Selanne, Gill e Talon sono scioccati all’apparizione davanti ai loro occhi di Charles Dexter Drake. L’illusionista, che appare sinistramente ringiovanito li saluta con fare sereno e mistico, promettendo che faranno grandi cose assieme e destando il sospetto di aver perso quel poco di sanità mentale che poteva mai aver avuto… Selanne percepisce in lui immutata l’aura impura che, da devoto delle arti oscure ha sempre avuto, ma lo sente carico di buone intenzioni. Più preoccupata che mai Selanne si affretta a tornare a parlare con Set e Amar Cross. Set condivide le sue impressioni e ipotesi su quanto avvenuto nel cubo e di come Gill avesse portato fuori del cubo, dentro di sé, parte del potere del cubo stesso, diventando un ricettacolo vivente della sua alchimia arcana. Set stesso è stupito di come, riuscendo Gill a liberarsi di questa sorta di possessione demoniaca (evidentemente grazie allo shock causato dalla morte di Paxton), Charles sia riuscito a liberarsi a sua volta. Quanto più l’ha impressionato è che sia riuscito, piegando la realtà al suo volere, a materializzare in loco il suo corpo clonato “teleportandolo” dal laboratorio di Set per incarnarvisi.
Selanne confida poi ad Amar Cross le sue difficoltà, che ora con la morte di Paxton vede crescere, e si confronta su quelli che dovranno essere i fondamenti del nuovo ordine che in qualche modo vuole creare. La perdita di Sigil e il ritorno di Drake, la loro incapacità di raggiungere un equilibrio nella Forza, la inquietano. Set la redarguisce di non illudersi di poter mai capire Drake, neppure lui che ha vissuto millenni come Jedi oscuro, immerso nelle sapienze arcane, riesce a capire veramente la mentalità di un uomo nato e cresciuto su un mondo Sith, in una cultura valoriale diametralmente opposta a quella della società Jedi e Repubblicana da cui tutti loro sono invece partiti. Terminate le riflessioni Selanne raggiunge i compagni per partecipare alle esequie di Paxton. Alla presenza delle truppe schierate della rediviva Confederazione, i cloni Smee e Ken, lo scout antareano E’eron e lo “zio” Vihl, portano a spalle il feretro sino alla pira funebre. Occhi pieni di lacrime guardano salire verso il cielo cupo le ceneri del piccolo grande uomo.
Mentre hanno luogo i funerali di Paxton, Geff Blim, persuaso dal suo colloquio col misterioso Blackhole che tornare su Nyriaan è la via giusta per ottenere vendetta e poi garantirsi definitivamente la protezione dell’ISB e una brillante carriera al sicuro nelle sue fila, parte con la sua Lambda modificata per la superficie del pianeta. Durante la discesa cova i suoi piani per assecondare i desideri dell’ISB, screditare l’IDMR e l’II agli occhi di Imperatore e Inquisitorium, ma al tempo stesso portare distruzione in quel rifugio di ribelli che è Nyriaan. La Lambda, grazie a batterie di riserva e sistemi secondari attivabili manualmente e a dispositivi di paracadute diretti con chiavi meccaniche, seppure irrimediabilmente danneggiata e con molte delle sue protezioni aggiuntive divelte, riesce a portare sani e salvi Blim e i suoi quattro abilissimi piloti oltre la calotta di nubi del pianeta. Dominando a stento la paura e le difficoltà, Blim e i compagni riescono a compiere un atterraggio di fortuna a nord di Tonnage. Scaricato il loro prezioso carico di radiofari e agganciatolo al potente landspeeder portato con loro, partono verso la città, lasciandosi dietro il relitto della navetta che sprofonda nelle melme fungose della desolata pianura. Terminati i funerali di stato, i leader del Neo Cavalierato si riuniscono nuovamente in sala tattica a dibattere sul da farsi ora che il generale è morto e raggiunti da un preoccupante messaggio di Ghia Preissola che li informa che l’impero ha chiuso tutti i canali di comunicazione col pianeta. Nell’esperienza militare della maggior parte dei presenti questo può significare solo l’imminenza di un attacco. Il Generale Virus evidenzia però che, nonostante le procedure militari imperiali siano rigide e i comandanti spesso ottusi nella loro applicazione, sembra assurdo bruciarsi a quel modo l’effetto sorpresa. Le forze Confederate sono comunque messe in stato di allerta per essere pronte ad ogni evenienza. Gill Bastard preme per arrivare a una decisione, certo che comunque questa novità imponga una scelta rapida: è il momento che almeno qualcuno dei leader del Neo Cavalierato lasci il pianeta. Le modalità per farlo garantendo di non fare saltare la copertura del governo ribelle sono tutt’altro che facili da decidere. Vengono analizzate opzioni di infiltrazione, diversivi, tentativi di fuga e persino di farsi catturare. Bastard è convinto che se un pugno d’uomini riuscisse a prendere il controllo della plancia di una delle fregate, anche con migliaia di uomini di equipaggio ostili, la situazione sarebbe gestibile… Mentre gli altri si immergono sempre più nei dibattiti, Selanne si apparta a studiare l’holocron di Taj Junak, ma non riesce a venire a capo di come aprirlo.
Quando Geff Blim è ormai pronto ad imbarcarsi per il suo pericoloso viaggio verso Nyriaan, il suo holodisco personale si attiva, proiettando una strana figura che si presenta come Blackhole.
Evidentemente rappresentante degli interessi dell’ISB, Blackhole si fa dettagliare da Blim l’andamento della sua missione e in particolare le motivazioni che hanno portato l’IDMR a decidere di collaudare la propria super arma contro Nyriaan. Aggiornato in merito, comanda a Blim di di andare davvero su Nyriaan, ma di usare il proprio ruolo per sabotare il collaudo dell’arma, dimostrare l’incapacità dell’IDMR di gestire la situazione nel sistema e possibilmente danneggiare i rapporti tra il dipartimento e l’Inquisitorium.
Su Nyriaan Selanne si reca a parlare con Set e Amar Cross. Da una parte la dookessa di stupisce di trovare sintonia tra i due, dall’altra è da loro spinta a riflettere sul proprio rapporto con la Forza. Invitata a non dimenticare, nell’abitudine a manipolarla, di ascoltarla e lasciarsi guidare da essa, piuttosto che cercare di guidarla. Troppo incentrata sul qui e ora, la ammoniscono i due, non si sta accorgendo dei segnali che giungono dalla Forza sugli eventi ed equilibri cosmici in mutamento. L’argomento passa poi sull’holocron di Taj Junak, che agli occhi dei due potrebbe essere una guida di grande rilievo nella lotta di Selanne contro l’impero, racchiudendo in sé il compendio della saggezza di generazioni e generazioni di cavalieri Jedi pelagiani, fondendo la morale e la sapienza dell’antico ordine e la diplomazia, l’astuzia e l’arte dell’inganno caratteristiche della cultura Tapani. La meditazione di Selanne è però purtroppo tragicamente interrotta dal sopraggiungere di terribili grida dall’infermeria del palazzo del Consiglio…
Quando Selanne entra nell’infermeria le si para davanti una scena raccapricciante… Il già mal ridotto Paxton sta esalando il suo ultimo respiro, le sue forze sfibrate incapaci di sostenere il trauma dell’intervento di trapianto degli occhi tentato dal dottor Shirazay per ridargli la vista.
Sia Shirazay che Bastard sono in profondo stato di shock.
Selanne cerca di immergersi nella Forza per capire se può fare qualcosa per l’amico moribondo ciò che ottiene è però la percezione come di una sorta di strana visione…
Lo spirito di Paxton è libero, ormai lontano dal suo corpo esanime. Set Harth è accanto a lui e gli sta parlando. Morto innumerevoli volte e ognuna tornato alla vita grazie alle sue conoscenze arcane, il Jedi oscuro interroga il Generale, che era stato sempre suo feroce oppositore, sul senso della sua vita e sul fatto che sia o meno pronto a unirsi alla Forza. Paxton è sereno e coerente con la filosofia di vita secondo cui ha completato il suo percorso e ignora la tentazione di chiedere aiuto al Jedi oscuro per cercare di protrarre innaturalmente la propria esistenza. Set lo saluta e con rispetto gli dona la possibilità di condividere un pensiero con ciascuno dei suoi compagni prima di diventare uno con la Forza. Loro non porteranno ricordo conscio di questo contatto mentale, ma ciò che dirà loro avrà effetti che dureranno nel tempo.
