Maresciallo Fantasma (sulla cui fine per ora gli Jedi non si interrogano) per impedire a Glovoc di attivare l’impianto e aprire un passaggio tra le nubi del pianeta.
Il Generale Virus, ferocemente attaccato al proprio record positivo di 84 battaglie campali tutte vinte, rifiuta però di ingaggiare una battaglia che a suo avviso sul campo è persa in partenza, senza avere un piano di backup.
Dopo intenso dibattito e ignorando l’appello di Nyrianna a chiedere aiuto al popolo Tonkee, Paxton e Virus concordano di usare un vascello per sfondare la barriera nemica e sbarcare oltre di essa tutti i droidi B1 a loro disposizione, tenendo al loro seguito invece in sella alle loro speederbike gli scout di Smee, speranzosi che possano sgusciare indenni sotto ai vascelli nemici coi loro mezzi piccoli e rapidi.
Virus invece condurrà l’altro vascello a Locus, dove avvisati dai camerati di Nei, spera di trovare pronti i soldati dell’Alleanza per la Liberazione di Nyriaan e di poter abbastanza rapidamente condurre alcune migliaia di loro (numericamente i più rilevanti sarebbero i nativi di Amar Cross) sul campo di battaglia, dando così forse una possibile via d’uscita alla Dookessa e ai suoi compagni che fossero riusciti ad infiltrarsi nella base.
Le loro anime cariche di presagi, gli eroi del Neo Cavalierato si apprestano a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, inconsapevoli che, già da alcune ore l’incrociatore Intrepidous in orbita ha inviato una navetta Lambda a Cloudfall, il cui impianto è stato già messo in funzione da Glovoc.
Con la navetta Geff Blim è salito a bordo dell’Intreopidous, accompagnandovi un sedicente inquisitore Vorbeck, in realtà un “apprendista” del Signore dell’Occhio della Mente, scortato da venti Figli della Tempesta camuffati da stormtrooper.
Neppure Blim sa bene cosa lo attenda, ma Glovoc gli ha detto che i suoi sanno perfettamente cosa fare e che l’Intrepidous dovrà al più presto inviare altri trasporti sul pianeta per caricare a bordo tutto il suo popolo, così che egli possa condurlo alla conquista del suo nuovo impero…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Nyrianna, Sigil
Punti esperienza: 6 punti a testa

01 Maggio 2018
Capitolo V, sessione 19

Catturato il Maresciallo Fantasma e soccorso appena in tempo il suo prigioniero Dôd, a rischio di morire dissanguato, Paxton e compagni setacciando il bunker e i database della GM, scoprono una cella segreta e vi trovano rinchiusa Nyrianna.
Selanne si impone sulle diffidenze di Paxton e decide che la nativa dovrà d’ora innanzi restare con loro, Ken scoppia di gioia e Nyrianna racconta della sua cattura da parte delle truppe del Maresciallo mentre cercava di tornare a casa.
Paxton lascia Five con i tecnici della GM e qualche droide a difesa della Torre di Controllo e carica oltre sessanta scout e cento quaranta droidi sulle navi elettrostatiche portate in loco da Smee. Con queste forze decide di partire immediatamente per Cloudfall.

Intanto Drake, arrivato al Tempio del Sole Morente, scopre a malincuore che l’Arca del Sole (l’oubliette di Glovoc che stava cercando) non c’è più. Attraverso la Forza ne cerca le tracce e scopre che Glovoc stesso è giunto al Tempio per prelevarla con una flotta di vascelli volanti. Raggirato anche il custode Dork a seguirlo, Drake parte per cercare l’Arca.

