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13 Febbraio 2020
Capitolo IX, Sessione 2

L’Occhio di Palpatine è ancora nell’orbita del sistema di Azure.
Talon Shirazay, Ar’al Kern e Selanne continuano la loro esplorazione in cerca di tracce della battaglia avvenuta sul pianeta, che sperano possano spiegare le misteriose visioni avute dalla Jedi.

Nei pressi di un relitto dalle forme irriconoscibili, Selanne trova una cintura e pochi altri resti che sembrano legati alla vicenda su cui stanno indagando. Una nuova visione si dipana ai suoi occhi. La figura che lo ha ossessionato dal suo arrivo nel sistema, sembra essere il ricordo o lo spirito di una Jedi morta nelle guerre dei cloni e rimasto legato a quel luogo…

La voce della donna risuona ora nitida nelle orecchie di Selanne: “Anche se sono uno Jedi, non sono invincibile. Ci sono molti nella galassia che possono sconfiggermi. Ora capisco perché ci hanno insegnato più e più volte che la nostra motivazione deve essere assoluta, la nostra concentrazione totale. Ho sottovalutato il Lato Oscuro della Forza. Non lo farò di nuovo. E anche se ora so che non sarò sempre forte, non avrò paura di riconoscere quando sarò debole. “

A tal punto Selanne riesce a visualizzare il ricordo degli ultimi momenti della vita della Jedi, che ci chiamava Siri Tachi. Si trova in una situazione concitata, dove un uomo tiene sotto tiro di blaster quello che sembra un guerriero fatto prigioniero. La donna giace a terra con una ferita vistosa ma di origine indefinibile, forse di blaster. Accanto a lei un altro Jedi con la barba cerca di prestarle soccorso. Le loro parole sembrano affettuose ma sfuggono, fuorché le ultime della donna, che estraendo un cristallo azzurro dalla cinta lo consegna all’altro dicendogli ”sarò sempre con te Obi Wan” per poi spirare tra le sue braccia.

Selanne condivide il racconto della scena con i compagni di viaggio e si interroga sulle ragioni per cui la Forza ha voluto mostrarle questi eventi passati. Ar’al Kern la mette al corrente che il Generale Kenobi fu uno dei peggiori flagelli che tormentarono la CIS durante la guerra, un grande guerriero Jedi al comando di alcune delle più famigerate legioni della repubblica. Si ritiene sia morto durante l’esecuzione dell’Ordine 66 su Utapau.

Nel frattempo, sulla super dreadnought conquistata, Gill prosegue la sua personale esplorazione dell’immensa astronave. Suo malgrado, cercando di raggiungere il ponte dove erano stati lasciati i droideka per vedere se qualcuno di loro ha resistito, scopre che a sopravvivere lo scontro è stato uno dei Meca Trooper imperiali. La creatura, lacera e di macabro aspetto, lo aggredisce selvaggiamente dando il via ad uno scontro senza quartiere.

Gill alla disperazione, preso in lotta dall’enorme cyborg caccia nel suo collo squarciato una granata e lo fa esplodere dall’interno benché ricevendo egli stesso una notevole parte dell’impatto dell’esplosione.

E’ il droide tattico serie T che lo soccorre, trovandolo inerme e privo di coscienza al suolo non sa dire quanto tempo più tardi

6 PX

Risultato immagini per siri tachi
Siri Tachi, la Jedi che appareossessivamente in visione a Selanne

finalmente l’ho visto, finalmente mi sono fatto la mia idea.

Il film nel complesso, a differenza dei precedenti ha una buona trama, molto semplice ma molto solida, senza buchi logici esagerati che non siano colmabili con un pizzico di fantasia e, va detto, con un po’ di suggestioni istintive per chi ha conosciuto il vecchio expanded universe. La più grande differenza tra questo film e gli altri 2 è che qui c’è molto fan service – che negli altri era 0 – e si attinge a piene mani da logiche e concetti del vecchio EU, che prima invece era bistrattato e ignorato.
La trama, oggettivamente, è una rielaborazione con sostituzione dei personaggi, del primo capitolo della trilogia dell’EU “Dark Empire”.
E in effetti questo è anche il vero problema del film, che ha voluto chiudere per quanto possibile tutti i fili narrativi dei due film precedenti, mettere scene che ti dessero una sensazione di completamento dell’intera saga e fare la storia di buona parte dei tre fumetti di Dark Empire, tutto concentrato in un solo film. Onestamente è troppa roba.

Vado con ordine.

1) la storia
Benvenuti in Dark Empire.
La trama del primo capitolo della trilogia di Dark Empire era la seguente: alla distruzione della morte nera sono seguiti anni di guerra civile distruttiva che hanno lasciato la nuova Repubblica allo stremo. Luke sente che c’è qualcosa di oscuro che sta tirando le fila di tutto ciò, segue quindi tracce lasciate nei resti del vecchio palazzo imperiale fino ad arrivare a Byss “il pianeta segreto dell’imperatore”. Scopre che Palpatine è lì, vivo e vegeto perché da molto tempo ha preso l’abitudine di clonarsi e trasferire la propria essenza vitale da un corpo all’altro in quanto il lato oscuro lo consuma fisicamente con grande rapidità. Luke capisce che l’unico modo per sconfiggere Palpatine definitivamente è capire il modo in cui si reincarna per impedirgli di farlo e si offre come suo nuovo apprendista. Palpatine a questo punto scatena sulla galassia la flotta che aveva lentamente costruito nel frattempo su Byss. È composta da “devastatori di mondi” enormi navi che vanno di pianeta in pianeta “incenerendone” la superficie. Intanto Leia, che Luke ha addestrato come cavaliere Jedi riesce a recuperare un holocron da cui apprende ulteriori conoscenze che le consentono al momento giusto di aiutare Luke. Alla fine loro due si confrontano insieme con Palpatine e la luce del loro legame unita è troppo forte per l’imperatore: Palpatine stava generando una tempesta di forza per spazzare via la nuova Repubblica e Luke e Leia riescono a ridirezionarla contro di lui.

Okay, ora sostituisci Kylo a Luke e Rey a Leia e cambia il nome del pianeta Byss in Exegol e hai esattamente la trama del film.

Dark Empire poi andava avanti e ci sono altre cose di quei fumetti che sembrano riprese in questo film, anche a livello di estetica per esempio. Le guardie e i Jedi oscuri che seguono Palpatine in Dark Empire sono esteticamente simili ai cavalieri di Ren. Exegol è esteticamente una via di mezzo tra Byss e Korriban (il pianeta natale dei Sith, pure presente in DE) e ha anche molto del pianeta Malachor così come apparso in Rebels (quando l’ho visto ho pensato fosse quello).
Leia ha in questo film un ruolo che in qualche misura mi richiama quello che aveva in Dark Empire il personaggio di Vima da Boda una Jedi sopravvissuta all’ordine 66 che aiuta gli Skywalker.
Poi ci sono altri elementi presi da altro expanded universe. Il potere straordinario di curatrice di Rey e la sua attrazione inedita per il lato oscuro richiamano il personaggio di Cade Skywalker di SW Legacy.
Il concetto di un imperatore Sith immortale, ossessionato dalla distruzione dei Jedi e di buona parte del cosmo come strumento per completare il proprio status semi divino è presente non solo in Dark Empire, ma anche in The Old Republic e nei libri su Darth Bane e Darth Plagueis.

Tutto questo mi ha portato a percepire anche le parti che nel film vengono meno approfondite e spiegate della storia come “familiari” e facilmente digeribili.

Però è evidente che non fosse stata progettata così questa trilogia e questo concentrato di roba è un disperato tentativo di rimettere assieme i cocci rotti di quanto distrutto dall’8.

Ci riesce in fin dei conti molto bene secondo me. Non credo si potesse fare granché meglio con le premesse da cui si partiva… Però non riesce comunque a centrare l’obiettivo finale, perché c’è troppa carne al fuoco e restano dei difetti, perché senti che ci si sta arrampicando sugli specchi tante volte e le scene “clue” mancano di pathos.

2) cosa non funziona

nel precedente c’erano troppi colpi di scena fino ad arrivare al ridicolo involontario e alla confusione dello spettatore. Qui ci sono pochi colpi di scena e sono tutti telefonati e tutte le cose che dovrebbero creare situazioni drammatiche sono smorzate alla scena successiva.