A Selanne Eil’Nor rammenta la grande responsabilità che grava sulle sue spalle: unica vera Jedi in questa galassia, lei rappresenta l’ultimo barlume di speranza per la ricostruzione l’Ordine. Per riuscire in questo arduo compito, dovrà però accettare che non tutte le scelte possono essere distinte in bianco o nero e che talvolta azioni anche drastiche possono rendersi necessarie per il bene di una causa più grande di noi. La sorte dei popoli di Nyriaan è ora indissolubilmente legata alla dookessa ed ai suoi compagni e la libertà che essi hanno pagato a caro prezzo potrebbe essere persa in un momento se non sapranno guardare avanti e comprendere il quadro più ampio.
A Talon, il generale perdona il tragico errore medico che ha causato la sua dipartita e raccomanda di costruire un legame più trasparente e sincero con Selanne e Gill. Con la sua morte, il gruppo ora dovrà rimanere più che mai unito per affrontare la smisurata potenza bellica dell’Impero e garantire la sopravvivenza della causa.
Rivolgendosi a Gill, infine, Paxton cerca per un’ultima volta di convincere l’amico ad abbandonare quegli eccessi di rabbia e violenza che costantemente hanno sconvolto e distrutto la sua esistenza. Il nuovo corpo che gli è stato dato rappresenta una seconda possibilità, un dono tanto prezioso quanto fugace che il compagno non può e non deve sprecare abbandonandosi alla furia cieca del passato.
Questo confronto con Gill ridesta la coscienza del vecchio soldato e gli fa capire che la voce di Vandar che sente nella sua mente è un retaggio malato dell’alchimia Sith del Cubo Abissale, una abominazione della Forza che lui ha portato con sé fuori dell’artefatto e di cui ora deve disfarsi. Sostenuto dall’energia trasmessagli dalle parole di Paxton, Gill rigetta la possessione diabolica di cui era vittima e si libera di ogni residua influenza del Cubo… Scatenando anche la liberazione di qualcun’altro… Charles Dexter Drake, perso in una dimensione altra, apparentemente a bordo del Sole Morente sotto attacco dei Vahla, corre disperatamente sino alla cella criogenica in cui sa essere rinchiuso Gill Bastard. Raggiuntala la apre, nel vapore che si sprigiona vede lentamente farsi distinguibile la sagoma del prigioniero e scopre se stesso… Quando riapre gli occhi è al centro dell’infermeria del palazzo del Consiglio di Locus. Accanto a lui stanno in preda allo stupore Gill, Selanne e Talon, mentre su un tavolo operatorio giace esanime il corpo di Eil’nor Paxton.
Mentre Eil’nor Paxton e i compagni dibattono intensamente sul da farsi rispetto alla gestione di Nyriaan e degli imperiali in orbita, Geff Blim ultima i preparativi per adempiere ai comandi del Direttore Generale Gideon e scendere sul pianeta. Con una lambda modificata appositamente per resistere più a lungo alle tempeste di Nyriaan e quattro piloti specialmente addestrati, Blim impara ad utilizzare dei potentissimi radiofari creati dall’IDMR per oltrepassare le nubi del pianeta e consentire alla super arma di Gideon di individuare i propri bersagli sulla superficie. A bordo Blim fa caricare anche un landspeeder e una e-web e sembra pronto a partire.
A Locus i capi del Neo Cavalierato arrivano a concludere che occorre loro un intermediario per assicurare che la loro mascherata davanti al resto della galassia continui. Su proposta di Talon, con pesanti obiezioni da parte di Selanne e Gill, inizia un avvicinamento al Vice Presidente della GM loro prigioniero, Orion Mecetti. I rischi di venire a patti con un esponente della famiglia acerrima nemica di Pelagia e Reena nonché della GM tanto odiata dai Nyriaaniti sono evidenti, ma credendo che né Souza né Lord Marr o Marvus Gereel potrebbero mai avere una influenza paragonabile rispetto all’impero, né chance di tenere a bada la Gilda stessa, sicuramente avida di rimettere in moto le proprie estrazioni di Ore, la scelta viene accettata come obbligata… Un primo abboccamento con Lord Mecetti sembra porre basi positive, ma la decisione finale è rimandata, in attesa che Paxton abbia sostenuto l’operazione che dovrebbe ridargli la vista e che non sembra rimandabile oltre e Selanne abbia avuto modo di confrontarsi con Set e il maestro Cross, riguardo a una perturbazione nella Forza e l’artefatto ricevuto da Sir Dampher di Pelagon.
4 Maggio 2019 – decimo anniversario Capitolo VIII “Verso l’ignoto” Sessione 1
Charles Dexter Drake si sveglia in stato confusionale preso a schiaffi da Savax Noor, per trovarsi assieme ai vecchi compagni sith Gim Bravura, Bastet Reynolds, Lando Ohr e al Jedi Neil Indigo, nel tempio dei Costruttori sul pianeta perduto di Xanadu.
Jirany Sha, l’autocrate dei Vahla è stata appena sconfitta e Charles ripercorre le tappe della vicenda vissuta tanto tempo prima, reincontrando i droidi dei Costruttori e la dottoressa Joni Ree e arrivando nuovamente alla navetta sul tetto mentre il Demone di Vahl appare fiammeggiante all’orizzonte.
Il passato sembra riproporsi uguale e ineluttabile, ma qualcosa in realtà è diverso. Selanne, separata dal gruppo, non riesce come in passato a persuadere Gill Bastard a aiutarla e il guerriero della Repubblica abbandona Xanadu lasciando tutto il commando di sith a terra…
Selanne riesce a raggiungere la navetta e salirvi mentre Reynolds accende i motori e, deciso a “spegnere come una candela” il Demone di Vahl, vi si schianta contro ottenendo ancora una volta di precipitare in fiamme.
L’incrociatore Nymphadora della Czerka Corp nuovamente cade sul campo di battaglia attirata dai proiettori gravitazionali dei Costruttori, mentre il caos continua a dilagare e Valha e Guardiani si scontrano.
Charles riprendendosi nella navetta si rende conto che l’assenza di Gill e la presenza di Selanne sono inequivocabile garanzia che stavolta nessuno verrà a salvarli e si troverà a condividere il destino cui avevano abbandonato Gim e Lando. Jirany riappare dinnanzi a loro, ora consapevole di essere Vahl. Offre a Gim un nuovo futuro al suo fianco, ma -forse influenzato da Charles- il veggente presentisce che la Dea lo condurrà solo alla disgrazia. Uniti Charles, Selanne e Savax sconfiggono ancora una volta Jirany, che Gim fredda nuovamente… Finalmente soli, Charles comincia a cercare di capire cosa ci faccia lì e quale sia la vera natura del luogo (e del tempo) in cui si trova. Provando a trovare nella Forza Gill Bastard, percepisce che non è nel suo medesimo piano di esistenza. Chiede aiuto a Gim Bravura, ma questi ha solo una visione del suo unico futuro incontro con Gill, che però effettivamente per Charles è passato… Ciononostante, lo stregone vi trova ispirazione e cerca di adoperare il suo potere per piegare lo spazio e il tempo “più malleabili” del non luogo in cui si trova e raggiungere quel momento in cui sa per certo dove si trovasse Gill. Assieme ai compagni, Charles appare sul ponte di comando dell’incrociatore di Glovoc, nel momento in cui pure vi si sta materializzando Vahl con i suoi guerrieri… Mentre la resa dei conti tra Sith, Jedi e Vahla si ripete inesorabilmente (e Caine Hellmann gongolando per la propria ineluttabilità assassina nuovamente Gim Bravura), Charles abbandona il campo. Disperatamente, ignorando il passato che si srotola attorno a lui, corre guidato dalla Forza sino alla cella ove è ibernato Gill Bastard. Aprendo il cilindro di stasi s’accosta nel vapore criogenico al prigioniero, per trovarsi faccia a faccia con se stesso e prendere e perdere coscienza…
Raccoltisi attorno a Manten’var nel palazzo del Consiglio di Locus, Selanne, Paxton, Gill e Talon iniziano a discutere il da farsi, allertati da Ghia Preissola che l’Impero sta iniziando ad aumentare la pressione per riaprire le vie di accesso al pianeta. La maggior parte delle opzioni viene scartata per i rischi o i costi che potrebbe comportare per la popolazione civile e la speranza maggiore sembra legata alla possibilità di trovare un interlocutore malleabile/corruttibile tra gli imperiali in orbita. Intanto Set invita Selanne a parlare in privato per via di una perturbazione percepita nella Forza…
All’insaputa degli abitanti di Nyriaan l’impero è in movimento all’esterno. Geff Blim ha rinsaldato i propri legami con l’ISB nella persona di Carnor Jax consegnandogli le informazioni raccolte su Arasum’la e rivelando che Talon Shirazay era un agente dell’Inquisitorium e accusandolo apertamente di tradimento e responsabilità nella morte dell’Inquisitore Vorbeck. Jax consegna a Blim in compenso una frequenza su cui mandare un messaggio in codice “Blackhole” nel caso si trovasse in difficoltà. Blim accompagna quindi il Direttore Generale Gideon sino ad un campo di asteroidi ove egli tiene celata una qualche super arma in costruzione da parte dell’IDMR. Poi prosegue accompagnato dall’Inquisizione Korgan e dalla sua scorta sino a Nyriaan. Giunto in orbita avrebbe come ordini di mettersi in contatto con la superficie e capire la situazione e accordarsi per scendere sul pianeta e indagare meglio, ma l’appuntato non ci pensa nemmeno. Simulata una chiamata alla superficie, ricontatta Gideon dicendo che dal pianeta non risponde nessuno e che evidentemente i ribelli debbono avere ripreso il controllo di Locus. Privo di ogni scrupolo morale, raccomanda l’uso immediato della super arma. Il direttore generale sembra incline al collaudo e dice che presto raggiungerà Nyriaan e finalmente “l’occhio di Palpatine” potrà scrutare la superficie del pianeta. Con grande delusione di Blim, il direttore incarica però l’appuntato di scendere immediatamente sul pianeta per individuare le coordinate da bombardare al suo arrivo. Geff in preda al panico invia un messaggio alle frequenze fornitegli da Jax: “Blackhole”.