Nel viaggio verso Cloudfall, Paxton e Talon, su una nave con Virus, Smee e Grue, iniziano a torturare e interrogare il Maresciallo Fantasma loro prigioniero. Dopo aver cercato di cavargli un occhio e avergli mozzato un dito per sbloccare il suo portatile da braccio, Talon e Paxton cercano di persuadere il comandante della GM a condividere informazioni utili, ma senza successo. Fantasma, sprezzante e incurante della propria vita, felice della fama di terrore che si lascerà dietro, si dice soddisfatto di sapere che la sua vendetta arriverà presto, perché ha guadagnato tempo per “il Signore dei Sith del Nord” che ormai avrà contattato l’Impero. Presto Impero e Gilda, a suo dire, caleranno sul pianeta e non avranno pietà della feccia ribelle che lo infesta.

captain Zellem Gheist - Marshall Ghost

Il Maresciallo Fantasma

Stufo della sua compagnia, Paxton fredda il Maresciallo, Talon, non pago, ne distrugge il corpo iniettandogli l’ultima dose del veleno chlovi di Kruger, e poi gettano la carcassa muffita da un portellone del vascello.

Selanne e Nyrianna intanto si intrattengono amabilmente sull’altra nave ove si trovano con Ken ed Eeron, parlando della Forza, che la nativa chiama “Kee” (istinto), e delle tradizioni, religioni e leggende dei nativi. Selanne resta perplessa quando Nyrianna le dice che tutti i nativi nelle loro leggende si reputano “caduti dai cieli” e che il nord è terra taboo perché lì è “caduto” non solo un popolo, ma anche un Dio… la inquieta poi che Nyrianna sostenga che, vivendo da sempre il loro Dio in mezzo al popolo, i Figli della Tempesta sarebbero tutti “molto dotati di Kee”.
Probabilmente la Dookessa sarebbe anche più preoccupata se sapesse che ormai da tempo i Figli della Tempesta hanno posto il trono del loro Dio sul cumulo dei cadaveri dei ribelli che occupavano Cloudfall e Glovoc ha fatto riaprire da Blim i canali di comunicazione con l’Impero, promettendo la consegna di Souza e chiedendo uno shuttle per portare Blim e “l’inquisitore Vorbeck” a bordo dell’Intrepidous in orbita…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Nyrianna
Punti esperienza: 4 punti a testa