Quando il ”Reylo” si mette a contendere la navetta spaziale è evidente finirà per farla esplodere. Me lo hai telefonato, a questo punto ammazzalo davvero Chewie e amen, tanto per il ruolo che gli hai dato nei film precedenti quasi non capisci perché agli altri debba importare di lui. Comunque vabbè, ok, andare a salvarlo serve a cementare l’unione tra i protagonisti e far fuori Hux e far entrare in scena il nuovo generale cattivo [che serve solo a sostituire Hux con uno figo dopo che sto personaggio te lo ha bruciato l’8 rendendolo ridicolo].
Però lo stesso discorso vale per D3BO. Sta storia della lingua Sith impronunciabile fa molto lingua nera di LOTR ma ci può stare, crea una fase nel complesso divertente. Ma se resetti la memoria di D3BO per poi ridargliela 5 minuti dopo, cosa c’è di drammatico?? È come per Chewie.
Poi Palpatine. Il fatto che mi dici già dai titoli che è tornato è sì un reset completo necessario rispetto all’8, ma toglie molto il pathos dell’arrivo di Kylo su Exegol. Poi nel complesso certo il mega piano complessivo di Palpy ti fa pensare che, poverino, ormai l’età avanza e ha perso parecchio di lucidità 😅 … ci può stare più che altro perché deve giustificare tutte le cavolate dei film precedenti. Ma è stato un errore non scegliere un piano definitivo a cui lui dovesse attenersi a discapito di tutto e tutti. Palpy cambia troppe volte idea in corso d’opera. Prima vuole Ren come apprendista e Rey morta, poi Rey come suo veicolo per reincarnarsi e regnare come una unica entità. Poi vuole solo prosciugare la vita di tutti e due (però allora visto che ci sta riuscendo perché non lo fa e basta? Perché butta via Kylo e tiene lì Rey dandole tempo per riprendersi?).

Nel complesso Palpy risulta un cattivo “indeciso” e oltretutto immensamente facile da sconfiggere alla fine. Sembra un cannone di vetro tipo Selanne [;P]. Può distruggere l’universo da solo, ma se lo guardi negli occhi scoppia.
Anche i ritorni di Lando, Wedge e vari altri personaggi secondari ci stanno, ma sono telefonati e gestiti in modo che non mi ha dato emozioni.

3) cosa funziona (ma non basta)
Finalmente tutti i protagonisti, buoni e cattivi [o poi sono buoni anche loro??] agiscono come un gruppo e hanno dinamiche tra loro carine, peccato restino compresse in troppo poco tempo…
I comprimari inutili/sbagliati dei film precedenti sono eliminati [es. il baro che non appare più, Hux stesso in maniera fisica] o messi da parte [la inutilissima Rose] a vantaggio di nuovi personaggi carini (le controparti femminili di Finn e Poe) peccato anche questi non abbiano veramente spazio adeguato.

Perché il problema generale è che ORMAI ERA TROPPO TARDI 😕

Direi che alla fine il meglio in assoluto sia stato come hanno gestito la redenzione di Ren. Su quello io non ci avrei scommesso un nichelino, invece sono riusciti a gestirla in una maniera tale da essere fin credibile. Effettivamente solo una azione combinata Rey/Leia e un salvargli la vita in extremis potevano giustificare un suo cambiamento (con pure la presa di coscienza di essere stato manipolato da sempre da Palpatine come premessa. Anche il fargli “rivivere/rielaborare” la morte del padre è stato un passaggio sapiente per gestirsi la cosa. E sono riusciti davvero a fare uno spessore al personaggio che nell’8 manco si sognava.).
In quest’ottica io ho anche visto/interpretato la ricostruzione della maschera di Ren. Il modo in cui sono presentati i cavalieri di Ren fa capire che la maschera, così come lo pseudonimo di Kylo, derivava da loro e dal dover dimostrare di essere uno di loro per poterne essere il leader e averne la fedeltà. Kylo nei due film precedenti ha fatto a meno di loro e si è tolto la maschera convinto di non averne bisogno per essere un Sith. Quando scopre che c’è ancora Palpatine non si sente più sicuro. Quindi deve fare vedere esternamente che lui è un duro e può continuare a comandare lui e per questo si va a circondare di sti bestigor dall’aria inquietante, “demoni” come vengono chiamati dai troopers, che sono la dimostrazione che lui è figo e forte. Ma per tenerseli appresso deve tornare ad essere uno di loro e quindi si rimette la maschera. Ciò non toglie che i commenti dello stato maggiore alla cosa siano la scena più stupida del film [”a me piace” però ciò da anche la misura che rispetto all’8 qui c’è la seritetà di un dramma shakespeariano].
Nel complesso Ren mi è piaciuto molto in questo film, senza paragoni rispetto ai precedenti.

4) il senso.

Eh…. Dura trovarlo 😅😅😅
Allora chiaro che non si può dare un senso alla visione di insieme della trilogia perché non c’è un vero legame tra l’8 e il resto, nonostante gli sforzi di farci credere ci sia: soprattutto il rapporto duale del Reylo, ma anche tutte le risposte che cerca di dare ai problemi dell’8 con eliminazioni e revisioni di personaggi vari e addirittura il fantasma di Luke che dice in pratica “no ma devi capire che non ero nel pieno controllo delle mie facoltà, sennò non avrei mai fatto quelle assurdità” (il fantasma che riafferra la spada al volo è proprio uno schiaffo a Johnson da parte di Abrams)…

Se togliamo l’8 e guardiamo solo la ”trilogia compresa” di Abrams il senso può essere in parte quello che era di Dark Empire, ma traslato su una nuova generazione… Là il senso era “Anakin ha riportato l’equilibrio nella forza attraverso i suoi figli” e quindi Luke e Leia ASSIEME erano la fine ultima dell’imperatore… Qui diventa un po’ più incasinato… Ci dice che Rey e Ren sono due facce della stessa medaglia. Uno nasce dal bene e fa il male, uno nasce dal male e fa il bene. Alla fine solo con l’amore e la scelta consapevole di controllare/rinnegare la parte oscura che sta dentro a tutti noi si può sconfiggere il male. Anche il male assoluto, la somma di tutti i mali. Anche se a volte hai l’impressione che le tue radici affondano nel male e non nel bene (consentitemi la metafora, l’uomo figlio del peccato originale) se tu scegli il bene puoi diventarne il campione, indipendentemente dalle tue origini. La via della luce è aperta a tutti. Non ci sono vincoli di sangue o pedigree che contino. Chiunque può diventare uno Skywalker. Penso alla fine sia questa la morale. Assieme al fatto che solo l’amore salva. Ren salvato da madre e innamorata (perché sì insomma per la gioia del fan service questo film è anche il trionfo del Reylo), ci mostra che l’unica via di redenzione è lì, nell’amore e nel perdono. Anche se hai distrutto 8 sistemi stellari nel primo film 😅 .
Fai ancora a tempo a redimerti in punto di morte e la mamma, la ragazza e la Forza ti perdoneranno…
Io l’ho visto così e alla fine non è nemmeno male come messaggio.
Anche se lo scontro finale, come dicevo prima, mi ha deluso, mi domando se non sia intenzionale che Rey distrugge il male assoluto semplicemente andandogli incontro con una croce di luce, formata con le spade che furono di tutta la famiglia Skywalker… Fa molto “vade retro satana”… E nel frattempo Ren butta via la sua “croce rovesciata infuocata” 😅 rinnegando la sua precedente scelta di culto del male.


Magari sono solo viaggi mentali miei… La cosa delle spade fatico a non vederci un messaggio simbolico, perché altrimenti ci voleva talmente poco a trovare un modo “più fico” di far fuori Palpatine invece di esporsi al rischio di meme e critiche legate al fatto che Palpatine è recidivo nei suoi errori 😆 [si è quasi fatto ammazzare da Windu in quel modo e mo’ ci riprova 😅😅😅; come la lezione della Morte Nera che non gli va giù e continua a rifarla più grossa o moltiplicata in versione flotta]…

Comunque diciamo che il film in sé scorreva ed era godibile. Probabilmente rivedendolo potrebbe anche piacermi di più col tempo… E uno alla lunga magari dimentica l’8 e riesce a vedersi sti due, se c’ha voglia, senza avere le convulsioni…. Chiaro che era meglio se tutto dall’inizio fosse andato diversamente. Ma questo ultimo film penso ci abbia dato il meglio che potevamo pretendere al punto cui eravamo arrivati o quasi…

19 Settembre 2019
Capitolo VIII, Sessione 11

Persuaso l’inquisitore Korgan e i suoi scherani a seguirlo in un mistico viaggio alla scoperta dei segreti degli antichi Sith, Charles Dexter Drake il Magnifico si esibisce ancora una volta in una delle sue leggendarie sparizioni. Rubando la nave di Ar’al Kern e approfittando che i suoi droidi pilota hanno disinnescato i blocchi dell’hangar, Charles trascina a bordo i servitori dell’inquisitorium ormai totalmente mesmerizzati dal suo potere e decolla impostando una rotta dimenticata da decine di secoli da tutti fuorché lui… Dromund Kaas antica capitale dell’impero Sith in cui nacque…

Grazie al diversivo fornito da Charles, Talon Shirazay riesce a mischiarsi mascherato da storm troopers alle truppe d’assalto imperiali che stanno entrando nella base e poi, nel caos della battaglia tra queste e le forze del Neo Cavalierato Galattico, si ricongiunge con i compagni consegnandosi ai droidekas guidati dal droide tattico Serie-T di Gill Bastard.

In tal modo raggiunge senza essere notato Gill, Selanne e Ar’Al, proseguendo nell’incursione verso il ponte di comando. Trovatisi dinnanzi alla figura avvolta nell’ombra che gli ostruisce la via verso l’ultimo turbo ascensore, Talon con sorpresa estrema vi riconosce l’inquisitore Vorbeck, suo antico capo, che credeva morto ucciso da Set Harth al Tempio del Sole Morente svariati mesi prima.

