03 febbraio 2019
Capitolo VII, Sessione 3
Selanne e Gill vanno a visitare i prigionieri, mentre Talon cerca per le strade dell’enclave informazioni che lo aiutino a capire la verità e Nei Maatyas va a spiare la casa del nobile Katmoses.
Il prigioniero che aveva promesso di confessare delude però i suoi salvatori, dicendo che dirà tutto solo una volta libero e al sicuro, in quanto è convinto che, diversamente, la verità gli costerà la vita.
Selanne e Gill lasciano la prigione e iniziano a studiare un piano per sostituire Talon al torturatore che deve andare a interrogare i prigionieri e temono possa mettere a tacere per sempre il sicario pentito.
Gill però, convinto sia il torturatore, aggredisce un nativo dalla pelle nera e si trova braccato da una intera squadra di guerrieri neri.
Talon, che intanto è venuto a sapere che il defunto consigliere Sav, Katmoses, il Vizir Api e il loro Pharaoh Osorkon, sono molto popolari e ben voluti per le loro politiche filo-stranieri, si è fatto l’idea che l’omicidio sia stato organizzato o da stranieri nemici dei Reena o da qualcuno che vorrebbe vedere un incrudimento delle politiche xenofobe della Pharaohna, la regina Teye.
Deciso a far luce sui fatti, Talon riesce a introdursi in prigione come medico al seguito del torturatore e assistere all’interrogatorio dei prigionieri.
Mentre il sicario pentito rifiuta di parlare nonostante le torture, il compagno scopre improvvisamente di avere la lingua sciolta dice di essere stato ingaggiato da un uomo nero col turbante (non un uomo col turbante nero come precedentemente inteso da Gill) e che i mandanti sono
l’ambasciatrice delle Delifekete Nations e la Regina Teye.

L’ambasciatrice delle Delifekete Nations
Intanto nelle strade Gill è stato circondato da guerrieri neri, che si sono rivelati essere le guardie del corpo dell’ambasciatrice Delifekete. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue, Gill si arrende ed è condotto dinnanzi all’ambasciatrice.
L’affascinante nativa di colore ascolta con interesse la storia di Gill, che le illustra gli eventi che lo hanno portato all’equivoco di aggredire la guardia del corpo. La donna invia il capitano delle guardie Hedge alla prigione per sapere se è confermata l’ipotesi di Gill che il mandante dell’assassinio sarebbe Katmoses.
Intanto nel remoto villaggio ove è ospite di Api, Eil’nor Paxton assiste alla partenza del Vizir per l’enclave. Inteso che Api è stato chiamato là per via dell’omicidio di un suo consigliere, Paxton si offre di accompagnarlo e aiutare nelle indagini, ma gli è opposto un rifiuto in ragione delle condizioni mediche precarie sue e di Isen.
Nei Maatyas invece, dopo lungo appostamento davanti alla casa di Katmoses, ha preso iniziativa e gli ha mandato un messaggio per fargli credere che un altro sicario sia in circolazione e pronto ad accusarlo, ma ha ottenuto solo che il nobile ha fatto aumentare le difese della sua casa.
Alla prigione la situazione degenera, Talon e il torturatore vengono quasi alle mani quando il dottore inietta un siero al sicario pentito riducendolo in uno stato di morte apparente e alla fine i due sono espulsi dalle guardie che, turbate dall’ulteriore chiasso fatto all’esterno da Selanne e da Hedge sopraggiunto a cercare informazioni, mettono il carcere in isolamento.
Mentre il torturatore si dilegua, Talon, Selanne è Hedge fanno conoscenza e il Delifekete, appreso che il prigioniero “sopravvissuto” accusa proprio lui di essere il mandante dell’omicidio invita i due stranieri a recarsi dall’ambasciatrice e raccontare la loro storia.
Il confronto con l’ambasciatrice desta parecchia confusione in Selanne e Talon che cominciano a non sapere più a quale versione dei fatti credere, convinti che Gill abbia preso un granchio via l’altro. Gill è invece persuaso di aver ragione, che la prima confessione dei prigionieri fosse veritiera e il mandante sia Katmoses. La versione di Gill sembra andare particolarmente a genio all’ambasciatrice che è convinta che i tre stranieri abbiano involontariamente portato alla luce un complotto ordito da Katamosis e/o dal Vizir Api per screditare la Regina Teye e avviare un movimento volto a deporla.
L’ambasciatrice si è per altro affrettata, disponendo di mezzi tecnologici inaspettati, ad avvisare la Regina invitandola a recarsi all’Enclave con il proprio esercito per prevenire il potenziale golpe.
Gill, persistendo nelle proprie convinzioni si offre addirittura di aiutare i Delifekete a difendere la loro residenza da eventuali attacchi orchestrati dai complottisti. Selanne decide di andare incontro ad Api, ormai senza dubbio in arrivo, per conoscerlo di persona e avere un quadro completo della situazione. Talon va invece alla prigione per fare evadere il pentito e ottenere finalmente la sua confessione definitiva.
Selanne assiste all’ingresso trionfale di Api all’Enclave, accolto da una folla plaudente e riesce a scambiare qualche parola. Il Vizir prontamente la informa che Eil’nor e Isen sono suoi ospiti ma in condizioni mediche precarie e che, risolta la questione dell’omicidio, dovranno concordare come portar loro soccorso senza incorrere nelle ire della xenofoba Regina Teye. La dookessa capisce chiaramente che quelle parole di amicizia non tolgono il fatto che Paxton è sostanzialmente prigioniero del Vizir.
Talon spia l’accesso alla prigione di Api e vede come questi, accompagnato da Katmoses, porta fuori immediatamente il prigioniero che ha accusato la Regina, ignorando l’altro, che intanto si è ripreso dal sedativo.
Mentre Api, con grande sfoggio di oratoria, inizia ad arringare la gente riunita dinnanzi alla prigione accusando pubblicamente la Regina Teye di essere la mandante dell’omicidio, Talon libera l’altro prigioniero, svelando a tutti che è ancora vivo e denunciando l’impostura del Vizir.
Api usando tutta la propria influenza riesce a sedare il tumulto che ne segue, consegnando ambo i prigionieri e anche Selanne e Talon che lo hanno accusato, alla custodia del governatore dell’Enclave e rimandando il giudizio.
Mentre Gill, avvisato dagli uomini dell’ambasciatrice che il pericolo per il momento è scampato, si avvia verso il centro dell’enclave, rinnovando però le promesse d’aiuto ai Delifekete.
Selanne e Talon aiutano il governatore Tapani a guarnire la propria casa in caso di colpi di mano contro i prigionieri e si dispiegano anche una decina di droidi B1, mentre nascondono un droide avvoltoio in agguato nelle nebbie fuori dall’enclave.
Così al sicuro il sicario pentito finalmente confessa e accusa come mandante Katmoses, come supponeva Gill.
Poco dopo un messaggero arriva a chiedere a nome di Api un abboccamento con Selanne e Talon…
8 px a Selanne, Gill, Talon, Eil’nor