24 aprile 2018
Capitolo V, Sessione 18

Raggiunti da Selanne, Talon, Virus ed Eeron, Paxton e Sigil, nonostante la notizia di un possibile attacco a Cloudfall, decidono di fare un tentativo di chiudere rapidamente l’assedio alla Torre prima di andarsene.
Usando la Forza, Selanne solleva il catamarano gravitazionale sino all’altezza della vetrata della Torre, con a bordo Paxton, Sigil, Talon, una squadra di scout e una di droidi. Arrivati dinnanzi alle vetrate, Sigil cerca invano di scalfirle con la spada laser, nota intanto che all’interno sembrano essere presenti solo quattro operatori ai computer e un mist trooper. Interrogandosi su dove sia il Maresciallo Fantasma, di cui conosce la terribile fama, Talon cerca di hackerare l’olodisco lasciato dal nemico per intimare la resa e riesce a riaprire il canale di comunicazione scoprendo che il nemico ha osservato i loro movimenti e sta per azionare un qualche tipo di detonatore. Con orrore i capi del Neo Cavalierato odono un “bip” costante proveniente da sotto lo scafo del catamarano e comprendono di trovarsi su una bomba volante. Nonostante riceva in rapida sequenza più istruzioni contraddittorie, Selanne ha la prontezza di innalzare ulteriormente il mezzo con la Forza, portarlo oltre il tetto della Torre, rovesciarvi sopra gli occupanti e scagliarlo il più lontano possibile. Mentre il mezzo esplode con fragore in mille frammenti, Paxton e i suoi ritrovano il foro nel tento da cui erano passati alla loro prima incursione nella Torre ed entrano.
Dall’interno, trovandosi dinnanzi al turbo ascensore, sospettano una nuova trappola e contattando Selanne le chiedono di interpellare Virus per verificare se vi siano ancora droidi attivi nella base.
Virus, confermando l’intuizione di Paxton, individua un droideka riprogrammato nell’ascensore, riesce però con facilità a connettersi col droide e riprenderne il controllo. Attivato il letale marchingegno, Virus lo fa uscire dall’ascensore sfondando la porta e massacra il mist trooper presente nel centro di Controllo mentre gli operatori della Gilda chiedono pietà.
Scesi a loro volta sul piano, Paxton e compagni interrogano i prigionieri – che sono tecnici del team di Van Becker – e spiegano come proprio quando Dôd, eseguendo puntualmente gli ordini, stava per partire dalla Torre e tutti i droidi della guarnigione erano stati stoccati sul catamarano, i sistemi di tutta l’installazione erano improvvisamente andati offline e una cinquantina di jet trooper erano piovuti nel cortile della base catturando l’intera guarnigione. A condurre l’attacco era stato il Maresciallo Fantasma che, come comandante delle forze della GM sul pianeta, disponeva evidentemente di codici di overrun per i sistemi di sicurezza della base. Il Maresciallo li aveva poi costretti a lavorare per lui minacciando di ucciderli come traditori se non gli avessero obbedito e per dar peso alle proprie parole aveva tortutato a morte il loro ingegnere capo davanti ai loro occhi.
Infine i tecnici informano Paxton che il Maresciallo si è rintanato in un bunker scavato sotto la Torre di cui loro ignorano però la esatta ubicazione.
Riattivati i sistemi di comunicazione della Torre, Paxton prova nuovamente invano a contattare Cloudfall, quindi chiama Smee a Last Rest ordinandogli di lasciare in comando Krüger e raggiungerli con le navi elettrostatiche catturate, posizionandosi ad aspettarli ad alcuni chilometri dalla Torre.
Riunitisi tutti al pian terreno, i leader del Neo Cavalierato e i loro uomini iniziano a passare al setaccio i basamenti della Torre per trovare l’ingresso del bunker segreto, decisi a non lasciare l’installazione senza aver ripagato il Maresciallo Fantasma degli scherzi subìti.
Alla fine è uno scout a trovare la botola d’accesso, nascosta nei servizi igienici dei magazzini. Paxton in testa, tutti si calano nello strettissimo cunicolo d’ingresso.
Emergono infine in una grossa stanza polverosa, piena di vecchi computer cosparsa di cavi elettrici, all’interno trovano il Maresciallo Fantasma con quattro mist trooper e altrettanti operatori. Avvedendosi degli intrusi, il nemico sigilla l’ingresso alle loro spalle; i mist trooper invadono di fumo la stanza rendendo pressoché impossibile distinguere altro che vaghe sagome all’intorno.
Il Maresciallo e i suoi, evidentemente agevolati dalle loro attrezzature a combattere in quelle condizioni, iniziano a bersagliare gli intrusi, ferendo lievemente Paxton benché Selanne lo avvolga in uno scudo di Forza. Il generale fredda uno degli operatori con una granata, ma riesce solo a rallentare le operazioni degli altri consentendo l’ingresso di quattro scout nel tunnel prima che sia sigillato. Sigil avanzando a spada sguainata nella stanza inizia a falciare i mist trooper. Talon ne aprofitta Per sottrarre i visori ad un morto e, tornando a vederci, ingaggia in mischia il Maresciallo Fantasma che stava bersagliando Sigil. Paxton raccoglie la maschera di un altro morto e la fa indossare a Selanne. La Jedi schianta con la Forza un terzo mist trooper sul soffitto uccidendolo.
Intanto gli operatori ai computer iniziano ad immettere nella stanza un gas venefico.
Talon, benché aggredito in corpo a corpo con un manganello anche dall’ultimo mist trooper, riesce a mettere ko il Maresciallo con un sapiente uso dei punti di pressione…
Nel frattempo al nord Drake è riuscito coi suoi scout trooper a riattivare i due ultraleggeri schiantati ed è partito alla volta del tempio del Sole Morente.