L’inquisitore cerca di persuadere Talon ad assisterlo a porre agli arresti Selanne e Gill, dando ad intendere che tutto quello che hanno fatto e li ha portati sin lì rientrasse in un piano ben preciso suo e dell’Imperatore Palpatine. Talon esita e cerca di prendere tempo. L’inquisitore, come avvedendosi improvvisamente che Selanne è una Jedi la sfida a duello, la dookessa però non ha tempo e voglia di giocare con Vorbeck e sradicando con l’uso della Forza una roccia di mole immensa dal soffitto scavato nell’asteroide la usa per schiacciare l’inquisitore. La roccia friabile del tunnel, destabilizzata si sgretola e un mare di detriti frana addosso a Selanne e compagni, che però ne escono solo un po’ contusi.

Gill aiuta una delle guardie del corpo di Ar’al rimasta intrappolata nelle macerie a liberarsi e non trovando praticamente che pochi brandelli identificabili come i resti di Vorbeck, tutti decidono di proseguire. Aperto il turbo ascensore vi trovano però dentro, come ad aspettarli Charles Dexter Drake.

Drake inizia a raccontar loro la storia di “Darth Malak il Gentile” e poi cerca di persuadere i compagni a partire assieme a lui per Dromund Kaas… Talon che però ha assistito al Dun Moch con cui Drake ha irretito Korgan e i suoi, capisce di star vedendo una registrazione del dialogo tra lo stregone e l’inquisitore… Inizialmente il gruppo pensa si tratti di un hologramma, quando appurano che però è una figura solida, gli scaricano addosso una potente scossa di taser. Sembra quasi che il sedicente Drake cortocircuiti e improvvisamente il suo aspetto muta in quello di Vorbeck ed estratta la spada laser attacca gli eroi. Rapidamente il redivivo inquisitore viene fatto a pezzi da Gill e compagni; quando il guerriero repubblicano lo trapassa con la sua vibrolama sente il rumore di metallo perforato e ingranaggi frantumati. Il sembiante di Vorbeck scompare e lascia il suo posto a quello di un droide color ruggine… Talon lo riconosce come un Droide Infiltratore TC-SC uno dei più avanzati ritrovati tecnologici al servizio di I.I. e I.S.B., si tratta di robot assassini rivestiti di una multispectrum disguise suite che consente loro di mutare il proprio aspetto in quello di persone che hanno avuto modo di studiare od osservare anche tramite registrazioni.

A cercare un ultima volta di frenare la salita sul turbo ascensore del gruppo appare nuovamente una proiezione olografica del Direttore Supremo Gideon, che li informa che ormai tutti i loro sforzi sono vani: i droidi spia sono serviti al loro scopo, rallentandoli sino all’arrivo di rinforzi dalle fregate e loro non possono più sperare di far nulla. Gill Bastard lo deride, trova in questa intimazione solo motivo per sigillare il turbo ascensore da cui sono arrivati al corridoio e affrettarsi a salire con l’altro verso il ponte di comando.

5xp a tutti

Capitolo VII, Sessione 2

Ritrovatisi all’Enclave 8, Gill, Selanne e Talon, dopo qualche ragguaglio sugli ultimi sviluppi e il racconto delle disgrazie di Charles e Sigil, iniziano ad affrontare i piani per concludere la loro missione in territorio Estadzjan, confrontandosi finalmente con i tre Pelagia che hanno salvato.

Superate le iniziali diffidenze, i Pelagia si offrono di introdurre i nuovi alleati al Consigliere Sav, braccio destro del Visir Api, in modo da scoprire se effettivamente Paxton è nelle mani dei nativi. In cambio i condottieri del Neo-Cavalierato aiuteranno i Pelagia a riprendere i contatti con il loro capo, unico altro sopravvissuto dei dieci rifugiati giunti su Nyriaan.

Le cose si mettono però subito male, quando Gill, Selanne e Ser Gareth trovano il Consigliere Sav strangolato nel retrobottega della taverna locale. Gill viene a sua volta aggredito da quattro sicari nativi, dopo aver ucciso i primi due, strappa agli altri la descrizione del mandante dell’omicidio e, in preda alla frenesia di venire a capo del mistero, corre a cercare l’uomo misterioso per strada. Convinto di riconoscere il mandante in un nativo di passaggio, Gill rapisce lo sventurato Katmoses, uno dei maggiorenti del luogo e lo trascina sino ai confini dell’Enclave, inseguito da un nugolo di guerrieri nativi. Convinto che tanta ostilità sia la conferma dei suoi sospetti, Gill fa strage dei malcapitati soccorritori finché non giunge a fermarlo Zio Vihl, mandato da Selanne a cercarlo. Vihl inquadrata la situazione redarguisce Gill e lo rispedisce sullo shuttle del neo-cavalierato dopo averlo costretto a mascherarsi per non incorrere nella vendetta dei nativi. Poi, con consumato cinismo, Vihl finisce l’eccidio dei nativi per non lasciare testimoni scomodi e riconduce Katmoses nell’abitato, manipolando i residenti dell’Enclave a credere che lui lo abbia eroicamente salvato da un attentatore straniero rimasto ucciso nello scontro.

Il nobile Katmoses

Anche Talon e Selanne cercano di far quadrare i conti coi sicari catturati e li conducono per essere giudicati davanti alla maggior autorità nativa presente… nientemeno che Katmoses!
Tutti sembrano essersi bevuti la storia di Vihl, e Katmoses condanna i prigionieri ad essere scuoiati e dati in pasto ai chlovi, ma uno dei due giura a Selanne e Talon di dire loro tutta la verità se tenuto in vita.
Selanne e Talon riescono a persuadere gli altri nativi a mettere i due prigionieri sotto custodia in attesa di avere un giudizio del Visir Api stesso , mentre riaffiorano i sospetti verso il notabile Katmoses che si è rivelato pronto a condannare i due quasi senza guardarli…

5 XP a tutti i presenti

Capitolo VI, Sessione 17

25 Novembre 2018

Nelle lande nebbiose che circondano l’Enclave Tapani numero 10 nel territorio Estadzjan, il Generale Eil’nor Paxton e il suo nuovo amico Joseph Isen sfrecciano a cavallo della speeder bike di Nei Maatyas, per distrarre le truppe del Capitano Markus, mentre Nei ne abbatte gli uomini uno ad uno col proprio fucile di precisione.

Sergeant Aral, Mist Troopers Squad Leader

Il luogotenente del Maresciallo Fantasma non è però persona da prendere sottogamba e coordinando il sergente Aral e la sua squadra di Mist Trooper, simultaneamente conduce l’assalto alla casupola in cui sono asserragliati i superstiti della Casata Pelagia e affronta Paxton. I combattenti per la libertà non riescono ad impedire ai Mist Trooper di irrompere nel nascondiglio dei Pelagia, ma Nei, impossessatasi di una strana arma in possesso di un nemico abbattuto, scarica una potente onda di energia stordente sull’edificio mettendo k.o. tutti gli occupanti.

In breve sono ancora in grado di combattere in nome della GM soltanto Markus e Aral, ma potrebbe essere più che sufficiente. Non facendosi scrupolo ad usare armi con ampi raggi di detonazione e colpire anche i propri uomini, i due, a bordo di landspeeder, braccano Eil’nor e Joseph, martellandoli di colpi. Joseph dopo aver subito ferite incapacitanti a diversi arti, non si trova più in grado di pilotare. Paxton, seppur ferito, prende il controllo della speederbike e cerca di proseguire la lotta, ma finisce accecato da una granata incendiaria lanciatagli addosso da Markus.

Quando la speederbike in fiamme si allontana a tutta velocità nella nebbia, fuori controllo, con a bordo Eil’nor e Joseph privi di sensi, Markus decide che è il momento di rivolgersi all’ultimo nemico rimasto, e liquidarlo prima che ne arrivino altri. Nei infatti si è introdotta nel Nascondiglio dei Pelagia, ha liquidato sommariamente i Mist Trooper svenuti e sta cercando di rianimare i due nobili Tapani che giacciono al suolo storditi.

Il primo ad attaccare è Aral che cerca di aggredire Nei con una lama inserita nella corazza del suo avambraccio, la scout di Silence riesce però a sfuggirgli e disarmarlo. Quando i Tapani rinvengono, Aral si trova in inferiorità ed è liquidato da Nei. Makus non si dà però per vinto e intensificando il fuoco disarma la scout e ferisce uno dei due Tapani, l’altro però riesce ad abbatterlo con un colpo ben mirato alla testa.