Mentre Talon è impegnato nel centro medico di Vineyard a coltivare in vitro nuovi occhi da trapiantare allo sventurato Paxton, il generale cieco si reca a visitare il compagno di disgrazia Joseph Isen. Il Cadriaan non è però in grado di comunicare, privo di coscienza e immerso in una vasca di bacta. Eil’nor ode però sospiri affranti e incontra così, nonostante il buio che li separa, la famiglia di Joseph. La moglie Isolde è molto scorata, o almeno così gli spiega la figlia Jessie. La fanciulla, che si interroga se il futuro giustificherà mai i sacrifici di suo padre e della famiglia, apprezza molto le parole di speranza del generale che ringrazia con un bacio in fronte al “caro nonnino”. Caricati tutti i propri alleati, amici, prigionieri e persino la vasca di Bacta con Isen dentro a bordo della propria navetta lambda, il gruppo decolla alla volta di Silence con la sua scorta di quattro caccia avvoltoio. Arrivati quasi a destinazione un avvertimento gracchia però dalla radio: “Siete appena entrati in una no-fly zone imperiale; identificatevi immediatamente o verrete abbattuti”.
Nel momento in cui questo avviene sono trascorse un paio di settimane da quando Geff Blim, recatosi nello studio del Direttore Supremo Gideon dell’IDMR per chiedere di avere accesso alle banche dati dell’Inquisitorium, si è trovato davanti all’hologramma del Grande Inquisitore stesso, Laddinare Torbin. Torbin ha mostrato interesse estremo per Blim, evidentemente insoddisfatto delle limitate informazioni fornitegli dall’Imperial Intelligence riguardo ai fatti di Nyriaan e al conseguente incidente di Ord Mantell. Blim non esita a dare spiegazioni, forse sempre sperando che, comprendendo i suoi superiori l’entità della minaccia, decidano di non rispedirlo sull’odiato pianeta. Blim spiega a Torbin che, differentemente da quanto emerso dai precedenti rapporti, il falso Inquisitore che aveva preso il controllo dell’incrociatore in orbita assieme ai propri seguaci riuscendo poi a fuggire da Ord Mantell non era l’unico utilizzatore della Forza sul pianeta. Blim chiarisce che, a suo avviso (i rapporti dei cloni di Cloudfall dicono che l’insurrezione è stata domata), su Nyriaan sono ancora sicuramente presenti nativi ribelli con centinaia di guerrieri guidati da utilizzatori della Forza e altri dissidenti Jedi. Infine, quando Torbin chiede notizie di Talon Shirazay, spiegando si tratta di un suo agente di cui non si è più avuta notizia, Blim dice che probabilmente è ancora vivo, ma si tratta di un traditore che si è “vilmente nascosto in un cespuglio” mentre i dissidenti Jedi trucidavano l’Inquisitore Vorbeck. Torbin, concorda con Gideon che è il caso di verificare direttamente la situazione sul pianeta ed essere pronti a un intervento radicale. A Blim chiede di essere i suoi occhi sul pianeta e di “estrarre” Shirazay per sottoporlo a interrogatorio. A Gideon suggerisce di dare priorità al collaudo di una certa super arma anziché al completamento del progetto Cloudfall, così da essere pronti a scatenare quel “terrore tecnologico” qualora si ripresentassero insurrezioni sul pianeta. Da parte sua Torbin si impegna a inviare a supporto una squadra composta dai più esperti e spietati tra i suoi inquisitori. Blim, accetta la missione e lascia i due ufficiali a parlare tra loro, ma non prima di aver chiesto a Torbin informazioni maggiori sia su Shirazay che sul misterioso Mandaloriano Ar’asumla su cui l’aveva incoraggiato a indagare Carnor Jax (ovviamente Blim dice che si tratta di una ricerca fatta per affari personali). Di Shirazay scopre che il dottore malakita ha un passato da agente del Compnor con un ruolino di servizio di tutto rispetto che data alle guerre dei cloni. Del Mandaloriano viene a sapere che l’Inquisitorium ha fatto più volte indagini in merito senza successo, ma ha solo un video che ne provi l’esistenza, risalente alla guerra civile Mandaloriana. Blim si fa inviare la registrazione e si congeda.
Appena da solo, Blim guarda il video, che risulta essere un notiziario di Keldabe risalente alla guerra e censurato. Documenta la richiesta di lealtà ai Death Watch rifiutata dal clan Dvorr. Nel video Blim vede l’incontro tra i campioni dei due clan. Appena prima dello scontro, il campione Dvorr è bloccato dal sopraggiungere di Arasum’la che lo ferma con le parole “Gev! Ni’ll vaabir ibac” (fermo, me ne occupo io).
All’apparire del guerriero tutti i guerrieri Dvorr presenti lo acclamano come Clan Protector: “CABUR Aliit”. Al suo passaggio i più si fanno da parte, altri applaudono, altri si inchinano o battono il petto in segno di rispetto, alcuni cercano di sfiorare il suo mantello, come fosse una cosa sacra. Arasum’la si rivolge agli astanti con sprezzo proclamando “BUIR cuyir olar”.
Molti Dvorr a queste parole ridono tra loro.
Arasum’la e il campione dei Death Watch si affrontano sfrecciando rapidamente coi jetpack tra le nubi basse, fuori dalla vista degli spettatori, ma pochi istanti dopo il Death Watch precipita al suolo decapitato. Nel silenzio gelido che segue, gli Dvorr estraggono le armi e partono alla carica verso i Death Watch che si ritirano frettolosamente. Blim stupito e incuriosito, sempre più intrigato dall’inspiegabile interessamento del guerriero Mandaloriano nei suoi confronti, cerca di trovare la traduzione alle sue parole “BUIR cuyir olar”. E scopre che significano “è arrivato papà”.
Su Nyriaan, Paxton non si fa impressionare dall’intimazione imperiale e con prontezza si spaccia all’interfono per il comandante Smee. Subito gli risponde una vocetta meccanica tipica da droide B1 che lamenta che è impossibile! Paxton e amici si trovano così a scoprire che Silence è ora difesa da un presidio di droidi confederati che sono incaricati di far credere ad eventuali stranieri che l’area è sotto controllo imperiale. Atterrando il gruppo appura che effettivamente il paese pullula di droidi da battaglia e caccia avvoltoio, un capitano droide lì informa che il consiglio di Nyriaan ha attribuito poteri speciali al generale Virus dandogli mandato di difendere il pianeta da qualsiasi minaccia o intrusione esterna ad ogni costo. Selanne è immensamente preoccupata di questa sorta di legge marziale instaurata da Virus e teme la riattivazione di così tanti droidi possa creare problemi, mentre Paxton è al settimo cielo, convinto che presto avrà davvero un esercito degno di questo nome.
Paxton per calmare Selanne intervista un po’ di cittadini di Silence e contatta pure Manten’var. Tutti si dicono più o meno felici della nuova situazione. L’unico membro del Consiglio ad avere votato contro ai poteri speciali a Virus è stato Ghia Preissola.
A quel punto il gruppo ne approfitta per recarsi da Skel il Saggio a recuperare l’attrezzatura che gli era stata ordinata alla visita precedente. Tutto è in regola e Paxton chiede a quel punto a Skel di provare a sviluppare una patch per migliorare i sistemi di puntamento dei B1. Il vecchio tuttofare si impegna a farlo in due settimane.