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor
Punti esperienza: 6 punti a testa

Marshall Ghost

22 aprile 2018
Capitolo V, Sessione 17

Drake, assunte le sembianze di Glovoc inganna il custode Dork inducendolo a raggiungere il suo padrone. Si accorge poi purtroppo che il figlio della tempesta è ignaro di dove si trovi Glovoc e ha deciso di recarsi semplicemente al Tempio del Sole Morente.
Drake decide ugualmente di tornare sul luogo della propria cattura assieme ai tre scout che ha persuaso a seguirlo, per vedere se trova un mezzo più veloce degli sgangherati speederbike recuperati nella base di Glovoc.
Selanne intanto è informata dal Generale Virus che, studiando le navi catturate al nemico, ha appurato che il campo elettromagnetico da esse generato impedisce il funzionamento di tutti i sistemi di comunicazione a lungo raggio che si trovano entro un paio di chilometri dai mezzi. Compreso che questo effetto di disturbo ha bloccato tutte le comunicazioni della base e non solo con la Torre di Controllo, Selanne incarica Smee, con un gruppetto di uomini, di allontanare le navi catturate dalla base, così da ripristinare le comunicazioni.
Talon interroga con i modi più brutali il figlio della tempesta prigioniero, la cui volontà risulta però ardua da piegare. Infine interviene Selanne che sostanzialmente provocandolo col mettere in dubbio la grandezza del “dio” venerato dal nativo, ottiene all’incirca le informazioni desiderate. Il nativo infatti si definisce solo uno strumento destinato al sacrificio per consentire con maggiore agio al suo dio di “ascendere alle stelle” con tutto il suo popolo. Selanne e Talon interpretano questa affermazione ipotizzando che l’obiettivo di Glovoc sia lasciare il pianeta e che per farlo possa aver attaccato Cloudfall. In effetti, allontanate le navi fonte di disturbo alle comunicazioni, Talon riesce a contattare Tonnage, Locus e addirittura, col nuovo ponte radio ormai completo, l’MCP, ma non riesce ad avere risposte da Cloudfall.
Con i droidi della base ormai sotto il diretto controllo dell’MCP, Selanne e Talon prendono con loro Virus, Eeron e il plotone 6 e partono con il mal ridotto shuttle a loro disposizione per la Torre di Controllo con l’intenzione di avvisare Paxton e muovere su Cloudfall. Smee resta in comando alla base, in compagnia di Kruger, Gereel, Vihl e Tom.
Alla Torre, conquistato il cortile, Sigil apre un varco nel portone del basamento con la spada laser ma si trova davanti un plotone di stormtrooper con fucili ionici e un olodisco acceso che proietta una sagoma dall’aria inquietante. Dall’ologramma lo sconosciuto interlocutore, il volto coperto da una respiratore ricavato nel teschio di un essere umano, si presenta come il Maresciallo Fantasma, famigerato comandante dei Mist Trooper e di tutte le forze della GM sul pianeta.
Il Maresciallo chiede a Sigil una resa immediata, minacciando di uccidere altrimenti i suoi prigionieri. Paxton interviene per contrattare e chiarisce che non si attenderà ad un avversario inferiore di forze solo perché ha un paio di prigionieri e cerca invece di trovare un compromesso. Il leader della Gilda, seppur dia l’impressione di voler temporeggiare un poco, non è però interessato alle proposte di Paxton, né a cambi di schieramento. Alle offerte di tregua risponde mostrando il corpo straziato dell’ingegnere capo Van Becker, ammonendo che quello è il destino dei traditori. Per dar ulteriore prova di fare sul serio inizia a seviziare con un coltello il comandante Dôd suo prigioniero. Dôd con le sue poche forze incita Paxton a non contrattare, ma ormai è tardi: un operatore informa il Maresciallo che “tutte le truppe sono on line” e sbucando dalla nebbia a gran velocità il catamarano gravitazionale di Becker piomba nel cortile della base scaricando i 90 droidi B1 della guarnigione, riprogrammati a vantaggio della Gilda.
Una seconda battaglia infuria nel cortile e da ambo i lati le e-web aprono ampi varchi nelle file nemiche. Riusciti con abilità a sfuggire dalla traiettoria del catamarano che aveva cercato di travolgerli, i Centauri di Revan sciamano sul fianco dei nuovi nemici e rottamano la colonna di droidi senza pietà.
Annientati tutti gli occupanti del catamarano, Paxton e Sigil si trovano con ancora gli scout e quel che resta dei loro B1 ai piedi della Torre.