Captain Markus, Lieutenant to Marshall Ghost

Quando lo shuttle del Neo Cavalierato arriva alle coordinate trasmesse da Joseph Isen una decina di minuti prima, trova un campo di battaglia coperto agenti della GM morti e nessuna traccia dei propri alleati…

Altrove nel profondo della nebbia, Paxton, agitandosi in stato di semi incoscienza, tormentato da ferite e ustioni, sente voci con il tipico accento dei Nativi che discutono cosa fare di quei due stranieri che hanno osato infrangere i confini del loro territorio e decidono che sarà il Visir a giudicarli…

 

6 XP a tutti

Capitolo VI, Sessione 15

11 novembre 2018

Raccolto a bordo Joseph Isen di Cadriaan e inviati all’Enclave 9 Sigil e zio Vhil, Paxton e compagni decidono di chiudere sul nemico la trappola preparata e volano col loro shuttle a tutta velocità sulla pista del tank della Gilda Mineraria. a metà strada tra l’enclave 9 e 10, raggiungono il mezzo e decidono, per essere certi di fare prigionieri, di attaccarli in maniera non proprio convenzionale… avvicinatisi quanto basta in volo, Selanne usando la forza fa uscire di carreggiata e ribaltare sul fianco il colossale Iron Crawler A-19. Il mezzo in avaria apre comunque il fuoco con  il cannone della sua torretta e Talon decide di metterlo a tacere hackerandone i sistemi ancora una volta. L’ex spia imperiale sembra sicura del fatto suo ma, o perché ci mette troppo impegno, o perché sottovaluta i meccanismi di auto-asservimento del mezzo, invece semplicemente di spegnerlo lo fa esplodere in una terribile scarica di energia.

l’A-19 della GM

Atterrati accanto al relitto con circospezione, i leader del Neo Cavalierato cercano superstiti, ma i sensi Jedi di Selanne le rivelano che il mezzo non ha aveva equipaggio a bordo. Assaliti dal dubbio di essere stati raggirati dal Capitano Markus, sospettando che questi sia rimasto all’enclave 9 e volendo comunque avvertire i Pelagia nascosti alla 10, Paxton e Selanne decidono di dividersi. Il generale prosegue per l’enclave 10 infilandosi in un improvvisato papoose che Joseph Isen si carica sulle spalle e montano assieme in sella alla speederbike di Nei Maatyas che, dando prova delle sue capacità di pilota, parte a tutta velocità nella nebbia. Selanne e Talon decollano per tornare di gran carriera all’enclave 9, arrivati in prossimità riescono a contattare Sigil che però riporta loro che la situazione è tranquilla e ha appena fatto conoscenza con il sedicente Iain Segg, in realtà lo Scudiero Mordecai di Casa Pelagia. Talon, perplesso, si affretta a consultare di nuovo il pad del Maresciallo Fantasma e trova un messaggio di Markus ad attenderlo… “ordine recepito stop rilevata urgenza stop sequestrati mezzi celeri stop proseguiamo obiettivo successivo stop firmato MARKUS stop”. Fulminato dalla comunicazione, Talon realizza che il loro piano di deviare Markus sull’obiettivo successivo si è ritorto contro di loro per l’eccesso di zelo dell’ufficiale della GM. Raccolti senza perdite di tempo Mordecai, Sigil  e i loro accompagnatori di Casa Cadriaan (la moglie e la figlia di Isen), ripartono per avvisare Paxton del pericolo cui va incontro. Per accelerare i tempi fanno sostituire al posto dei pilota uno dei B1 dalla moglie di Isen, Isolde che parte spingendo allo stremo i propulsori, avvisata che il marito è in pericolo.

Isolde Isen di Cadriaan

Nel frattempo Paxton è in effetti incappato in pieno nel pericolo. Attirati da lampi di colpi di blaster nella nebbia, Eil’nor, Nei e Joseph arrivano in vista di un piccolo edificio quadrato, circondato da Mist Trooper della gilda che stanno assediando gli occupanti. Paxton, dopo qualche esitazione, decide nonostante l’inferiorità, di approfittare dell’elemento sorpresa e ingaggiare i soldati della Gilda, se non altro per dare qualche speranza alle loro vittime. Coperto da Nei e dal suo fucile di precisione, Eil’nor si lancia contro un Mist Trooper intento a preparare qualche diavoleria, e lo ingaggia… purtroppo ci vuole poco per capire che i Trooper sono ben addestrati e coordinati tra loro e il Generale deve battere in ritirata, pure un po’ contuso, mentre arrivano altri soldati della Gilda in soccorso. L’obiettivo di distrarre fuoco dalla casa sembra comunque raggiunto e, mentre Nei abbatte a fucilate uno degli avversari, Eil’nor si ricongiunge coi compagni. Con lo speederbike cominciano a muovere velocemente nella nebbia cercando di confondere e attirare su di loro i nemici, mentre Nei, passando di nascondiglio in nascondiglio li bersaglia… si domandano però se Selanne e Talon, chiamati nel frattempo da Isen, arriveranno mai in tempo…

7 XP a tutti i presenti: Talon/Charles, Selanne, Eil’nor

Ecco le soluzioni del disegno, con tutti i 63 elementi da individuare.

Premi per i partecipanti:

Charles Shirazay: 12 Punti esperienza

Selanne Misas: 16 Punti esperienza

Eil’nor Paxton: 16 Punti Esperienza e in game riceverà un Holocron per aver azzeccato tutti i PG e un companion per aver azzeccato PA e PA mancante: Wittin! (ed essersi accorto che mancava anche Eil’nor Paxton)

per festeggiare il 3° anniversario della fine della campagna di KotOR ho portato a termine un’impresa iniziata quando avevate da poco lasciato il mondo perduto di Xanadu… ritrarre in un’unica panoramica tutti i PG della campagna e i loro principali amici…

è stata dura ma ecco il risultato… l’immagine è piccola, non si può fare il poster… ma eravate davvero troppi…

ne consegue ovviamente grande concorso a premi…

obiettivo: identificare correttamente tutti i PG, PA, PNG e artefatti raffigurati… vi do un aiuto… ci sono davvero tutti, e anche qualcuno di più. Potete aiutarvi con i profili catalogati nel nostro fantastico e rinnovato sitho enciclopedico per identificarli, ma – siate onesti – non potete aiutarvi tra di voi con consigli e pareri: è una gara.

In palio:

  • fino a 20 XP da spendere in campagna in base al numero di elementi correttamente identificati [ci sarà un x per ogni elemento identificato e dei malus in caso di errori :P]
  • un Datacron di Storia della Vecchia Repubblica per chi identifica correttamente tutti i PG [in game, il datacron è un artefatto che dà gradi in Lore]
  • un nuovo Companion in Game per chi identifica tutti i PA e [attenzione] identifica correttamente il PA mancante, perché sì, cacchio, me ne sono dimenticato uno… [lo aggiungerò post concorso]
  • un nuovo Artefatto in Game per chi identifica tutti gli oggetti-artefatti rappresentati [attenzione si intende cose non senzienti, tipo no i droidi; se vedete un oggetto o arma particolare va identificato, ovviamente il comune blaster no]
  • l’opportunità di scoprire [ovviamente in game] un grande segreto della campagna che altrimenti potrebbe non essere mai svelato a chi identifica correttamente tutti i PNG raffigurati. Questa è davvero difficile…

Vi do un ulteriore aiuto: eccezion fatta per i PG, non per tutti i rappresentati c’è u profilo sul Sitho….

5 agosto 2018
Capitolo VI, Sessione VII

Rientriati in pieno possesso della Base Cloudfall e momentaneamente arginato il rischio di attirare le attenzioni della flotta imperiale in orbita, i leader del Neo Cavalierato si ricongiungono con il maestro Amar Cros che si congratula con Selanne per aver debellato l’antica maledizione che affliggeva i popoli di Nyriaan e col Generale Virus, entusiasta della nuova vittoria. Con Virus tutti hanno però da ridire, avendo appreso che, senza consultarsi con alcuno e contrariamente alle disposizioni più volte ricevute, ha fatto terminare tutti i piloti imperiali catturati dalle sue truppe. Selanne, non volendo entrare in aperto conflitto col droide, delega a Sigil di fargli capire che questa storia deve finire. Il Cavaliere d’Acciaio però si lascia facilmente convincere dal Generale Virus che non si può trasformare Nyriaan in un immenso campo di prigionia e che l’eliminazione fisica dei nemici è la soluzione di gran lunga migliore. Alla fine Selanne e Paxton entrano nella discussione e riescono a persuadere il comandante separatista che, nell’ottica di una futura estensione del conflitto con l’Impero su scala extra-planetaria, in mancanza di fabbriche di droidi, occorre cercare di convertire alla causa quante più persone possibile, ivi compresi tutti i prigionieri.

Nel frattempo giunge alla base una navetta lambda con a bordo Ghia Preissola e Set Harth. Mentre l’ex spia della Repubblica è evidentemente sconvolta per la morte di tutti i suoi uomini rimasti alla base, il jedi oscuro sembra corrucciato e quasi invecchiato rispetto all’ultimo colloquio con Selanne.