La compagnia al completo riparte allora per Locus. Al loro arrivo trovano la capitale immensamente cambiata. L’esercito nativo di Amar Cross è stato congedato, consentendo ai volontari di tornare alle loro tribù e famiglie e dedicarsi al raccolto e alle altre loro normali attività. Anche se qualche uomo di CSA e Kajidi Hutt è ancora di presidio la città è circondata, controllata e straripante di droidi da battaglia con anche un certo dispiegamento di caccia e mezzi corazzati un po’ rugginosi ma decisamente operativi.
Nel palazzo del Consiglio Manten’var, dopo essersi fatto acclamare dai quattromila B1 ammassati in piazza spiega a un Paxton in lacrime per la gioia che i nuovi generatori di energia di Krüger sono operativi e l’MCP ha riattivato circa 15.000 unità da battaglia che Virus ha dispiegato a difesa delle varie città e avamposti controllati dal Neo Cavalierato e dato ordini accurati per tenere in piedi la grande farsa verso il resto della galassia…
Su Nyriaan, Paxton non si fa impressionare dall’intimazione imperiale e con prontezza si spaccia all’interfono per il comandante Smee. Subito gli risponde una vocetta meccanica tipica da droide B1 che lamenta che è impossibile! Paxton e amici si trovano così a scoprire che Silence è ora difesa da un presidio di droidi confederati che sono incaricati di far credere ad eventuali stranieri che l’area è sotto controllo imperiale. Atterrando il gruppo appura che effettivamente il paese pullula di droidi da battaglia e caccia avvoltoio, un capitano droide lì informa che il consiglio di Nyriaan ha attribuito poteri speciali al generale Virus dandogli mandato di difendere il pianeta da qualsiasi minaccia o intrusione esterna ad ogni costo. Selanne è immensamente preoccupata di questa sorta di legge marziale instaurata da Virus e teme la riattivazione di così tanti droidi possa creare problemi, mentre Paxton è al settimo cielo, convinto che presto avrà davvero un esercito degno di questo nome. Paxton per calmare Selanne intervista un po’ di cittadini di Silence e contatta pure Manten’var. Tutti si dicono più o meno felici della nuova situazione. L’unico membro del Consiglio ad avere votato contro ai poteri speciali a Virus è stato Ghia Preissola. A quel punto il gruppo ne approfitta per recarsi da Skel il Saggio a recuperare l’attrezzatura che gli era stata ordinata alla visita precedente. Tutto è in regola e Paxton chiede a quel punto a Skel di provare a sviluppare una patch per migliorare i sistemi di puntamento dei B1. Il vecchio tuttofare si impegna a farlo in due settimane. La compagnia al completo riparte allora per Locus. Al loro arrivo trovano la capitale immensamente cambiata. L’esercito nativo di Amar Cross è stato congedato, consentendo ai volontari di tornare alle loro tribù e famiglie e dedicarsi al raccolto e alle altre loro normali attività. Anche se qualche uomo di CSA e Kajidi Hutt è ancora di presidio la città è circondata, controllata e straripante di droidi da battaglia con anche un certo dispiegamento di caccia e mezzi corazzati un po’ rugginosi ma decisamente operativi. Nel palazzo del Consiglio Manten’var, dopo essersi fatto acclamare dai quattromila B1 ammassati in piazza spiega a un Paxton in lacrime per la gioia che i nuovi generatori di energia di Krüger sono operativi e l’MCP ha riattivato circa 15.000 unità da battaglia che Virus ha dispiegato a difesa delle varie città e avamposti controllati dal Neo Cavalierato e dato ordini accurati per tenere in piedi la grande farsa verso il resto della galassia…
Raccoltisi attorno a Sir Dampher nel suo rifugio mentre Gill monta la guardia sulla navetta catturata, Selanne e compagni sono combattuti su che fare dei prigionieri. Nonostante Talon abbia già provveduto nella concitazione dei momenti appena trascorsi a far sparire alcuni dei nemici catturati, alla fine Selanne si impone, chiarendo che i prigionieri debbono restare in vita e dando lei garanzia di sicurezza anche a Sir Dampher, preoccupato per ciò che protegge… Dampher racconta quindi ai suoi ospiti la propria storia, di come egli fosse il comandante della Pelagia Star, di come sia quasi morto cercando di difendere da solo Pelagon dalla flotta imperiale, nella battaglia in cui perì anche il suo Sommo Signore Taddeus Paddox. La sua resistenza valse però il tempo di fuggire a un manipolo di nobili Pelagia cui l’erede della Casata, Theux Paddox, affidò i più preziosi tesori della famiglia. Alla guida del gruppo di profughi era Taj Junak, ultimo cavaliere Jedi di origini pelagiane, che condusse i compagni in un pianeta remoto ove vissero qualche tempo nascosti. Alla fine però Junak non poté restare a lungo celato mentre l’impero tiranneggiava attorno a lui… Venuto allo scoperto fu ucciso e i suoi compagni costretti nuovamente a fuggire. Dampher che intanto, sopravvissuto grazie a un esoscheletro, aveva raggiunto gli altri ne prese la guida e lì condusse su Nyriaan, ove la Casata aveva da anni costruito una alleanza segreta con gli Estadzjan, un popolo come loro incline alla giustizia e amante della libertà. Con commozione Dampher consegna a Selanne un holocron affidatogli da Junak. La Jedi a una fugace visione di una vecchia che mostra l’holocron a un fanciullo quando lo sfiora. Rivelato il proprio passato, Dampher accetta l’invito di Paxton a seguirli a Locus ed unirsi al Neo Cavalierato Galattico, donandogli altresì i piani della Pelagia Star conservati nel proprio esoscheletro, in cambio del loro giuramento di difendere “il futuro della Casata Pelagia”. Mentre Talon fa finta di essere da un’altra parte, Selanne e Paxton giurano prontamente e così si apprestano tutti alla partenza, è allora che Dampher rivela che tra i tesori affidatigli da Theux Paddox, oltre all’holocron e ai gioielli della corona, c’è un piccolo bimbo di un paio d’anni coi capelli rossi e un tatuaggio identificativo in fronte. Dampher lo presenta come Turée Paddox, erede di Theux, ma non scende nei dettagli. Talon ha qualche dubbio, perché sa che a livello etnico i Pelagia hanno tutti capelli scuri, mentre i capelli rossi sono un tratto distintivo di Casa Cadriaan e si domanda se tutto ciò non abbia a che fare anche con l’aiuto dato ai fuggiaschi dalla famiglia Isen, appartenente a quella Casata. Tornati alla navetta e ricongiuntisi con l’ambasciatrice Delifekete, dopo qualche avance nei di lei confronti, si decide di avvertire la Regina Teye del successo della missione e ripartire per Vineyard. Il custode del villaggio però richiama Selanne perché paghi pegno per il tabù precedentemente infranto. La conduce in una capanna, ove inaspettatamente la Jedi si trova dinnanzi a Sigil, nel corpo di un droide IG, che le chiede di consegnarle l’holocron di Taj Junak prospettandole il potere che potrà loro derivare dal possesso di quell’artefatto e dell’occhio di Horak Mul. Selanne rifiuta ancora una volta le tentazioni, Sigil l’attacca e tutto si fa buio. Selanne si risveglia nella capanna vuota se non per i resti fumanti di una candela dallo strano odore. Il custode si congratula per la prova superata e si congeda. Selanne fa analizzare la candela a Talon che dice che è un composto basato su grasso animale e funghi… Il gruppo riparte per Vineyard dove Dampher e il piccolo Turée si ricongiungono con i tre compagni superstiti commossi. In accordo con Sir Dampher e l’ambasciatrice Delifekete, Selanne e compagni smontano e prendono il potente sistema di holocomunicazione nascosto nel villaggio, che potrà costituire un notevole asset in futuro per il nuovo governo di Nyriaan. Il gruppo riparte per Vineyard dove Dampher e il piccolo Turée si ricongiungono con i tre compagni superstiti commossi. Da lì Selanne e Paxton richiamano Lord Marr e lo informano del successo della missione, ma anche del tradimento di Sir Archibald e dei suoi.