Presenti: Selanne, Talon, Sigil, Eil’nor
Punti esperienza: 5 punti a testa
Destiny pool: ●●●●○

Note:
1 l’MCP ha usato quasi tutta l’energia che gli resta al lago Viron per attivare un altro shuttle da inviare a LR per riprendere la rotta di rifornimento.
2 nella battaglia alla Torre tutte le e-web sono rimaste distrutte, meno le tre montate sul catamarano.

17 aprile 2018
Capitolo V, Sessione 16
Paxton improvvisamente folgorato da una nuova idea trattiene le truppe che erano pronte ad assaltare la torre e usa le truppe droidi per creare vibrazioni nel terreno con cui inviare un messaggio a Dôd sperando che sia ancora alla propria postazione alla Torre di Controllo, in grado di monitorare i più lievi movimenti sismici.
A Last Rest Selanne e Talon sono curati dal prof. Krüger e Talon riacquista la vista, anche se il colore delle sue iridi resta profondamente impallidito.
Selanne si fa aggiornare sull’esito della battaglia e tiene a bada la brama di eccidi di Virus e le avance di Tom. Gli viene assegnata a scorta un plotone di droidi battezzato “plotone numero 6” con a capo il droide Roger cui è stato attribuito il grado di capitano. Eeron giura a Selanne che sarà d’ora innanzi sempre al suo fianco per proteggerla.
Talon, con l’aiuto di Kruger, distilla un siero della verità da usare sul figlio della tempesta prigioniero.
Al nord Drake penetra nei sogni dei suoi avversari storditi e ottiene informazioni e persuade a collaborare tre dei quattro scout trooper. La volontà del figlio della tempesta risulta invece troppo tenace per essere soggiogata. Risvegliati i trooper disposti a collaborare, ordina loro di aspettarlo all’esterno, raccoglie le armi rimaste sul campo dello scontro e trova un datapad con appunti di Gore che gli rivelano come l’agguato in cui Drake era caduto fosse stato ordito dall’appuntato Blim e Dork il Custode – il nativo con la benda sull’occhio – sostenesse che gli altri imperiali fossero partiti per Last Rest. Drake si appresta a creare una illusione per indurre Dork a dargli maggiori informazioni.Alla Torre di Controllo, in assenza di risposta ai suoi messaggi, Eil’nor ordina l’assalto. Appena oltrepassato il crinale dietro cui stavano nascoste, le truppe droidi si trovano sotto il tiro di e-web posizionate dietro lo scudo energetico della base. Paxton invia allora Ken a mettere in moto la nave elettrostatica catturata per scagliarla come un ariete contro la Torre. Seppure nell’azione perdano la vita tre scout trooper, il mezzo riesce a cortocircuitare gli scudi per poi esplodere con fragore contro le fondamenta della struttura.
I droidi, suddivisi in quattro formazioni, assaltano frontalmente il costone di roccia che costituisce il perimetro della base, ma prima che lo raggiungano, piovono su di loro dal tetto della base una cinquantina di jet trooper. I Centauri di Revan, allargandosi ai fianchi dello schieramento, pure ingaggiano il nemico, ma vedono emergere dalla fitta nebbia alle loro spalle delle squadre di Mist Trooper della GM. Sigil, guidando la prima linea dei droidi, riesce a spazzare via gli artiglieri alle e-web e rivoltare le armi contro gli imperiali. Penetrato nel cortile della base ingaggia un’altra quindicina di stormtrooper a presidio.
Paxton, che controllava la situazione dallo speeder sulla collina, si trova in difficoltà, raggiunto da una metà dei jet trooper nemici. Avvalendosi che non ha senso battersi si mette alla guida del mezzo e sfugge agli inseguitori. La battaglia prosegue accesa su tutti i fronti, finché la superiorità numerica del Neo Cavalierato non schiaccia gli imperiali.
I mist trooper e i jet trooper, trovatisi ridotti a una quindicina on tutto si danno alla fuga nella nebbia, lasciando sul campo una novantina di camerati morti. Il Neo Cavalierato ha avuto meno della metà dei caduti del nemico.
Paxton si affretta a raggiungere gli scout essendo avvisato che il sergente Five, bersagliato più volte dai mist trooper, è in gravi condizioni.
Sigil con la propria spada laser apre un varco nel portone sigillato della Torre.
Presenti: tutti
Punti esperienza: 6 punti a testa
Destiny pool: ●●●●○