Harth chiede di vedere il Cubo Abissale e con misteriosi gesti di potere studia l’oggetto, confermando che sia l’anima di Gill che quella di Vahl sono preservate al suo interno. Selanne subito avanza alcuni moniti verso Set, nei cui confronti nutre evidentemente ancora qualche diffidenza, nonostante si sia abituata a “quel suo modo di fare e parlare misterioso”… Set garantisce che ci tiene quanto tutti gli altri a salvare Gill, ma che la faccenda è complicata, rischiosa e che sta ai leader del Neo Cavalierato decidere che priorità darle in mezzo alla miriade di problemi che bisogna affrontare.

In particolare il jedi oscuro spiega che l’unico modo di salvare Gill è che un utilizzatore di Forza abbastanza potente entri nel cubo, distrugga l’anima di Vahl -tramite un confronto di volontà simile a quello con cui Drake distrusse l’anima di Chirikyat Graush- e poi a quel punto lui potrà intraprendere un complesso rituale di alchimia Sith con cui consentire alle due anime nel cubo di reincarnarsi in nuovi corpi. In tal senso accenna al fatto di aver già iniziato a coltivare in laboratorio un clone di Gill, così da potergli dare una seconda opportunità. Quest’idea di “giocare” con le anime della gente turba non poco la coscienza di Eil’nor Paxton che si intromette cominciando un interrogatorio serrato a Set sulle sue azioni e i suoi motivi, dichiarando apertamente di sentirsi fastidiosamente manipolato da questa sorta di cinico burattinaio. Set nega di aver manipolato Paxton e compagni, sostenendo aver soltanto cercato di farli rientrare in gioco sullo scacchiere galattico partendo con in mano le migliori carte possibili, perché riteneva che “la Galassia avesse bisogno di gente come loro”. Nega di aver loro taciuto informazioni vitali o parti fondamentali dei suoi piani, che non immaginava con loro di risvegliare Vahl, ma solo Glovoc e non si sognava neppure che questi avesse nascosto nelle Regioni Proibite un intero esercito.

Cattura

Set Harth

Talon Shirazai incalza a questo punto Harth chiedendogli direttamente quali siano i suoi obiettivi e piani per la Galassia, in modo da capire se abbia senso la loro alleanza. Set dice semplicemente di non avere piani per la Galassia: ha deciso il proprio ruolo nella Galassia millenni addietro e non è né quello di conquistatore né di salvatore. A lui interessa solo potersi fare i fatti propri in una Galassia “vivibile e in equilibrio”, per questo auspica la fine del dilagante Oscurantismo e della dittatura dell’Impero, però, se si è speso a “mettere in moto” una ribellione ed è disposto ad aiutarla con le sue capacità e conoscenze, non ha intenzione né di esserne il leader né di sacrificare ad essa i propri interessi o rischiare personalmente. Gli importa di avere un piede a terra su un mondo irraggiungibile per l’Impero come può essere Nyriaan e auspica che Selanne possa essere la persona giusta per avviare un movimento che riporti l’equilibrio nella Forza e magari diffondendo un nuovo credo che abbracci l’idea – come lui ha fatto da sempre –  che Luce e Oscurità possono convivere e non necessariamente in conflitto. Un’idea che garba tantissimo a Sigil, un po’ meno ad altri… Talon comunque si dice soddisfatto della risposta e ritiene i presupposti per collaborare permangano. Selanne pure sembra abbastanza dell’idea e appare interessata soprattutto a sfruttare le capacità di Set per liberare Gill, costi quel che costi. Paxton è lungi dall’essere soddisfatto ed è evidentemente disgustato dall’idea che un utilizzatore della Forza così potente possa aver speso non una ma molte esistenze pensando pressoché solo a se stesso, senza mai provare a fermare i cataclismi che periodicamente affliggono la Galassia e comportandosi quasi come se questa fosse il suo parco giochi… Il discorso è troncato da Drake che si offre volontario per entrare nel cubo e salvare Gill, tutti convengono però di ritardare la decisione finale a dopo l’imminente riunione del Concilio di Nyriaan che sta per riunirsi a Locus e partono per la capitale.

 

 

Su insistenza di Paxton i leader del Neo Cavalierato partono a bordo di una delle navette catturate all’impero rifiutando il passaggio offerto da Set, sulla cui nave salgono però Charles e Ghia.

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il maggiore Wessel

Nelle profondità dell’iper-spazio Geff Blim, liberatosi della sorveglianza dei suoi cosiddetti alleati, riesce a contattare il Maggiore Wessel e chiede aiuto per liberarsi dei Figli della Tempesta. Wessel ordina a Blim di procurarsi prove tangibili dell’accaduto e quindi far uscire la nave dall’iper-spazio, inoltrando preventivamente le coordinate a lui, così da organizzare una adeguata accoglienza…

Blim si pone a studiare la situazione e, vedendo che sulla traiettoria dell’Intrepidous si trova il Bright Jewel Cluster, si perde nelle memorie della sua ultima missione in quel settore, a Ord Mantell… Nonostante abbia lasciato su quel mondo le dita del piede destro e abbia rischiato di peggio decide di uscire dall’iper-spazio proprio lì: i Figli della Tempesta saranno una giusta punizione per quel pianeta infame…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Geff, Sigil
Punti esperienza: 10 punti a testa

29 luglio 2018
Capitolo VI, sessione VI

Nell’orbita di Nyriaan, le fregate della flotta imperiale iniziano a manovrare per abbordare la loro ammiraglia. Vedendole preparare il salto nell’iperspazio, solo uno dei tenenti di vascello ha il coraggio di far aprir il fuoco contro lo Star Destroyer. Gli armamenti della fregata non riescono però a infliggere danni rilevanti nello scafo corazzato della nave da battaglia che effettua il salto. A bordo i comandanti cloni dell’Intrepidous cercano di abbattere il portellone della plancia per capire cosa stia succedendo. I figli della tempesta ormai in comando, per lo stupore di Geff Blim, scannano diversi operatori di plancia e si imbrattano di sangue per sembrare stormtrooper feriti. Il finto inquisitore intima a Blim di prepararsi a reggere il gioco: degli ammutinati hanno ucciso il capitano e l’inquisitore ha represso l’insurrezione.

Quando la porta si apre Blim però, cede al panico e fugge urlando in cerca di un guscio di salvataggio, solo dopo un po’ si accorge che sono tutti bloccati essendo nell’iperspazio.

Su Nyriaan i ribelli ormai in possesso di Cloudfall riaprono le comunicazioni con la flotta in orbita e imbastiscono una messa in scena atta a far credere che sia tutto sotto controllo: dicono che purtroppo l’inquisitore Vorbeck è morto, il Sistema Cloudfall danneggiato, il governatore Souza disperso ed il comandante SM33 (Smee) è l’ufficiale più alto in grado rimasto, ma i nativi che avevano attaccato la base sono stati sconfitti e respinti. Rassicurano i comandanti di flotta che i piloti scesi sul pianeta sono vivi e in salute anche se non ancora alla base e non c’è urgenza di inviare aiuti sul pianeta, quanto piuttosto di dar la caccia all’Intrepidous: un gruppo di ribelli è riuscito a fuggire dalla base prima che le forze di Smee la occupassero e probabilmente l’appuntato Geff Blim li ha aiutati!

I tenenti di vascello, dopo rapida consultazione decidono di saltare parecchi step e, invece di avvisare il comando di flotta, allertare direttamente il Direttore Isard dell’Imperial Intelligence.

Blim, ripreso il controllo di sé, si reca a un centro comunicazioni nella speranza di contattare il suo protettore, il Maggiore Wessell o verificare se i cloni hanno ripreso il comando della plancia. Dopo una momentanea illusione al riguardo, scopre che al contrario l’apprendista di Darth Glovoc sembra mantenere saldamente il controllo continuando a spacciarsi per l’inquisitore Vorbeck e i cloni paiono aver accettato la sua presa del potere sulla nave. In breve Blim si ritrova nuovamente al fianco del sedicente inquisitore che gli intima di trovare un modo di uscire dall’iperspazio, possibilmente in prossimità di un pianeta abitabile: il navi computer è stato danneggiato dal fuoco della fregata al momento del salto e la destinazione che li attende all’uscita dall’iperspazio è incerta. Il figlio della tempesta è però ben certo di non volersi trovare in un sistema controllato dagli imperiali a fare la fine del topo: il “piano B” affidatogli da Glovoc in una simile occorrenza sembra infatti essere di condurre la nave in un sistema isolato e stabilire una colonia.

Su Nyriaan intanto Paxton conduce il prigioniero Souza nel quartier generale improvvisato nei basamenti di Cloudfall e ordina a Virus, che sta sopraggiungendo con le truppe da Locus, di mettere in sicurezza la base. I leader del Neo Cavalierato interrogano Souza sui piani di Glovoc per capire che possano aspettarsi da Blim e compagni, ma tutto quello che Souza sembra sapere è che Glovoc aveva intenzione di imbarcare tutto il proprio popolo sull’Intrepidous per poi saltare nell’iperspazio e sferrare un repentino attacco a Imperial Center (aka Coruscant) – cosa che d’altro canto il Sith sosteneva di aver già fatto in un remoto passato – l’obiettivo sarebbe stato di obliterare il palazzo imperiale con l’imperatore dentro. Poi Glovoc avrebbe sfruttato il suo esercito di adoperatori della Forza e le conoscenze dell’apparato imperiale di Souza per prendere il controllo dell’Impero.

