24 Giugno 2018
Capitolo VI, Sessione IV
Nel caos che subito divampa assieme al fuoco mistico dei Figli della Tempesta, il Generale Paxton, stretto in mezzo ai suoi “Centauri”, guida con decisione e metodica disciplina la resistenza dei soldati, arretrando sotto la pressione degli assalitori sino oltre alla porta laterale da cui arrivano i suoi rinforzi. Le guerriere native incalzano i trooper con implacabile ferocia e cadono nella trappola offrendo il fianco al fuoco d’infilata del nemico. Selanne, salda accanto a Paxton, estende la sua aura di Forza per proteggere i soldati e limitare le perdite
Sigil ed E’eron scelgono invece il rischio e, fianco a fianco restano nel centro di comando, per affrontare da soli i vecchi stregoni nativi intenti a evocare globi di fuoco dall’etere. Il loro sforzo è volto a dare una chance in più a Drake di portare a termine il vero obiettivo, avvicinando Glovoc e affrontando quindi direttamente la Dea Vahl.
Lo scontro si rivela impari e, attaccato anche da altri guerrieri armati di spada, Sigil, lottando come un leone, soccombe sotto il tiro dei globi di fuoco degli stregoni, la cui capacità di appellarsi alla Forza non è limitata dal potere di Drake, ormai concentrato su ben altro…
Drake, influenzando le menti dei nemici per nascondersi ai loro occhi, riesce ad arrivare sino dinnanzi a Glovoc, che sembra ora il centro di un nexus di Forza d’incalcolabile intensità. Osservando il corpo del vecchio Sith lo si può vedere interamente avvolto da un’aura luminosa rossa e sinistra. Nelle cavità oculari vuote si vedono due lucenti e spettrali occhi di donna, come una manifestazione di pura energia. Drake, incurante dell’evidente possessione del vecchio Maestro gli si rivolge con l’usuale deferenza da discepolo, e cerca di ingannare Vahl offrendogli l’antico e prezioso artefatto che sarebbe il suo cappello. La Dea non è però ingenua e ”accetta” il dono per distruggerlo, così come intende fare con ogni altra reliquia delle altre religioni della Galassia. Con un gesto della mano avvolge il cappello nel suo fuoco mistico, annientando l’alchimia che vi celava il Cubo Abissale di Chirikyat Graush e rivelando il vero artefatto. La Dea incentra quindi il suo potere sul Cubo per annientarlo e Drake vede con orrore il fuoco iniziare a consumare l’antico e potentissimo artefatto, che egli reputava indistruttibile.
Nel frattempo, liberatisi delle loro assalitrici, Paxton e Selanne si dividono: il primo raccoglie i soldati per apprestare una nuova linea di difesa dinnanzi all’ingresso principale del corridoio che, nonostante sia un portello antilaser, sta iniziando a liquefarsi, fuso dal fuoco dell’orda di Figli della Tempesta ammassati al di là del varco. Selanne invece si affretta in soccorso di E’eron e, con la Forza, afferra e scaraventa uno contro l’altro gli stregoni uccidendoli.
All’insaputa di tutti, nella dimensione altra in cui vengono relegate le cose assorbite dal Cubo Abissale, Gill Bastard si è svegliato nella sua casa natia su Naboo, immemore di altro che la sua gioventù, ed è andato a fare un giro con la sua Speederbike. Improvvisamente ha però iniziato a vedere strani segni nell’azzurro cielo terso e scie di fuoco simili a meteore piovere sull’orizzonte.
Nella Sala Comandi di Cloudfall, Drake espande le sue sensazioni cercando l’aiuto di Glovoc, con cui era riuscito a stabilire un contatto telepatico e di cui aveva avvertito sino a quel momento la resistenza al potere di Vahl. Ora non sente più traccia della volontà dell’antico maestro, solo lo sconfinato potere della Dea, scatenato contro l’artefatto. Drake allora, sfruttando il talismano catalizzatore datogli da Set e appellandosi ad ogni suo potere, decide di giocarsi il tutto per tutto e, con immane sforzo, riesce ad ”aprire” il Cubo Abissale, dinnanzi a Vahl. Non appena aperto, un fascio di intensissima luce azzurra scaturisce dal Cubo e, secondo le speranze di Drake, risorge improvvisa, palpabile e alimentata da un’ira e disperazione sconfinate, la volontà di Glovoc.
All’apertura del Cubo, nel cielo sereno della Naboo di Gill, si apre uno squarcio infuocato. Gill scioccato si affretta verso casa, mentre la pioggia di meteore si fa più fitta.
Dinnanzi agli sguardi di E’eron e Selanne, mentre il Talismano catalizza e traduce in comando per il Cubo il desiderio istintivo di Drake, Glovoc è in maniera evidente campo di scontro tra le due opposte volontà della Dea Vahl e del Signore dell’Occhio della Mente. Il corpo di Glovoc si aggrappa ai braccioli di legno del suo trono fino a spezzarli, assieme alle sue unghie, mentre le dita trafitte di schegge affondano ancora di più nel seggio per restare aggrappato al mondo materiale. Lacrime di sangue colano dalle orbite vuote del Sith mentre le voci di Vahl e Glovoc si odono nella sala, frammiste e sovrapposte. Un grido di rabbia e di trionfo, nella caratteristica rauca voce di Glovoc sovrasta alla fine ogni altro suono ”Questo…è il mio… CORPO!!!”.