 

8 Aprile 2018
Capitolo V, Sessione 15

I generali Paxton e Sigil arrivano alla Torre di Controllo e Sigil si accorge che, nascosta dietro una collina nei pressi della base apparentemente tranquilla, si trova una delle navi elettrostatiche nemiche. Muovendosi in modo da non essere avvistati da alcuno, i soldati del Neo Cavalierato si portano nei pressi del mezzo e Sigil si reca in perlustrazione. A bordo trova solo un figlio della tempesta e vedendogli opporre resistenza lo abbatte. Paxton snervato e persuaso che la base sia caduta in mano al nemico ordina a tutte le forze di attaccare la Torre.
Gill Bastard si confronta in solitario con il sergente Gore e la sua scorta. L’antico soldato della Repubblica si trova circondato dagli scout trooper e assalito da Gore e dal figlio della tempesta con la benda sull’occhio. Lottando come un leone Gill resiste benché Gore, sbarazzatosi del suo fucile e impugnata una vibrolama doppia, faccia a pezzi scudo e mazza impugnati dall’eroe. Col fucile scartato da Gore, Gill riesce a stordire il guerriero guercio e impadronirsi della sua spada nera. Attingendo alla forza e alla sete di sangue impossessatasi di lui, Gill fa avvampare di fuoco la lama alchemica e la usa contro Gore, colpendolo ripetutamente fino a fracassargli l’elmo. Gore non è però meno deciso né meno brutale e tempesta Gill di colpi sino a trovare un varco nelle sue quasi impenetrabili difese e affonda la lama dentellata della sua arma nel ventre dell’avversario. Gill, avvedendosi che la ferita è mortale, ignorando dolore e perdita di sangue, abbraccia il suo assassino per colpirlo ancora. Quando Drake, percepito il pericolo nella Forza, sopraggiunge e liquida i trooper con un gesto, trova i duellanti avvinti in un letale abbraccio. Gore, avvolto dal fuoco alchemico diventa cenere davanti ai loro occhi, e Gill crolla al suolo pressoché dissanguato. Drake, incapace di curare il compagno e sentendo che la vita sta per abbandonarlo, ricorda improvvisamente le parole dettagli da Seth al momento di incaricarlo di liberare Gill, ed estrae il talismano ricevuto dallo Jedi Oscuro, invocando la Forza.
L’artefatto, diventato incandescente, emette una folgorante luce rossa che fa sparire ogni cosa alla vista di Drake. Quando l’illusionista torna a vedere di Gill non v’è più traccia.
Gill si risveglia confuso in una cabina di quella che sembra una nave della sua epoca. Vaga per i suoi corridoi vuoti sino a giungere sul ponte di comando, ove dal trono che domina la plancia riconosce il vascello come l’interdittore Sith di Glovoc: il Sole Morente.

Presenti: tutti
Punti esperienza: 4 punti a testa

3 Aprile 2018
Capitolo V, Sessione 14

Finita la battaglia per Last Rest, Paxton e i compagni rimasti in piedi si affrettano a cercare di soccorrere i feriti. Selanne è trasportata in infermeria ove però resta in stato comatoso, anche Talon è affidato alle cure del droide medico, ma la prognosi è che occorre tempo e trattamenti più specifici perché possa riacquistare la vista.
Paxton intanto, con l’aiuto di Grue, Five e del Gen. Virus, cerca di effettuare qualche conteggio sull’esito della battaglia e si avvede che nonostante i cento ottanta morti e gli ottanta prigionieri lasciati sul campo dal nemico mancano all’appello il sergente Gore e quasi una intera compagnia di trooper. Il collegamento con la persistente assenza di notizie da Dôd e dalla Torre di Controllo è immediato…
Paxton e Five conducono una perlustrazione delle vicinanze per assicurarsi non ci siano altre minacce nascoste nella nebbia e trovano e catturano due vascelli gravitazionali a propulsione elettrostatica abbandonati sul campo dal nemico.
Sigil cerca intanto di interrogare il figlio della tempesta catturato da Talon. Il nativo, ormai monco di un braccio, sembra però rifiutare quasi a priori di dialogare con quella che percepisce solo come una macchina. Sigil riesce solo a strappargli poche parole e sentirsi dire che presto tutto il pianeta si inginocchierà dinnanzi al dio del Sole Morente.
Nel frattempo giungono alla base due trasporti MTT che il Generale Virus aveva chiesto in segreto all’MCP per assicurarsi la vittoria. Lasciati cinquanta B1 nuovi alla base, Paxton prende i Centauri di Revan e i due trasporti MTT e parte per la Torre di Controllo in modo da accertare l’accaduto.