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Geff
Punti esperienza: 8 punti a testa

24 Giugno 2018
Capitolo VI, Sessione IV

Nel caos che subito divampa assieme al fuoco mistico dei Figli della Tempesta, il Generale Paxton, stretto in mezzo ai suoi “Centauri”, guida con decisione e metodica disciplina la resistenza dei soldati, arretrando sotto la pressione degli assalitori sino oltre alla porta laterale da cui arrivano i suoi rinforzi. Le guerriere native incalzano i trooper con implacabile ferocia e cadono nella trappola offrendo il fianco al fuoco d’infilata del nemico. Selanne, salda accanto a Paxton, estende la sua aura di Forza per proteggere i soldati e limitare le perdite

Sigil ed E’eron scelgono invece il rischio e, fianco a fianco restano nel centro di comando, per affrontare da soli i vecchi stregoni nativi intenti a evocare globi di fuoco dall’etere. Il loro sforzo è volto a dare una chance in più a Drake di portare a termine il vero obiettivo, avvicinando Glovoc e affrontando quindi direttamente la Dea Vahl.

Lo scontro si rivela impari e, attaccato anche da altri guerrieri armati di spada, Sigil, lottando come un leone, soccombe sotto il tiro dei globi di fuoco degli stregoni, la cui capacità di appellarsi alla Forza non è limitata dal potere di Drake, ormai concentrato su ben altro…

Drake, influenzando le menti dei nemici per nascondersi ai loro occhi, riesce ad arrivare sino dinnanzi a Glovoc, che sembra ora il centro di un nexus di Forza d’incalcolabile intensità. Osservando il corpo del vecchio Sith lo si può vedere interamente avvolto da un’aura luminosa rossa e sinistra. Nelle cavità oculari vuote si vedono due lucenti e spettrali occhi di donna, come una manifestazione di pura energia. Drake, incurante dell’evidente possessione del vecchio Maestro gli si rivolge con l’usuale deferenza da discepolo, e cerca di ingannare Vahl offrendogli l’antico e prezioso artefatto che sarebbe il suo cappello. La Dea non è però ingenua e ”accetta” il dono per distruggerlo, così come intende fare con ogni altra reliquia delle altre religioni della Galassia. Con un gesto della mano avvolge il cappello nel suo fuoco mistico, annientando l’alchimia che vi celava il Cubo Abissale di Chirikyat Graush e rivelando il vero artefatto. La Dea incentra quindi il suo potere sul Cubo per annientarlo e Drake vede con orrore il fuoco iniziare a consumare l’antico e potentissimo artefatto, che egli reputava indistruttibile.

Nel frattempo, liberatisi delle loro assalitrici, Paxton e Selanne si dividono: il primo raccoglie i soldati per apprestare una nuova linea di difesa dinnanzi all’ingresso principale del corridoio che, nonostante sia un portello antilaser, sta iniziando a liquefarsi, fuso dal fuoco dell’orda di Figli della Tempesta ammassati al di là del varco. Selanne invece si affretta in soccorso di E’eron e, con la Forza, afferra e scaraventa uno contro l’altro gli stregoni uccidendoli.

All’insaputa di tutti, nella dimensione altra in cui vengono relegate le cose assorbite dal Cubo Abissale, Gill Bastard si è svegliato nella sua casa natia su Naboo, immemore di altro che la sua gioventù, ed è andato a fare un giro con la sua Speederbike. Improvvisamente ha però iniziato a vedere strani segni nell’azzurro cielo terso e scie di fuoco simili a meteore piovere sull’orizzonte.

Nella Sala Comandi di Cloudfall, Drake espande le sue sensazioni cercando l’aiuto di Glovoc, con cui era riuscito a stabilire un contatto telepatico e di cui aveva avvertito sino a quel momento la resistenza al potere di Vahl. Ora non sente più traccia della volontà dell’antico maestro, solo lo sconfinato potere della Dea, scatenato contro l’artefatto. Drake allora, sfruttando il talismano catalizzatore datogli da Set e appellandosi ad ogni suo potere, decide di giocarsi il tutto per tutto e, con immane sforzo, riesce ad ”aprire” il Cubo Abissale, dinnanzi a Vahl. Non appena aperto, un fascio di intensissima luce azzurra scaturisce dal Cubo e, secondo le speranze di Drake, risorge improvvisa, palpabile e alimentata da un’ira e disperazione sconfinate, la volontà di Glovoc.

All’apertura del Cubo, nel cielo sereno della Naboo di Gill, si apre uno squarcio infuocato. Gill scioccato si affretta verso casa, mentre la pioggia di meteore si fa più fitta.

Dinnanzi agli sguardi di E’eron e Selanne, mentre il Talismano catalizza e traduce in comando per il Cubo il desiderio istintivo di Drake, Glovoc è in maniera evidente campo di scontro tra le due opposte volontà della Dea Vahl e del Signore dell’Occhio della Mente. Il corpo di Glovoc si aggrappa ai braccioli di legno del suo trono fino a spezzarli, assieme alle sue unghie, mentre le dita trafitte di schegge affondano ancora di più nel seggio per restare aggrappato al mondo materiale. Lacrime di sangue colano dalle orbite vuote del Sith mentre le voci di Vahl e Glovoc si odono nella sala, frammiste e sovrapposte. Un grido di rabbia e di trionfo, nella caratteristica rauca voce di Glovoc sovrasta alla fine ogni altro suono ”Questo…è il mio… CORPO!!!”.

La luce del Cubo si fa abbacinante sino ad accecare tutti i presenti, per poi spegnersi, mentre il cubo si richiude, risucchiando persino l’energia dei computer della stanza, che rimane completamente immersa nell’oscurità e nel silenzio.

Drake e Selanne cercano nella Forza la presenza di Vahl, ma non l’avvertono più. Sentono invece, ancora presente con loro nel buio, Darth Glovoc. Selanne si fa luce con la spada laser e, nel suo tremulo bagliore, trova il Signore dell’Occhio della Mente, solo, sfatto, coperto di sangue e dall’aria vecchia, pallida e debole più che mai, con l’apparenza di chi si regge in piedi a stento.

Selanne gli si avvicina brandendo la spada, Drake, si affretta a porgli una mano sulla spalla invitandola alla pietà, perché il vecchio ha già patito abbastanza… Glovoc, come ignorasse la minaccia, si rivolge ai due con una voce fievole e vuota della sua usuale arroganza. ”Avete compiuto la profezia di Lahmela. Mi avete liberato. Vi sono grato… ora però dovete metter in salvo voi stessi… andate… li tratterrò io” dice riferendosi ai Figli della Tempesta che premono sulla porta ormai quasi del tutto fusa, l’acciaio liquefatto simile a lava a rischiarare il corridoio.

Selanne si rivolge a Glovoc col suo vero nome, Woch Konot, e gli chiede l’Occhio di Horak Mul. Il vecchio si strappa il ciondolo dal collo con fatica e il dolore di chi deve separarsi da qualcosa che a lungo ha stimato più della sua vita stessa, ma consegna l’artefatto alla anzat e le rinnova il monito di andarsene prima che sia tardi. La Dookessa e Drake non se lo fanno ripeter due volte, quando arrivano al corridoio lo trovano già invaso dai Figli della Tempesta, scatenati in una furia selvaggia e Paxton sta tenendo aperta la via di fuga per loro al costo delle vite dei suoi soldati. Di corsa, trascinandosi dietro i feriti, le truppe del Neo Cavalierato, ricongiunte al loro leader, si disimpegnano e richiudono dietro di sé le porte del vano ascensore. Con più turni e dando precedenza ai feriti evacuano l’area.

Talon dal bracciale del Maresciallo Fantasma riesce ad accedere alle telecamere della Sala Controllo per vedere, nell’oscurità quasi totale, una sagoma di luce iniziare a risplendere, illuminando le orde di nativi in arrivo, che improvvisamente si fermano e si prostrano in adorazione, mentre la luce aumenta d’intensità sino a bruciare l’ottica delle telecamere.

Nella Naboo della sua giovinezza, un Gill Bastard esterrefatto vede chiudersi il varco di fuoco nei cieli e calare improvvisa una notte senza stelle. Nella volta buia un solo astro brilla intensamente per poi precipitare sull’orizzonte sollevando una colonna di fuoco in mezzo alla giungla. In sella alla speederbike, Gill insegue la cometa sino alla Città degli Antichi, ove trova il cratere della stella caduta. Nel cuore della voragine fumante c’è solo una fanciulla dagli abiti carbonizzati, di fini fattezze e colorito ambrato, quando Gill la soccorre, la ragazza si sveglia…

-Dove mi trovo?

-Questa è Naboo… ma tu chi sei, da dove arrivi?

-Il mio nome è Jirany. Vengo da un mondo lontanissimo…

-Hai fatto una caduta incredibile… non so come fai ad esser viva…

-Non temere, la mia caduta non è stata nulla rispetto a quella che toccherà ad altri.

