30 Maggio 2019
Capitolo VIII, Sessione 3
Quando Geff Blim è ormai pronto ad imbarcarsi per il suo pericoloso viaggio verso Nyriaan, il suo holodisco personale si attiva, proiettando una strana figura che si presenta come Blackhole.
Evidentemente rappresentante degli interessi dell’ISB, Blackhole si fa dettagliare da Blim l’andamento della sua missione e in particolare le motivazioni che hanno portato l’IDMR a decidere di collaudare la propria super arma contro Nyriaan. Aggiornato in merito, comanda a Blim di di andare davvero su Nyriaan, ma di usare il proprio ruolo per sabotare il collaudo dell’arma, dimostrare l’incapacità dell’IDMR di gestire la situazione nel sistema e possibilmente danneggiare i rapporti tra il dipartimento e l’Inquisitorium.
Su Nyriaan Selanne si reca a parlare con Set e Amar Cross. Da una parte la dookessa di stupisce di trovare sintonia tra i due, dall’altra è da loro spinta a riflettere sul proprio rapporto con la Forza. Invitata a non dimenticare, nell’abitudine a manipolarla, di ascoltarla e lasciarsi guidare da essa, piuttosto che cercare di guidarla.
Troppo incentrata sul qui e ora, la ammoniscono i due, non si sta accorgendo dei segnali che giungono dalla Forza sugli eventi ed equilibri cosmici in mutamento.
L’argomento passa poi sull’holocron di Taj Junak, che agli occhi dei due potrebbe essere una guida di grande rilievo nella lotta di Selanne contro l’impero, racchiudendo in sé il compendio della saggezza di generazioni e generazioni di cavalieri Jedi pelagiani, fondendo la morale e la sapienza dell’antico ordine e la diplomazia, l’astuzia e l’arte dell’inganno caratteristiche della cultura Tapani.
La meditazione di Selanne è però purtroppo tragicamente interrotta dal sopraggiungere di terribili grida dall’infermeria del palazzo del Consiglio…
Quando Selanne entra nell’infermeria le si para davanti una scena raccapricciante… Il già mal ridotto Paxton sta esalando il suo ultimo respiro, le sue forze sfibrate incapaci di sostenere il trauma dell’intervento di trapianto degli occhi tentato dal dottor Shirazay per ridargli la vista.
Sia Shirazay che Bastard sono in profondo stato di shock.
Selanne cerca di immergersi nella Forza per capire se può fare qualcosa per l’amico moribondo ciò che ottiene è però la percezione come di una sorta di strana visione…
Lo spirito di Paxton è libero, ormai lontano dal suo corpo esanime. Set Harth è accanto a lui e gli sta parlando.
Morto innumerevoli volte e ognuna tornato alla vita grazie alle sue conoscenze arcane, il Jedi oscuro interroga il Generale, che era stato sempre suo feroce oppositore, sul senso della sua vita e sul fatto che sia o meno pronto a unirsi alla Forza. Paxton è sereno e coerente con la filosofia di vita secondo cui ha completato il suo percorso e ignora la tentazione di chiedere aiuto al Jedi oscuro per cercare di protrarre innaturalmente la propria esistenza.
Set lo saluta e con rispetto gli dona la possibilità di condividere un pensiero con ciascuno dei suoi compagni prima di diventare uno con la Forza. Loro non porteranno ricordo conscio di questo contatto mentale, ma ciò che dirà loro avrà effetti che dureranno nel tempo.
A Selanne Eil’Nor rammenta la grande responsabilità che grava sulle sue spalle: unica vera Jedi in questa galassia, lei rappresenta l’ultimo barlume di speranza per la ricostruzione l’Ordine. Per riuscire in questo arduo compito, dovrà però accettare che non tutte le scelte possono essere distinte in bianco o nero e che talvolta azioni anche drastiche possono rendersi necessarie per il bene di una causa più grande di noi. La sorte dei popoli di Nyriaan è ora indissolubilmente legata alla dookessa ed ai suoi compagni e la libertà che essi hanno pagato a caro prezzo potrebbe essere persa in un momento se non sapranno guardare avanti e comprendere il quadro più ampio.
A Talon, il generale perdona il tragico errore medico che ha causato la sua dipartita e raccomanda di costruire un legame più trasparente e sincero con Selanne e Gill. Con la sua morte, il gruppo ora dovrà rimanere più che mai unito per affrontare la smisurata potenza bellica dell’Impero e garantire la sopravvivenza della causa.
Rivolgendosi a Gill, infine, Paxton cerca per un’ultima volta di convincere l’amico ad abbandonare quegli eccessi di rabbia e violenza che costantemente hanno sconvolto e distrutto la sua esistenza. Il nuovo corpo che gli è stato dato rappresenta una seconda possibilità, un dono tanto prezioso quanto fugace che il compagno non può e non deve sprecare abbandonandosi alla furia cieca del passato.
Questo confronto con Gill ridesta la coscienza del vecchio soldato e gli fa capire che la voce di Vandar che sente nella sua mente è un retaggio malato dell’alchimia Sith del Cubo Abissale, una abominazione della Forza che lui ha portato con sé fuori dell’artefatto e di cui ora deve disfarsi.
Sostenuto dall’energia trasmessagli dalle parole di Paxton, Gill rigetta la possessione diabolica di cui era vittima e si libera di ogni residua influenza del Cubo… Scatenando anche la liberazione di qualcun’altro…
Charles Dexter Drake, perso in una dimensione altra, apparentemente a bordo del Sole Morente sotto attacco dei Vahla, corre disperatamente sino alla cella criogenica in cui sa essere rinchiuso Gill Bastard. Raggiuntala la apre, nel vapore che si sprigiona vede lentamente farsi distinguibile la sagoma del prigioniero e scopre se stesso…
Quando riapre gli occhi è al centro dell’infermeria del palazzo del Consiglio di Locus. Accanto a lui stanno in preda allo stupore Gill, Selanne e Talon, mentre su un tavolo operatorio giace esanime il corpo di Eil’nor Paxton.
8PX a Selanne, Talon, Gill e il defunto Eil’nor