Nella loro prigione nel nord, Drake e Bastard, discusso su quanto appreso dall’antico manoscritto ritrovato, cercano di attuare un’evasione. Con la Forza, Drake attira uno sventurato scout trooper ad aprire la porta e Bastard lo sgozza con una lama ricavata dai resti del lampadario della cella. Perlustrando le segrete Gill si impossessa, oltre che delle armi del carceriere morto, di una rudimentale ma letale mazza e di uno scudo trovati in una stanza piena di quelli che paiono trofei strappati a nemici sconfitti… in mezzo ad essi Gill ritrova anche l’elmo di Nei Dvorr.
Così attrezzati i due fuggiaschi risalgono al piano principale della struttura. In una anticamera Gill trova e uccide brutalmente a mazzate due scout trooper. C’è anche, crivellato di colpi, ciò che resta del droide IG che aveva con sé Drake alla cattura, ma i due non lo degnano di troppa attenzione.
Benché Drake voglia fuggire subito, Gill vuol ad ogni costo menar le mani e esplora il misterioso Palazzo. Il luogo pare deserto e Gill trova dapprima solo interminabili camerate, stanze che paiono sufficienti ad ospitare centinaia di persone e in cui però non vi è più nulla. Sembra che la base sia stata abbandonata di recente e che sia stato portato via anche ogni tipo di suppellettile.
Da una delle porte adiacenti al trono ove Gill aveva visto Glovoc pochi giorni prima, l’evaso accede ad una ulteriore anticamera, ore delle voci oltre la porta e sfondandola si trova davanti un grande tavolo di pietra con incisa in basso rilievo una mappa e, a studiarla, Gore, il figlio della tempesta con la benda sull’occhio e quattro scout trooper. Il clone osserva il nuovo venuto mentre una rabbia sanguinaria evidentemente gli sale al volto, si calca l’elmo in testa e ordina ai suoi di ucciderlo.

Presenti: tutti
Punti esperienza: 5 punti a testa

25 Marzo 2018
Capitolo V, Sessione 13

Lo squadrone condotto da Five, girando attorno al grande Generatore della base, arriva alle spalle delle forze del comandante Gemm cogliendole alla sprovvista e mettendole in rotta. Il sergente God, appena sopraggiunto sul luogo per sfuggire alla carneficina in corso sulle mura, è falciato senza pietà dai biker trooper, lieti di vendicarsi dell’arrogante sottufficiale. Five ingaggia invece lo stesso Gemm. Il comandante clone si trova rapidamente circondato da una dozzina di biker trooper che cominciano a vorticargli attorno in cerchio, sparandogli da tutti i lati. Il clone, serrato nella sua pesante armatura, con due pistole blaster in mano cerca di rispondere al fuoco, ferendo anche Five, finché questo non lo abbatte con una raffica delle mitragliatrici della propria speederbike.

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Nel collasso del fronte sud, i Mist Trooper della Gilda Mineraria sferrano però un ultimo colpo di coda: un loro plotone sottoponendo i difensori delle mura ad un fuoco costante colpisce anche Selanne, che crolla al suolo priva di sensi. Celermente tre Mist Trooper si issano sugli spalti e agguantano la dookessa inerme. Mentre due la tengono saldamente stretta, mostrandola alle truppe nel cortile, il terzo le punta il suo shotgun alla testa e intima la resa alle forze della Confederazione, minacciando che non esiterà ad ucciderne il leader qualora non deponessero le armi. Ancora una volta Sigil si sente chiamato ad intervenire e compiendo un azzardo reso plausibile solo dalla sua grande fede nella Forza, il cavaliere d’acciaio lancia la propria spada laser, che disegna una luminosa ellissi nell’aria e raggiunge vorticando i Mist Trooper decapitando in un solo colpo i tre aguzzini di Selanne, che resta libera e illesa.  Con sicuro gesto Sigil, richiama quindi a sé l’arma, trionfante.