Senzanome

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil, Gill
Punti esperienza: 18 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 5 Charles + 1 Sigil +2

Loot epico: The Eye of Horak-mul The Eye was a Sith artifact worn by Horak-mul, a Sith Lord who lived during the fall of the Sith Empire. A golden prostheticreplacement for Horak-mul’s right eye, the Eye was fashioned for the Sith Lord sometime before 5000 BBY. The Eye was lost sometime after Horak-mul’s death that year, but Celeste Morne —a Shadow, or secret operative, of the Jedi sect known as the Covenant— recovered the artifact sometime before 3963 BBY. The artifact was stored by the Covenant in a secret safeplace in the Coruscant Undercity. A Sith commando comprising the Fallen Jedi Selanne Misas was sent by the Sith Lord Darth Glovoc to recover the artifact from its hiding place at the begenning of Darth Revan’s attack against the Repubblic. Coming in possession of the Eye, Darth Glovoc proclaimed himself ”Lord of the Mind’s Eye” and started to use the Eye to embetter his own ability of predict the future. In this way he was able to predict the fall of Darth Malak’s Empire and started looking for a way out of the conflict for himself, wich lead at the end to his exile on the unreachable planet of Nyriaan. There Glovoc put himself into stasis and leaving his disciples to watch over his sith oubliette. With time the disciples of the Sith grown into a people worshipping him like a God.

The Eye of Horak-Mul  – When the Wearer of the Eye activate the Foresee Force Power can spend strain to enhance, at his own choice,  Duration, Range, Magnitude or Strenght of the Power of a number of upgrades equal to the strain consumed, even if he has never purchased any of the upgrades. The Wearer gain Conflict equal to the strain spent. If the Morality of the Wearer is lower then 30 the number of upgrades gained for each strain consumed is doubled.

19 Giugno 2018
Capitolo VI, Sessione 3

Quando Eeron apre la porta, Ken si tuffa nella sala e trovando morta quella che lui conosceva come Nyriaanna resta completamente scioccato. Ci vuole tutto il tatto e la persuasività di cui Selanne ed Eil’nor sono capaci per impedire al clone di commettere una qualche follia. Alla fine interviene Drake, a suo modo pietoso, cancellando temporaneamente la memoria dei recenti fatti dalla mente del clone.

Eeron, meditabondo su tutti questi accadimenti, decide di restare al fianco di Eil’nor fino a completare la missione. I generali, dubbiosi sul da farsi e incerti se realmente in grado di affrontare Glovoc/Vahl si interrogano sulla possibilità di riportare in mezzo a loro Gill Bastard. Drake non è però in grado di capire effettivamente cosa sia il talismano donatogli da Set Harth e avrebbe bisogno della guida del leggendario jedi oscuro per uscire dall’impasse. Sigil allora si fa avanti e mette a disposizione le frequenze del canale di comunicazione privata di Set (che tutti gli altri si domandano perché non sia stato condiviso prima…).

Contattando Set, i generali lo informano della situazione alla base e della presumibile morte di Ghia Preissola e di tutti i suoi uomini. Il capo dell’Egida non sembra granché turbato, Ghia in realtà è con lui, sana, salva e profondamente addormentata…

Set si felicita piuttosto con Drake per essere riuscito in qualche modo a salvare l’essenza vitale di Gill, anche se chiarisce che l’eroe della repubblica è quasi a tutti gli effetti morto… Il medaglione dato da Set a Drake è solo un catalizzatore che consente di utilizzare in modo istintivo il Cubo Abissale di Chirikyat Graush (che a differenza di quel che credeva Drake, è ancora “integrato” nel suo cappello). Set spiega infatti che il cubo è una delle più straordinarie creazioni dell’alchimia degli Antichi Re Sith: sostanzialmente una porta per un “non luogo”, una sorta di “abisso” extra-dimensionale, in cui è possibile rinchiudere oggetti di qualsiasi genere, confinandoli fuori da tempo, realtà e Forza. Nel cubo abissale le cose non perdono le loro proprietà, né il loro legame con la Forza, ma sono del tutto separate e senza possibilità di interazione alcuna col mondo reale. Per questo Set aveva donato il talismano a Drake, confidando che, data la sua esperienza con lo spirito di Chirikyat, sarebbe riuscito usando istintivamente il Cubo a confinarvi dentro lo spirito di Vahl. Ora è problematica la gestione di Gill, in quanto a lui è toccata la stessa sorte che fu una volta di Chirikyat: essere risucchiato nel cubo da vivo. In questo caso l’essenza vitale della persona è separata dalla materia e intrappolata nell’abisso, mentre il corpo resta distrutto. Ora però se si “aprisse” il Cubo per farne uscire l’essenza di Gill si otterrebbe solo di disperderla nell’etere e lasciarlo diventare uno con la Forza, dal momento che l’antico soldato della repubblica non ha una conoscenza della Forza tale e non è legato al Lato Oscuro al punto da poter resistere al richiamo della Forza stessa e trasformare la propria essenza in uno spirito vincolato al mondo dei vivi e in grado di possedere un corpo o infestare un luogo legandosi a un oggetto materiale.

Set suggerisce pertanto di ignorare il problema, che non è risolvibile, e occuparsi di Vahl, trovando un modo di rinchiudere anche lei nel cubo come da piano. Drake è perplesso all’idea di quel che potrebbe succedere a Gill in questo caso, ma Set sembra fiducioso che il confinamento di Vahl nell’abisso insieme a lui non sia cosa tale da nuocergli. Se tutto andrà secondo i piani Set assicura metterà poi a frutto tutte le sue conoscenze in materia per trovare un modo di ridare un corpo a Gill, ma significa ricorrere a rischiosi e complessi rituali Sith, quindi non ha senso preoccuparsene ora, per adesso ciò che si poteva fare è stato fatto.

Tutto questo desta un certo nervoso in Eil’nor che critica Set per averli messi in quelle condizioni e costretti sostanzialmente a subire un piano immensamente rischioso di cui non erano stati messi a parte. Arriva anche a insinuare che Set sia in parte colpevole dell’annientamento dell’Ordine Jedi, non avendo benché millenario e così potente alzato un dito per ostacolare i piani dei Sith. Set si limita però a scrollare le spalle, lamentando che i suoi motivi sono più complessi di quelli che loro immaginano e che non aveva né modo né interesse a lottare in difesa degli Jedi avendo trascorso i quattromila anni precedenti a cercare di essere sempre avanti di un passo sia rispetto a Ordine che Sith, entrambi dediti da sempre a perseguitarlo. I guerrieri della vecchia repubblica intuiscono dalle parole di Set, che egli li ha risvegliati consapevole, almeno in qualche misura, del rischio che stava correndo liberandoli di scatenare Glovoc o Vahl sulla Galassia. Capiscono però che Set era persuaso che loro sarebbero stati in grado di gestire i propri vecchi nemici, o doveva ritenere che, quale che fosse l’esito dell’inevitabile scontro che ne sarebbe seguito, non sarebbe stato peggiorativo rispetto alla situazione corrente della Galassia, asservita completamente a Palpatine.

Set assicura comunque provvederà a coordinarsi con le forze anti imperiali del pianeta per garantire al gruppo predestinato al confronto con Glovoc di avere gli strumenti per gestire i suoi seguaci una volta battuto il loro dio.

Prestata qualche cura ai feriti più gravi, Talon, con l’aiuto di Sigil si rimette al lavoro sul sistema informatico della base e riesce infine a prenderne il controllo. Rapidamente si rende conto che il generatore di scudi Cloudfall è operativo e numerosi trasporti imperiali stanno calando sul tetto ove di sono ammassate centinaia di Figli della Tempesta. Con le idee in qualche modo più chiare di prima, il gruppo prende le dovute misure, verifica le posizioni del nemico, e inizia a risalire con quanti più uomini possibile al piano del Centro di Controllo della base. Talon, usando i codici di overrun del Maresciallo Fantasma, crea un diversivo per far spostare i Figli della Tempesta di guardia dal percorso scelto per raggiungere la Sala Comandi in cui si trova Glovoc.

Avvedendosi che parte delle navi imperiali è già in partenza, fa collassare il passaggio aperto nelle nubi dal generatore di scudi e costringe i trasporti ad atterraggi di fortuna. Nonostante Selanne, che considera i Figli della Tempesta dei Vahla, li vorrebbe vedere annientati, Eil’nor impone di non sfruttare l’occasione per uccidere gli occupanti dei trasporti, essendosi reso conto che in mezzo a loro stanno anche vecchi donne e bambini. Il Generale resta impassibile ai suggerimenti di considerare che il numero dei nemici è tale da ricorrere a qualsiasi mezzo e ribadisce che lui è un soldato e il suo mestiere è combatte contro eserciti, non popoli.