6 Punti esperienza a Talon, Eil’nor, Selanne e Gill
Selanne risponde al mantra Jedi propostogli dal Pelagia aiutandosi con appunti scritti sulla mano qualche millennio prima e ottiene conferma dell’invito al rifugio dell’esule. Con la benedizione della regina il gruppo riparte con la carovana per destinazione ignota. Intanto a Vineyard, Paxton si risveglia e viene aggiornato da Sir Archibald of Reena sui recenti accadimenti e sullo stato di salute di Isen. Senza por tempo in mezzo il generale attiva un ponte radio con la regina Teye appoggiandosi al suo rappresentante all’Enclave 9 e, informato sulla partenza degli amici, si accorda con l’ambasciatrice Delifekete per raggiungerli. Dopo un viaggio impegnativo Selanne e compagni arrivano al rifugio di Sir Dampher, un villaggio in territorio sacro. Il guardiano, un curioso personaggio con un falco chlovi ammaestrato, li accoglie chiedendo di deporre tutte le armi prima di calpestare quel suolo consacrato. In quel mentre sopraggiunge una nave del deserto Reena, con a bordo Paxton scortato da Sir Archibald e otto dei suoi. A bordo c’è anche l’ambasciatrice Delifekete, che è stata raccolta in un luogo concordato e ha fatto da guida fin lì, ma a quelli che chiedono ora di vederla viene risposto che sta riposando in cabina. Dopo rapido scambio di convenevoli e aver promesso al guardiano di far ammenda per aver portato la nave del deserto fin su territorio sacro, tutto il gruppo entra nel villaggio. In una grande capanna che nasconde una sorta di grossa turbina e qualcosa di simile ad un laboratorio medico, si presenta loro Sir Dampher. Selanne e amici non fanno a tempo a scambiare le prime cordialità con il superstite Pelagia che Sir Archibald comanda di ucciderli tutti in nome di Leobund XI Mecetti e i suoi estraggono dei lightfoil nascosti sotto le giacche e li attaccano. La colluttazione dura poco: con un cavo ad alta tensione rotto e due polli di gomma come isolanti Gill Bastard fulmina un avversario, Selanne con la Forza scaglia Archibald nella stratosfera e disarma i suoi sgherri obbligandoli alla resa. Con un trucco mentale Selanne ottiene il nome del vero datore di lavoro dei sedicenti agenti Reena: Lord Baal Jaset… qualcosa su cui indagare… Mentre Selanne e Dampher discutono sul destino dei prigionieri ( il Pelagia non vuol mettere a rischio ciò che protegge), Gill e Paxton vanno in soccorso dell’ambasciatrice che, ora è evidente, è stata fatta prigioniera. Gill sospinge la sedia gravitazionale di Paxton fino ai piedi della nave del deserto. Alla loro vista i due piloti lasciati sul posto da Archibald aprono il fuoco, ma Gill scaglia fino a bordo la sedia gravitazionale e poi li assale ottenendone la resa immediata.
Schiacciato dallo sfinimento per le mille disavventure trascorse, Paxton collassa proprio nel momento cruciale in cui si trova faccia a faccia con la regina Teye, invitato ad esporre la propria posizione politica. Mentre Selanne cerca di soccorrere Eil’nor e lo fa portare a casa del governatore, Gill si improvvisa diplomatico e dinnanzi al seguito incredulo della Regina, cerca di spiegare chi siano lui ed i compagni. Quasi inaspettatamente la regina sembra in realtà apprezzare il discorso del guerriero, che loda per aver parlato col cuore. Gill si scioglie e comincia a spendersi in complimenti mirabolanti e incomprensibili con paragoni tra Teye e l’imperatrice Teta… Quanto più colpisce la regina è però l’affermazione che Selanne è una Jeri e recisamente invita tutti alla sua Corte presso la capitale per proseguire il discorso, quindi lascia un rappresentante e una guarnigione all’Enclave e parte. Intanto a Vineyard, Talon salva la vita (ma non tre arti) a Joseph Isen e inizia a coltivare in laboratorio pelle per sanare le sue terribili ustioni. Presto è raggiunto dalla notizia del collasso di Eil’nor e si precipita all’Enclave a recuperare i compagni. Stabilizzato Paxton e lasciatolo all’ospedale di Vineyard, Selanne, Gill, Talon e lo scudiero Mordecai partono con una carovana dall’Enclave per la capitale di Teye, collocata in un luogo imprecisato nel profondo del territorio Estadzjan. Raggiunta la città, i viaggiatori si trovano dinnanzi una sorta di ricco e antico borgo conto di mura e sono condotti alla grande villa che fa da reggia a Teye. La regina e la sua Corte accolgono gli ospiti con affabilità e quando questi spiegano di essere alla ricerca di Sir Dampher di Pelagon (il capo delegazione dei Pelagia) lei immediatamente chiama all’Holocom il suo “buon amico”. Mordecai è lieto di ritrovare il suo capo vivo e in salute, gli altri sono un po’ più perplessi nel vedere che Sir Dampher è una sorta di Cyborg che durante la comunicazione è collegato a cavi energetici e tubi di drenaggio e sembra terribilmente sofferente. Quando Mordecai gli fa rapporto e Selanne si presenta come Jedi, Dampher è immensamente colpito asserisce che è sicuro il loro incontro sia avvenuto per volere della Forza e rimpiange che “Taj Junak non possa vedere questo giorno”… invita quindi Selanne e compagni a raggiungerlo nel suo rifugio per parlare di persona, ma mette alla prova la Jedi, iniziando a recitare un antico mantra e lasciando a lei il compito di completarlo : “il cristallo è il cuore della lama…”
6 xp a Talon, Gill e Selanne e anche al povero Sigil!
Mentre Selanne e Talon interrogano il Pharaoh Osorkhon convincendosi della sua estraneità al complotto contro la regina, Gill ispeziona le case abbandonate del villaggio in cerca di tracce di Paxton. In un tugurio particolarmente fetido cade in ciò che sembra un pozzo nero e, mentre col comlink chiede soccorso a Selanne, si accorge che dal fondo dello scarico si diparte un tunnel scavato nella roccia. Mentre Talon chiama un Droide avvoltoio e Selanne requisisce un destriero chlovi per affrettarsi all’uscita del tunnel, sottoterra Paxton con lo Sciamano e Blasbrebunosis che lo accompagnano, si convince di essere inseguito da nemici del Vizir intenzionati ad ucciderlo e fugge a rotta di collo. All’uscita del tunnel due nativi con quattro destrieri attendono i fuggiaschi. Caricati Paxton e Isen in sella, lo Sciamano lascia Blasbrebunosis a rallentare gli inseguitori. Gill ha quindi una brutta sorpresa quando, arrivato all’aria aperta, è attaccato da una Guerriera del Sacro Culto armata di una lama rituale che dà l’idea di saper usare benissimo… il coriaceo eroe della Repubblica è però troppo corazzato per poter essere ferito da armi così primitive e, benché più volte disarmato dalla guerriera, alla fine a mani nude riesce a sopraffarla e immobizzarla. Selanne, sopraggiunta di lì a poco, riesce a convincere la prigioniera a indicare la direzione in cui sono fuggiti gli altri. Col droide avvoltoio chiamato da Talon, quest’ultimo e Selanne raggiungono i cavalieri sulla strada maestra. Paxton è commosso a ritrovare gli amici ed in particolare il rinato Gill. Lo sciamano e gli altri nativi non mostrano alcuna ostilità, evidentemente poco consci delle macchinazioni del loro padrone. Talon si fa portare subito a Vineyard per prestare soccorso adeguato al povero Isen, gli altri proseguono poi con la navetta, portando con sé anche lo Sciamano, fino all’Enclave ove, nel contempo è arrivata la Regina. Con piacevole sorpresa trovano che regna l’ordine. In giro per l’ Enclave ci sono parecchie decine dei ben armati soldati di Teye e lei sta finendo di dare udienza a Api sotto un baldacchino eretto in piazza. All’arrivo di Selanne, Paxton e Gill, Teye congeda lo scornato Visir e accoglie gli stranieri, ringraziando per l’aiuto ricevuto e spiegando che il nobile Katmoses è stato trovato morto in casa sua, apparentemente suicida e lasciando una lettera in cui si addossa ogni responsabilità dell’omicidio di Sav. Tutti sono certi che si tratti dell’ultimo espediente di Api per cancellare le tracce del proprio coinvolgimento, ma la Regina ha deciso di non punirlo vista la sua popolarità è l’assenza di prove, convinta che, dopo gli ultimi accadimenti, sarà lo stesso Osorkhon, a tempo debito ad allontanarlo… Teye invita quindi gli stranieri a discutere di affari politici con lei, precisando però come premessa che, per il bene e l’autonomia del suo popolo, lei ha già deciso da sempre la propria politica estera e nulla le farà cambiare idea… Paxton si trova così l’imbarazzante invito di spiegare alla Regina “da che parte sta”…
6 punti esperienza a Selanne, Talon, Gill e Paxton
Selanne e Talon si recano all’accampamento del Vizir Api e discutono con lui. Api cerca di convincerli che la sua causa è meritevole del loro aiuto e la Regina Teye un tiranno dispotico. I due gli fanno capire che non sono interessati a farsi coinvolgere negli affari degli Estadzjan e il Vizir cerca di forzare la mano dando ad intendere che occorre rovesciare Teye perché loro siano autorizzati a portare soccorso a Paxton. I due non cedono al ricatto, ma Api desta veramente il loro interesse quando allude al fatto che Teye abbia stretto delle alleanze off-world con cui si è procurata armi e tecnologie per consolidare il suo dominio. Con questa preoccupante notizia, Talon e Selanne si congedano dal Vizir per indagare sull’origine di questa tecnologia e promettendo di tornare presto. Mentre Gill freme impaziente nell’attesa, all’insaputa di tutti, Paxton -ancora al villaggio di Api- riceve la visita del Pharaoh Osorkon, da cui capisce che il Vizir non aveva informato il suo padrone come promesso. Talon contatta il capo del controspionaggio Reena, Sir Archibald, e chiede notizie delle tecnologie di cui dispone Teye. Archibald però dice che i Reena non hanno mai venduto agli Estadzjan tecnologie strategicamente rilevanti e se ne posseggono sono frutto di contrabbando o di alleanze con terze parti. Decisi a far luce, confrontatisi sul tema anche con Gill, Selanne e compagni si recano a far visita anche all’ambasciatrice Delifekete. La nativa nera li accoglie calorosamente, annuncia loro l’imminente arrivo della Regina che ha inviato truppe anche a liberare Paxton dal villaggio di Api e descrive Teye come una sovrana giusta e magnanima, solo gelosa dell’indipendenza del suo popolo. Talon ha anche il permesso di vedere il comunicatore utilizzato dall’ambasciatrice per contattare Teye e appura che si tratta di tecnologia Tapani, probabilmente portata sul pianeta di nascosto. Trovato marchi di fabbricazione riconducibili anche a uno dei mondi della provincia Pelagia, l’ex spia imperiale si fa l’idea che gli alleati segreti di Teye possano essere proprio i profughi Tapani.
