2 dicembre 2018
Capitolo VI, Sessione 18
Non trovando i loro compagni sul campo di battaglia, Selanne e Sigil cercano di percepirli tramite la Forza, aiutati, su insistenza dello Shard, dall’Occhio di Horak Mul.
Ne ricavano scorci di visioni, una in cui assistono alle brutali torture inflitte dal capitano Markus e dai suoi ai loro prigionieri di Casa Pelagia, l’altra in cui assistono ad un dialogo tra nativi Estadzjan in cui è coinvolto un loro Visir.
Ancora privi di indizi sulla sorte dei compagni, i due Jedi si affidano a Talon che individua tracce del passaggio di landspeeder diretti a ovest.
Nelle profondità del Cubo Abissale, in una trasognata Naboo, Charles e uno smemorato Gill fanno conoscenza… Charles mette in campo tutte le proprie conoscenze del passato di Bastard per farne ritornare la memoria. Inizialmente riesce solo a fargli ricordare la loro disavventura su Dantooine e rischia di essere aggredito…
Poi Charles cerca di spiegare a Gill la situazione in cui si trovano, sia nel cubo che fuori, finché non riesce a fargli ricordare il suo anno di guerra personale contro Vahl al fianco di Set, tutti i tasselli tornano al loro posto e Gill è liberato dal velo che gli offuscava la mente…
Vahl allora si manifesta, suggerendo a Gill che, se vogliono uscire dal Cubo è combattere il nuovo imperatore Sith, dovrebbero allearsi con lei.
Quando i due rifiutano, Vahl si adira e decide di mostrare a Gill il futuro che toccherà a Naboo una volta che lei sarà libera…
Il Palazzo Reale di Theed in cui si trovano cambia aspetto, diventando simile a una costruzione Vahla e la Dea della Distruzione marcia contro i due, fiancheggiata da scheletri armati di spade laser.
Charles cerca di bloccare i poteri di Vahl, ma si rende presto conto che la Forza funziona differentemente nel Cubo e i suoi poteri sembrano come attenuati. Gill, armato da Charles con la doppia vibrolama che lo aveva ucciso, inizia un duello all’arma bianca con Vahl e le sue emanazioni. Accortasi che le proiezioni della sua volontà con cui sta attaccando Gill sono indebolite dal potere di Charles, Vahl concentra su di lui i propri attacchi e dopo averlo indebolito con onde di fuoco, lo fa aggredire dagli scheletri che lo falciano senza pietà. Gill si ritrova ad affrontare Vahl da solo e intensifica la furia dei propri colpi, non sanno però che Charles ha riaperto gli occhi… in un’alta dimensione del Cubo. Più in profondo nell’abisso, in una profonda oscurità, Charles si trova a parlare con un’entità che sembra essere il Cubo stesso e che per ragioni non chiare neppure a Charles gli apre un passaggio verso un “livello più profondo” del Cubo Abissale. Precipitando nell’Abisso, Charles si trova in una sorta di grotta magmatica, ove una creatura dall’aspetto femminile ma demoniaco sembra intenta a nutrirsi di uno strano liquido che ribolle in una pozza in cui è immersa. Quando Gill, con un ultimo sforzo, riesce a trafiggere Vahl con la propria spada ed evitare che gli tocchi la sorte del comandante Gemm (perché Vahl morente cerca di avvinghiarlo in un abbraccio infuocato come lui aveva fatto col clone), Vhal e le sue proiezioni vanno in cenere. Nell’abisso la demonessa si solleva dalla pozza con occhi infiammati d’ira e Charles, alla luce anche delle parole del Cubo, comprende di trovarsi dinnanzi ad una manifestazione “più pura” dello spirito di Vahl e che questa si stava nutrendo di Gill, consumandone l’anima. Lo stregone la guarda sprezzante e le dice “ti spegnerò come una candela”.
7 Punti esperienza a tutti i presenti