Al muro nord invece è il sergente Grue a guidare il secondo squadrone dei Centauri a spazzare via gli assalitori. Individuato il leader nemico, il sergente gli conduce contro le sue truppe. Alla vista di questo figlio della tempesta, una sinistra figura con indosso una maschera spaventosa e una armatura composta di antichi orpelli, accompagnato da un cucciolo di gatto chlovi, Grue e diversi dei suoi si trovano paralizzati dal terrore. Altri biker scout si fanno ugualmente avanti e uno dopo l’altro, con più scariche delle loro mitragliatrici, abbattono anche questo avversario.

Tempest Child One

Il Generale Paxton, osservando la scena, prontamente interviene a invocare la resa del nemico e l’intera compagine intrappolata contro il muro nord, vedendosi perduta, getta le armi. I Centauri di Grue, trovandosi la strada libera, proseguono fino al portone della fortezza, accerchiando e costringendo alla resa Mist Trooper e Storm Trooper sopravvissuti del fronte sud, che si stavano lì raccogliendo.

L’ultimo figlio della tempesta, ancora in comando delle truppe imperiali ormai in cima al bastione sud, raggruppa i suoi spacciando diversi droidi veterani del settore e con un colpo del suo blaster ferisce gravemente Talon Shirazai, che resta completamente accecato. L’ex spia imperiale, con la forza della sua rabbia e disperazione, pur non vedendo l’avversario, lo carica, balzandogli addosso  e sopraffacendolo in un selvaggio corpo a corpo, mentre i droidi restanti liquidano i trooper rimasti.

Ignari di essere gli ultimi combattenti rimasti del loro esercito, i jet trooper e gli scout entrati nella base, cercano di farsi strada sparando sino al Centro di Controllo, ma nella colluttazione con i droidi IG un colpo di blaster centra la bomba di Kruger, che detona annientando all’istante uomini e droidi presenti nello stretto corridoio. Kruger e Virus sigillano rapidamente le porte di Centro di Controllo e Infermeria, ma non hanno modo di raggiungere la porta sulle mura e il gas letale inizia a spandersi all’esterno.

Il Generale Paxton e il comandante Smee, si avvedono immediatamente dell’accaduto e ordinano l’evacuazione immediata del personale umano, si rendono conto però che sarà tutto vano se qualcuno non sigillerà la porta della base. Impedendo di sacrificarsi a Smee, già gravemente ferito, Paxton si calca una maschera antigas sul viso e si tuffa dal tetto sul muro di cinta sottostante, in mezzo al gas. Con determinazione, restando in apnea, il generale preme i comandi di chiusura manuale della porta e poi si rotola giù dalle scale, nel cortile, fuori dalla nube tossica, che inizia a dissiparsi. Paxton constata con sollievo di essere riuscito nell’impresa e di essere miracolosamente illeso. Sigillato ogni accesso del corridoio, Kruger attiva il sistema di decontaminazione anche per l’area invasa dal gas, ripulendola della tossina in pochi minuti.

La battaglia è vinta, i prigionieri numerosi, i feriti anche… Selanne giace inerme sui bastioni, Talon è completamente cieco, ma saldamente avvinghiato al figlio della tempesta che ha catturato, Smee e Five sono seriamente feriti, i rottami di decine di droidi da battaglia B1 costellano i bastioni di Last Rest, assieme ai corpi di circa duecento soldati in armatura bianca…

Presenti: tutti ma non Charles
Punti esperienza: (complessivi delle 4 sessioni) 30 punti a testa

inoltre:

Selanne +1 placard hunter
Paxton  +2 recruiting, + 8 combat victory
Talon  -5 betrayal
Sigil +2 support