In cerca di ulteriori dimostrazioni di fiducia, Selanne e Gill chiedono di poter andare al villaggio dove è Paxton e chiamano la Regina. Via radio, la suadente voce di Teye garantisce loro un lasciapassare per il viaggio. Con la navetta e tutti i loro compagni, Selanne, Gill e Talon si precipitano sul luogo. Al loro arrivo trovano il villaggio già occupato da un paio di dozzine dei ben attrezzati guerrieri della Regina, che li informano però di aver catturato involontariamente il Pharaoh Osorkon e che di Paxton invece non c’è traccia. Il generale e Isen infatti, ai primi segni dell’assalto, sono stati condotti dallo Sciamano e da Blasbrebunosis in un cunicolo segreto che si smarrisce nel sottosuolo…
Selanne e Gill vanno a visitare i prigionieri, mentre Talon cerca per le strade dell’enclave informazioni che lo aiutino a capire la verità e Nei Maatyas va a spiare la casa del nobile Katmoses. Il prigioniero che aveva promesso di confessare delude però i suoi salvatori, dicendo che dirà tutto solo una volta libero e al sicuro, in quanto è convinto che, diversamente, la verità gli costerà la vita. Selanne e Gill lasciano la prigione e iniziano a studiare un piano per sostituire Talon al torturatore che deve andare a interrogare i prigionieri e temono possa mettere a tacere per sempre il sicario pentito. Gill però, convinto sia il torturatore, aggredisce un nativo dalla pelle nera e si trova braccato da una intera squadra di guerrieri neri. Talon, che intanto è venuto a sapere che il defunto consigliere Sav, Katmoses, il Vizir Api e il loro Pharaoh Osorkon, sono molto popolari e ben voluti per le loro politiche filo-stranieri, si è fatto l’idea che l’omicidio sia stato organizzato o da stranieri nemici dei Reena o da qualcuno che vorrebbe vedere un incrudimento delle politiche xenofobe della Pharaohna, la regina Teye. Deciso a far luce sui fatti, Talon riesce a introdursi in prigione come medico al seguito del torturatore e assistere all’interrogatorio dei prigionieri. Mentre il sicario pentito rifiuta di parlare nonostante le torture, il compagno scopre improvvisamente di avere la lingua sciolta dice di essere stato ingaggiato da un uomo nero col turbante (non un uomo col turbante nero come precedentemente inteso da Gill) e che i mandanti sono l’ambasciatrice delle Delifekete Nations e la Regina Teye.
L’ambasciatrice delle Delifekete Nations
Intanto nelle strade Gill è stato circondato da guerrieri neri, che si sono rivelati essere le guardie del corpo dell’ambasciatrice Delifekete. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue, Gill si arrende ed è condotto dinnanzi all’ambasciatrice. L’affascinante nativa di colore ascolta con interesse la storia di Gill, che le illustra gli eventi che lo hanno portato all’equivoco di aggredire la guardia del corpo. La donna invia il capitano delle guardie Hedge alla prigione per sapere se è confermata l’ipotesi di Gill che il mandante dell’assassinio sarebbe Katmoses. Intanto nel remoto villaggio ove è ospite di Api, Eil’nor Paxton assiste alla partenza del Vizir per l’enclave. Inteso che Api è stato chiamato là per via dell’omicidio di un suo consigliere, Paxton si offre di accompagnarlo e aiutare nelle indagini, ma gli è opposto un rifiuto in ragione delle condizioni mediche precarie sue e di Isen. Nei Maatyas invece, dopo lungo appostamento davanti alla casa di Katmoses, ha preso iniziativa e gli ha mandato un messaggio per fargli credere che un altro sicario sia in circolazione e pronto ad accusarlo, ma ha ottenuto solo che il nobile ha fatto aumentare le difese della sua casa. Alla prigione la situazione degenera, Talon e il torturatore vengono quasi alle mani quando il dottore inietta un siero al sicario pentito riducendolo in uno stato di morte apparente e alla fine i due sono espulsi dalle guardie che, turbate dall’ulteriore chiasso fatto all’esterno da Selanne e da Hedge sopraggiunto a cercare informazioni, mettono il carcere in isolamento. Mentre il torturatore si dilegua, Talon, Selanne è Hedge fanno conoscenza e il Delifekete, appreso che il prigioniero “sopravvissuto” accusa proprio lui di essere il mandante dell’omicidio invita i due stranieri a recarsi dall’ambasciatrice e raccontare la loro storia. Il confronto con l’ambasciatrice desta parecchia confusione in Selanne e Talon che cominciano a non sapere più a quale versione dei fatti credere, convinti che Gill abbia preso un granchio via l’altro. Gill è invece persuaso di aver ragione, che la prima confessione dei prigionieri fosse veritiera e il mandante sia Katmoses. La versione di Gill sembra andare particolarmente a genio all’ambasciatrice che è convinta che i tre stranieri abbiano involontariamente portato alla luce un complotto ordito da Katamosis e/o dal Vizir Api per screditare la Regina Teye e avviare un movimento volto a deporla. L’ambasciatrice si è per altro affrettata, disponendo di mezzi tecnologici inaspettati, ad avvisare la Regina invitandola a recarsi all’Enclave con il proprio esercito per prevenire il potenziale golpe. Gill, persistendo nelle proprie convinzioni si offre addirittura di aiutare i Delifekete a difendere la loro residenza da eventuali attacchi orchestrati dai complottisti. Selanne decide di andare incontro ad Api, ormai senza dubbio in arrivo, per conoscerlo di persona e avere un quadro completo della situazione. Talon va invece alla prigione per fare evadere il pentito e ottenere finalmente la sua confessione definitiva. Selanne assiste all’ingresso trionfale di Api all’Enclave, accolto da una folla plaudente e riesce a scambiare qualche parola. Il Vizir prontamente la informa che Eil’nor e Isen sono suoi ospiti ma in condizioni mediche precarie e che, risolta la questione dell’omicidio, dovranno concordare come portar loro soccorso senza incorrere nelle ire della xenofoba Regina Teye. La dookessa capisce chiaramente che quelle parole di amicizia non tolgono il fatto che Paxton è sostanzialmente prigioniero del Vizir. Talon spia l’accesso alla prigione di Api e vede come questi, accompagnato da Katmoses, porta fuori immediatamente il prigioniero che ha accusato la Regina, ignorando l’altro, che intanto si è ripreso dal sedativo. Mentre Api, con grande sfoggio di oratoria, inizia ad arringare la gente riunita dinnanzi alla prigione accusando pubblicamente la Regina Teye di essere la mandante dell’omicidio, Talon libera l’altro prigioniero, svelando a tutti che è ancora vivo e denunciando l’impostura del Vizir. Api usando tutta la propria influenza riesce a sedare il tumulto che ne segue, consegnando ambo i prigionieri e anche Selanne e Talon che lo hanno accusato, alla custodia del governatore dell’Enclave e rimandando il giudizio. Mentre Gill, avvisato dagli uomini dell’ambasciatrice che il pericolo per il momento è scampato, si avvia verso il centro dell’enclave, rinnovando però le promesse d’aiuto ai Delifekete. Selanne e Talon aiutano il governatore Tapani a guarnire la propria casa in caso di colpi di mano contro i prigionieri e si dispiegano anche una decina di droidi B1, mentre nascondono un droide avvoltoio in agguato nelle nebbie fuori dall’enclave. Così al sicuro il sicario pentito finalmente confessa e accusa come mandante Katmoses, come supponeva Gill. Poco dopo un messaggero arriva a chiedere a nome di Api un abboccamento con Selanne e Talon…