La luce del Cubo si fa abbacinante sino ad accecare tutti i presenti, per poi spegnersi, mentre il cubo si richiude, risucchiando persino l’energia dei computer della stanza, che rimane completamente immersa nell’oscurità e nel silenzio.
Drake e Selanne cercano nella Forza la presenza di Vahl, ma non l’avvertono più. Sentono invece, ancora presente con loro nel buio, Darth Glovoc. Selanne si fa luce con la spada laser e, nel suo tremulo bagliore, trova il Signore dell’Occhio della Mente, solo, sfatto, coperto di sangue e dall’aria vecchia, pallida e debole più che mai, con l’apparenza di chi si regge in piedi a stento.
Selanne gli si avvicina brandendo la spada, Drake, si affretta a porgli una mano sulla spalla invitandola alla pietà, perché il vecchio ha già patito abbastanza… Glovoc, come ignorasse la minaccia, si rivolge ai due con una voce fievole e vuota della sua usuale arroganza. ”Avete compiuto la profezia di Lahmela. Mi avete liberato. Vi sono grato… ora però dovete metter in salvo voi stessi… andate… li tratterrò io” dice riferendosi ai Figli della Tempesta che premono sulla porta ormai quasi del tutto fusa, l’acciaio liquefatto simile a lava a rischiarare il corridoio.
Selanne si rivolge a Glovoc col suo vero nome, Woch Konot, e gli chiede l’Occhio di Horak Mul. Il vecchio si strappa il ciondolo dal collo con fatica e il dolore di chi deve separarsi da qualcosa che a lungo ha stimato più della sua vita stessa, ma consegna l’artefatto alla anzat e le rinnova il monito di andarsene prima che sia tardi. La Dookessa e Drake non se lo fanno ripeter due volte, quando arrivano al corridoio lo trovano già invaso dai Figli della Tempesta, scatenati in una furia selvaggia e Paxton sta tenendo aperta la via di fuga per loro al costo delle vite dei suoi soldati. Di corsa, trascinandosi dietro i feriti, le truppe del Neo Cavalierato, ricongiunte al loro leader, si disimpegnano e richiudono dietro di sé le porte del vano ascensore. Con più turni e dando precedenza ai feriti evacuano l’area.
Talon dal bracciale del Maresciallo Fantasma riesce ad accedere alle telecamere della Sala Controllo per vedere, nell’oscurità quasi totale, una sagoma di luce iniziare a risplendere, illuminando le orde di nativi in arrivo, che improvvisamente si fermano e si prostrano in adorazione, mentre la luce aumenta d’intensità sino a bruciare l’ottica delle telecamere.
Nella Naboo della sua giovinezza, un Gill Bastard esterrefatto vede chiudersi il varco di fuoco nei cieli e calare improvvisa una notte senza stelle. Nella volta buia un solo astro brilla intensamente per poi precipitare sull’orizzonte sollevando una colonna di fuoco in mezzo alla giungla. In sella alla speederbike, Gill insegue la cometa sino alla Città degli Antichi, ove trova il cratere della stella caduta. Nel cuore della voragine fumante c’è solo una fanciulla dagli abiti carbonizzati, di fini fattezze e colorito ambrato, quando Gill la soccorre, la ragazza si sveglia…
-Dove mi trovo?
-Questa è Naboo… ma tu chi sei, da dove arrivi?
-Il mio nome è Jirany. Vengo da un mondo lontanissimo…
-Hai fatto una caduta incredibile… non so come fai ad esser viva…
-Non temere, la mia caduta non è stata nulla rispetto a quella che toccherà ad altri.

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil, Gill
Punti esperienza: 18 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 5 Charles + 1 Sigil +2
Loot epico: The Eye of Horak-mul The Eye was a Sith artifact worn by Horak-mul, a Sith Lord who lived during the fall of the Sith Empire. A golden prostheticreplacement for Horak-mul’s right eye, the Eye was fashioned for the Sith Lord sometime before 5000 BBY. The Eye was lost sometime after Horak-mul’s death that year, but Celeste Morne —a Shadow, or secret operative, of the Jedi sect known as the Covenant— recovered the artifact sometime before 3963 BBY. The artifact was stored by the Covenant in a secret safeplace in the Coruscant Undercity. A Sith commando comprising the Fallen Jedi Selanne Misas was sent by the Sith Lord Darth Glovoc to recover the artifact from its hiding place at the begenning of Darth Revan’s attack against the Repubblic. Coming in possession of the Eye, Darth Glovoc proclaimed himself ”Lord of the Mind’s Eye” and started to use the Eye to embetter his own ability of predict the future. In this way he was able to predict the fall of Darth Malak’s Empire and started looking for a way out of the conflict for himself, wich lead at the end to his exile on the unreachable planet of Nyriaan. There Glovoc put himself into stasis and leaving his disciples to watch over his sith oubliette. With time the disciples of the Sith grown into a people worshipping him like a God.
The Eye of Horak-Mul – When the Wearer of the Eye activate the Foresee Force Power can spend strain to enhance, at his own choice, Duration, Range, Magnitude or Strenght of the Power of a number of upgrades equal to the strain consumed, even if he has never purchased any of the upgrades. The Wearer gain Conflict equal to the strain spent. If the Morality of the Wearer is lower then 30 the number of upgrades gained for each strain consumed is doubled.