Selanne e Talon, nonostante le interminabili lagnanze telepatiche di Sigil, decidono che lo Shard se ne resterà fuori dal suo corpo molto a lungo, mentre il pericoloso Occhio di Horak Mul sarà custodito dall’ex spia imperiale, più difficilmente influenzabile dal fascino sinistro dell’artefatto. Con queste premesse, i due proseguono col loro shuttle nella ricerca di Eil’nor Paxton.Il generale intanto ha un abboccamento col Visir Api degli Estadzjan. Questi lo rassicura che lui e Joseph sono al sicuro, perché egli ritiene sacra l’ospitalità e suo dovere soccorrere dei profughi feriti. Si impegna pertanto a difenderli anche dalle severe leggi contro gli stranieri imposte dalla Pharaohna Teye, che condannano a morte chiunque varchi i confini non invitato. Paxton può solo augurarsi che i suoi amici non si avventurino in territorio Estadzjan e incontrino nelle enclavi qualcuno dei messaggeri che Api ha mandato in cerca di aiuto per il generale. Gill si risveglia dai suoi sogni infestati dal maestro Vandar e dopo un breve colloquio con Set, ottiene un ultraleggero e un droide IG che lo accompagnino a Vineyard per cercare i suoi compagni. Il ringiovanito Gill ne approfitta anche per ammiccare a Ghia Preissola suscitandone solo l’ilarità. Talon, mettendo a buon uso i sensori della nave, individua nella nebbia un motore e scopre un landspeeder attaccato da una numerosa squadra di guerrieri nativi. Calando di quota, Selanne riesce ad attirare con la Forza il mezzo, facendolo lievitare sino al portello dello shuttle e consentendo ai passeggeri di trasbordare. I nativi li bersagliano inutilmente con le loro armi, persino con un razzo, ma non riescono a far nulla contro gli scudi della nave. Selanne appura così di aver salvato Nei Maatyas, che racconta della sorte sventurata toccata a Paxton e Isen, e due profughi Pelagia. Questi si ricongiungono con gioia allo Scudiero Mordecai e si presentano come il Barone Dume e Ser Gareth. Avvistato il relitto della speederbike di Paxton e il villaggio dove potrebbe essersi riparato, dopo un rapido consulto, Selanne e Talon decidono di recarsi all’enclave 10 per cercar modi di contattare i nativi e non suscitarne ulteriormente l’ostilità. Gill arrivato a Vineyard con un lasciapassare di Lord Marr, si consulta col Ciambellano dei Reena ed è aggiornato sulla missione organizzata da Paxton in terra Estadzjan. Decide quindi di partire per l’ enclave 13 di cui non si hanno più notizie. Sul luogo trova solo devastazione e i cadaveri combusti di cinque uomini e due donne che sono stati orribilmente torturati e crocifissi. Un breve flash dato dalla Forza gli suggerisce che è la nefasta opera degli agenti della GM. Tra i resti bruciati dell’enclave, trova un holodisco danneggiato, che riporta con sé a Vineyard. Con l’aiuto del Ciambellano, riesce ad estrarre un holomessaggio rovinato, che sembra essere una comunicazione, forse addirittura di Lord Pelagia, trasmessa ai suoi connazionali fuggiaschi nelle ultime ore dell’assedio di Pelagon. Selanne e Talon, giunti all’enclave 10, si consultano con un nativo di nome Aaron, che dice loro di cercare un ambasciatore del suo popolo all’enclave 8 e di chiedere del Pharaoh Osorkhon, che regna sui territori in cui Paxton è disperso. Allo stesso modo il Ciambellano dei Reena suggerisce a Gill di recarsi all’enclave 8 per chiedere aiuto agli Estadzjan per capire che ne è stato dei suoi amici. Così lo shuttle di Selanne e Talon arriva all’enclave in simultanea all’ultraleggero di Gill e, dopo una tanto lunga separazione, gli eroi finalmente si ritrovano.
Eil’nor Paxton si risveglia nel buio nuovo della sua cecità. Capisce di essere ospite di nativi che lo hanno soccorso, e cerca disperatamente di interagire con loro, di sapere dove si trova e che ne è stato di Joseph Isen. Una donna di nome Blasbrebunosis, preposta ad assisterlo, lo conduce dallo sciamano, in una capanna fetida, ove Joseph giace dopo che il curatore nativo lo ha dovuto sottoporre ad un intervento cui non sa se sopravviverà. Paxton riesce a convincere lo Sciamano a farlo parlare subito con il “padrone” del villaggio, il Visir Api, per il quale Paxton ha ancora le lettere di introduzione di Ortari.
Nel frattempo Talon ha fatto decollare lo shuttle per porsi sulla pista di Paxton ma, appena partiti, si infiamma una discussione tra Sigil e Selanne quando il primo, ancora in possesso dell’Occhio di Horak Mul, asserisce di aver avuto una visione di Set in procinto di aprire il Cubo Abissale perché ha cessato di percepire Vahl e Drake. Selanne, dilaniata dal pensiero che Drake sia morto e sentendosi quasi responsabile per aver lasciato che fosse lui ad affrontare da solo la Dea del Caos, chiede indietro a Sigil l’artefatto per scrutare nel futuro e sapere se Charles davvero non è più. Lo Shard rifiuta però di separarsi dal sinistro oggetto di potere e impedisce anche a Selanne di toglierglielo con la Forza. Talon capisce che le cose vanno a mettersi male e allerta i droidi B1, Sigil presentendo un imminente attacco di Selanne, sfodera la spada laser e le sferra un fendente brutale. Talon fa attaccare il Cavaliere d’acciaio dai droidi che dopo alcuni colpi parati dal Jedi riescono a disarmarlo e danneggiarlo. Talon si tuffa su Sigil e lo spegne. Selanne leva lo Shard dal suo corpo meccanico e prende l’Occhio, accingendosi a meditare sulla sorte di Charles. Appena si concentra però, avvertendo di stare per accedere alla visione del futuro che cerca, percepisce anche che Talon sta per attaccarlo. La spia infatti è convinta che l’artefatto stia facendo impazzire i compagni e vuole stordirla e gettare via l’Occhio. Selanne reagisce con la Forza confinando Talon nella stiva, ma tutti e due iniziano a sentire Sigil che parla loro telepaticamente, cercando di convincerli a farsi restituire il corpo. Selanne, che era in procinto di porsi in meditazione, si ferma a riflettere, si concentra e, tornata del tutto padrona di sé, si convince che la follia che ha preso Sigil sia davvero dovuta all’influsso dell’Occhio e che sia un oggetto troppo pericoloso da usare. Pur affranta di non sapere il destino di Charles, desiste dall’interrogare il futuro. Assieme a Talon cerca di distruggere l’artefatto, ma comprende che una potente alchimia oscura lo protegge.
Nelle profondità del Cubo Abissale Charles e Vahl si fronteggiano. Alle emanazioni di fuoco della demonessa Charles oppone il suo profondo controllo della Forza, per renderle più arduo appellarsi ai suoi poteri. Provocando continuamente Vahl ad attaccarlo e rendendole sempre più faticoso attingere alla Forza, Charles induce la Dea a consumare gradatamente il proprio potere, sino ad esaurire l’energia con cui mantiene la propria anima legata all’esistenza. Anche Charles è però costretto ad annichilirsi sempre più per arrestare gli attacchi dell’avversaria. Alla fine quando sente che le loro connessioni alla Forza si sono ridotte all’estremo, Charles aggredisce Vahl cercando di utilizzare la propria capacità di sopprimere la connessione alla Forza degli altri per annientarla del tutto. Vahl reagisce però consumando la propria stessa essenza per scatenare ancora una volta il suo fuoco inestinguibile e i due ardono in un solo abbraccio, guardando potere ed esistenza dissolversi l’uno negli occhi dell’altra.
Nell’immaginaria Naboo del Cubo Abissale, Gill contempla con orrore che se di Vahl e dei suoi scheletri non resta che cenere, di Charles sembra rimasto solo il mantello. Gill fa ritorno a casa per capire cosa è stato di Jirany, sapendola in qualche modo anch’essa una proiezione dello spirito di Vahl, e in effetti la trova esangue, ridotta a un corpo consunto e cadaverico. “Avevo infiniti sogni che resteranno incompiuti” gli dice prima di ridursi in cenere. Gill non vuole accettare che Charles sia morto e non sapendo che fare, pur sapendo l’assurdità del gesto trovandosi in una sorta di sogno, chiama all’holocom il maestro Vrook Lamar per chiedere consiglio. Come sovente avveniva nella realtà all’Holocom risponde il maestro Vandar Tokare.
Esterrefatto Gill si trova a condurre una conversazione paradossale con quella che alla fine egli stesso ritiene essere solo una proiezione del suo subconscio. Vandar gli rammenta le informazioni avute da Charles e che se Vahl è morta la sua liberazione è imminente e Gill, preso dalla foga, chiede a Vandar di andare con lui a incontrare chi lo libererà dal Cubo, anche uscire con lui dal Cubo e capire come e se sia possibile soccorrere Charles. Entrando in un guscio di salvataggio precipitato dal cielo di Naboo, Gill si trova ad aprire gli occhi sulla realtà. Set lo risveglia nel proprio laboratorio, estraendolo da un liquido amniotico e gli spiega la situazione, completando così il frammentario racconto fattogli da Charles. Gill è evidentemente turbato, racconta a Set quanto successo nel Cubo chiedendogli aiuto a interpretare i fatti, intanto si dichiara però lieto della seconda occasione ricevuta e intenzionato ad usarla per liberare la Galassia dai Sith. Set promette aiuto e incoraggia Gill a riposarsi e rimettersi in sesto. Sfinito, il reincarnato crolla sul letto e si lascia al sonno. Appena socchiusi gli occhi il Maestro Vandar gli appare dinnanzi chiedendo “mancato io ti sono? Hmm?”
Non trovando i loro compagni sul campo di battaglia, Selanne e Sigil cercano di percepirli tramite la Forza, aiutati, su insistenza dello Shard, dall’Occhio di Horak Mul.
Ne ricavano scorci di visioni, una in cui assistono alle brutali torture inflitte dal capitano Markus e dai suoi ai loro prigionieri di Casa Pelagia, l’altra in cui assistono ad un dialogo tra nativi Estadzjan in cui è coinvolto un loro Visir.
Ancora privi di indizi sulla sorte dei compagni, i due Jedi si affidano a Talon che individua tracce del passaggio di landspeeder diretti a ovest.
Nelle profondità del Cubo Abissale, in una trasognata Naboo, Charles e uno smemorato Gill fanno conoscenza… Charles mette in campo tutte le proprie conoscenze del passato di Bastard per farne ritornare la memoria. Inizialmente riesce solo a fargli ricordare la loro disavventura su Dantooine e rischia di essere aggredito…
Poi Charles cerca di spiegare a Gill la situazione in cui si trovano, sia nel cubo che fuori, finché non riesce a fargli ricordare il suo anno di guerra personale contro Vahl al fianco di Set, tutti i tasselli tornano al loro posto e Gill è liberato dal velo che gli offuscava la mente…
Vahl allora si manifesta, suggerendo a Gill che, se vogliono uscire dal Cubo è combattere il nuovo imperatore Sith, dovrebbero allearsi con lei.
Quando i due rifiutano, Vahl si adira e decide di mostrare a Gill il futuro che toccherà a Naboo una volta che lei sarà libera…
Il Palazzo Reale di Theed in cui si trovano cambia aspetto, diventando simile a una costruzione Vahla e la Dea della Distruzione marcia contro i due, fiancheggiata da scheletri armati di spade laser.
La proiezione di Vahl nella distopica Naboo soggiogata dalla Dea
Charles cerca di bloccare i poteri di Vahl, ma si rende presto conto che la Forza funziona differentemente nel Cubo e i suoi poteri sembrano come attenuati. Gill, armato da Charles con la doppia vibrolama che lo aveva ucciso, inizia un duello all’arma bianca con Vahl e le sue emanazioni. Accortasi che le proiezioni della sua volontà con cui sta attaccando Gill sono indebolite dal potere di Charles, Vahl concentra su di lui i propri attacchi e dopo averlo indebolito con onde di fuoco, lo fa aggredire dagli scheletri che lo falciano senza pietà. Gill si ritrova ad affrontare Vahl da solo e intensifica la furia dei propri colpi, non sanno però che Charles ha riaperto gli occhi… in un’alta dimensione del Cubo. Più in profondo nell’abisso, in una profonda oscurità, Charles si trova a parlare con un’entità che sembra essere il Cubo stesso e che per ragioni non chiare neppure a Charles gli apre un passaggio verso un “livello più profondo” del Cubo Abissale. Precipitando nell’Abisso, Charles si trova in una sorta di grotta magmatica, ove una creatura dall’aspetto femminile ma demoniaco sembra intenta a nutrirsi di uno strano liquido che ribolle in una pozza in cui è immersa. Quando Gill, con un ultimo sforzo, riesce a trafiggere Vahl con la propria spada ed evitare che gli tocchi la sorte del comandante Gemm (perché Vahl morente cerca di avvinghiarlo in un abbraccio infuocato come lui aveva fatto col clone), Vhal e le sue proiezioni vanno in cenere. Nell’abisso la demonessa si solleva dalla pozza con occhi infiammati d’ira e Charles, alla luce anche delle parole del Cubo, comprende di trovarsi dinnanzi ad una manifestazione “più pura” dello spirito di Vahl e che questa si stava nutrendo di Gill, consumandone l’anima. Lo stregone la guarda sprezzante e le dice “ti spegnerò come una candela”.
Dopo lungo periodo di meditazione e studio assieme a Set Harth per imparare uno dei più antichi e misteriosi segreti del Lato Oscuro della Forza, l’arte del trasferimento l’essenza, Charles Dexter Drake si prepara a morire.
Alla sua richiesta, Set attiva il Cubo Abissale di Chirikyat Graush e risucchia all’interno lo stregone, distruggendone il corpo terreno.
Nei meandri del cubo Charles riprende coscienza, ma si trova risvegliato da un gruppo di strani maestri Jedi di diverse razze aliene nel mezzo di una battaglia.
Charles comprende dai loro vestiti e dalle armi antiche e dalle caratteristiche sinistre del devastato mondo che li circonda di trovarsi in un ricordo di una delle molte incarnazioni di Vahl.
Guidato dal suo istinto, lo stregone sceglie di stare al gioco e “interpretare” il ruolo assegnatogli dal Cubo del Maestro Thoil. Conosce così i maestri Jemboo, Daegoo, Tav Naaran ed Elaiza, antichi guerrieri Jedi al comando della Crociata contro il Popolo dei Vahla. Al loro fianco Charles/Thoil irrompe nell’ultima roccaforte dei Vahla, il Palazzo dello Sha, e affrontando e abbattendo le sue guerriere arriva sino nella sala del trono ove si trovano lo Sha e la sua famiglia.
Comprendendo che lo Sha è una rappresentazione onirica di Vahl, Charles la interpella direttamente cercando di smascherarne i giochi. Vahl risponde provocando a sua volta il maestro Rav, che Charles capisce essere una proiezione onirica di Gill Bastard. La Dea del Caos, che aveva già iniziato il suo lavoro di manipolazione irretendo Gill con le ambigue e melliflue parole di Jirany Sha in ripetuti incontri in una Naboo di sogno mutuata dai ricordi di Gill stesso, cerca di persuaderlo della malvagità dei Jedi e che i Vahla sono migliori di essi.
Gill/Rav cerca un compromesso tra Jedi e Vahla nel rivissuto ricordo della loro guerra, ma le due parti sono evidentemente inconciliabili. Charles provoca nuovamente Vahl additandole il fatto che il suo tempo e il suo regno sono finiti e chiedendole persino se non è stufa di questa futile lotta portata avanti per millenni e in cui è stata sempre e solo ripetutamente sconfitta. La Dea non è dell’idea e neppure disposta ad ascoltare e pone fine al sogno. Il resto del ricordo scorre immutabile davanti a Charles e Gill, con il letale duello tra lo Sha e gli Jedi, la strage dei famigliari indifesi dello Sha da parte del maestro Elaiza e l’uccisione di Rav, Thoil ed Elaiza stessa da parte della Vahla.
I due prigionieri del cubo assistono ancora alla decisione di Jemboo e Daegoo di costituire il ruolo di Custode della Diaspora prima di venire risucchiati dentro un baule aperto dagli Jedi e tuffati in un altro sogno, nel Palazzo reale di Naboo…
La capitale del Perduto mondo dei Vahla assediata dalla flotta della Crociata Jedi
9xp a Rav/Gill Thoil/Charles Jemboo/Eil’nor e Daegoo/Selanne