Lo stato maggiore ribelle al gran completo, accompagnato da un buon numero di centauri di Revan, irrompe nella Sala Comandi, mutata in sala del trono di Glovoc. Drake cerca di fare appello alla forza di volontà del vecchio maestro Sith per combattere la possessione di Vahl e in effetti riesce a stabilire un collegamento telepatico con lui. Il corpo di Glovoc sembra però essere al momento sotto il pieno controllo della Dea della Distruzione e ordina ai suoi adoratori riuniti nella sala -circa venticinque Figli della tempesta, soprattutto donne e vecchi- di sterminare gli intrusi.

Mentre anziani nativi avvolti in tuniche nere salmodiando iniziano a evocare globo di fuoco e scagliarli contro le fila degli uomini di Smee, le guerriere, con un fervore fanatico, si scagliano sul nemico brandendo spade infuocate. Il comandante clone inizia a far ripiegare le truppe per cercare di mantenere la distanza con gli assalitori e un fuoco di sbarramento costante, lo scontro assume subito toni cruenti…

Presenti: Selanne, Talon, Eil’nor, Charles, Sigil
Punti esperienza: 6 punti a testa
Punti Conflitto: Selanne + 8, Sigil +2

25 Marzo 2018
Capitolo V, Sessione 13

Lo squadrone condotto da Five, girando attorno al grande Generatore della base, arriva alle spalle delle forze del comandante Gemm cogliendole alla sprovvista e mettendole in rotta. Il sergente God, appena sopraggiunto sul luogo per sfuggire alla carneficina in corso sulle mura, è falciato senza pietà dai biker trooper, lieti di vendicarsi dell’arrogante sottufficiale. Five ingaggia invece lo stesso Gemm. Il comandante clone si trova rapidamente circondato da una dozzina di biker trooper che cominciano a vorticargli attorno in cerchio, sparandogli da tutti i lati. Il clone, serrato nella sua pesante armatura, con due pistole blaster in mano cerca di rispondere al fuoco, ferendo anche Five, finché questo non lo abbatte con una raffica delle mitragliatrici della propria speederbike.

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Nel collasso del fronte sud, i Mist Trooper della Gilda Mineraria sferrano però un ultimo colpo di coda: un loro plotone sottoponendo i difensori delle mura ad un fuoco costante colpisce anche Selanne, che crolla al suolo priva di sensi. Celermente tre Mist Trooper si issano sugli spalti e agguantano la dookessa inerme. Mentre due la tengono saldamente stretta, mostrandola alle truppe nel cortile, il terzo le punta il suo shotgun alla testa e intima la resa alle forze della Confederazione, minacciando che non esiterà ad ucciderne il leader qualora non deponessero le armi. Ancora una volta Sigil si sente chiamato ad intervenire e compiendo un azzardo reso plausibile solo dalla sua grande fede nella Forza, il cavaliere d’acciaio lancia la propria spada laser, che disegna una luminosa ellissi nell’aria e raggiunge vorticando i Mist Trooper decapitando in un solo colpo i tre aguzzini di Selanne, che resta libera e illesa.  Con sicuro gesto Sigil, richiama quindi a sé l’arma, trionfante.

Al muro nord invece è il sergente Grue a guidare il secondo squadrone dei Centauri a spazzare via gli assalitori. Individuato il leader nemico, il sergente gli conduce contro le sue truppe. Alla vista di questo figlio della tempesta, una sinistra figura con indosso una maschera spaventosa e una armatura composta di antichi orpelli, accompagnato da un cucciolo di gatto chlovi, Grue e diversi dei suoi si trovano paralizzati dal terrore. Altri biker scout si fanno ugualmente avanti e uno dopo l’altro, con più scariche delle loro mitragliatrici, abbattono anche questo avversario.

Tempest Child One

Il Generale Paxton, osservando la scena, prontamente interviene a invocare la resa del nemico e l’intera compagine intrappolata contro il muro nord, vedendosi perduta, getta le armi. I Centauri di Grue, trovandosi la strada libera, proseguono fino al portone della fortezza, accerchiando e costringendo alla resa Mist Trooper e Storm Trooper sopravvissuti del fronte sud, che si stavano lì raccogliendo.

L’ultimo figlio della tempesta, ancora in comando delle truppe imperiali ormai in cima al bastione sud, raggruppa i suoi spacciando diversi droidi veterani del settore e con un colpo del suo blaster ferisce gravemente Talon Shirazai, che resta completamente accecato. L’ex spia imperiale, con la forza della sua rabbia e disperazione, pur non vedendo l’avversario, lo carica, balzandogli addosso  e sopraffacendolo in un selvaggio corpo a corpo, mentre i droidi restanti liquidano i trooper rimasti.

Ignari di essere gli ultimi combattenti rimasti del loro esercito, i jet trooper e gli scout entrati nella base, cercano di farsi strada sparando sino al Centro di Controllo, ma nella colluttazione con i droidi IG un colpo di blaster centra la bomba di Kruger, che detona annientando all’istante uomini e droidi presenti nello stretto corridoio. Kruger e Virus sigillano rapidamente le porte di Centro di Controllo e Infermeria, ma non hanno modo di raggiungere la porta sulle mura e il gas letale inizia a spandersi all’esterno.

Il Generale Paxton e il comandante Smee, si avvedono immediatamente dell’accaduto e ordinano l’evacuazione immediata del personale umano, si rendono conto però che sarà tutto vano se qualcuno non sigillerà la porta della base. Impedendo di sacrificarsi a Smee, già gravemente ferito, Paxton si calca una maschera antigas sul viso e si tuffa dal tetto sul muro di cinta sottostante, in mezzo al gas. Con determinazione, restando in apnea, il generale preme i comandi di chiusura manuale della porta e poi si rotola giù dalle scale, nel cortile, fuori dalla nube tossica, che inizia a dissiparsi. Paxton constata con sollievo di essere riuscito nell’impresa e di essere miracolosamente illeso. Sigillato ogni accesso del corridoio, Kruger attiva il sistema di decontaminazione anche per l’area invasa dal gas, ripulendola della tossina in pochi minuti.

La battaglia è vinta, i prigionieri numerosi, i feriti anche… Selanne giace inerme sui bastioni, Talon è completamente cieco, ma saldamente avvinghiato al figlio della tempesta che ha catturato, Smee e Five sono seriamente feriti, i rottami di decine di droidi da battaglia B1 costellano i bastioni di Last Rest, assieme ai corpi di circa duecento soldati in armatura bianca…

Presenti: tutti ma non Charles
Punti esperienza: (complessivi delle 4 sessioni) 30 punti a testa

inoltre:

Selanne +1 placard hunter
Paxton  +2 recruiting, + 8 combat victory
Talon  -5 betrayal
Sigil +2 support

20 marzo 2018
Capitolo V, Sessione 12

Il figlio della tempesta emerso dalla nebbia a capo di venti trooper pesantemente armati avanza deciso verso la barriera presidiata da droidi che ostruisce il varco di accesso al cortile della base. I combattenti del Neo-Cavalierato Galattico ignorano l’identità di questi nuovi avversari: il guerriero che Glovoc ha battezzato Darth Zhul nella tradizione Sith e i famigerati Mist Trooper della Gilda Mineraria, un corpo d’élite che la corporazione usa su Nyriaan per dare la caccia a nativi e schiavi fuggiaschi e che si è coperto di infamia in più occasioni commettendo eccidi e stragi di inermi.

Selanne subito capisce che il nuovo nemico non è solo un selvaggio con una spada laser, quando vede Zhul balzare oltre la barricata e fendere con un solo colpo due droidi B1, esibendo movenze tipiche della Forma IV, l’aggressivo stile di combattimento Ataru, tanto caro anche a jedi e sith dell’epoca da cui arriva la dookessa. Sigil alla vista della scena si precipita di corsa attraverso il cortile e ingaggia il guerriero in duello. Con l’abilità e decisione di un guerriero provato da tante battaglie il cavaliere d’acciaio disarma l’avversario. Selanne subito cerca di approfittarne e, usando la telecinesi, scaglia i Mist Trooper che avevano intanto preso d’assalto la barricata, nuovamente indietro oltre il muro di cinta. Cerca poi di spingere lontano da Sigil anche Zhul, ma il guerriero oppone tutta la propria volontà a quella della jedi e resiste al suo potere. Questa distrazione risulta però sufficiente e tutte le truppe di presidio alla barricata rapidamente retrocedono di qualche passo e, postesi a distanza di sicurezza, aprono il fuoco sul sith. Zhul scansa i primi colpi ma, privo di spada lasere e sottoposto a un intenso tiro incrociato, finisce per essere falcidiato dai B1.

Il muraglione sud è intanto preso d’assalto dagli storm trooper che, sotto la guida di un altro figlio della tempesta armato di blaster e pugnale e contraddistinto da un sole nero tatuato in fronte, si arrampicano con l’aiuto di spara-rampini sino al ballatoio ove ingaggiano in mischia i B1 del settore comandato da Talon Shirazai. Talon, già impegnato in combattimento col sergente God si trova presto addosso anche il figlio della tempesta. Con scaltrezza riesce però a ridurre il clone a mal partito e God sfrutta il jetpack per togliersi d’impiccio e ripiegare al sicuro dietro le fila dei suoi stormtrooper, giù dalle mura.

Tempest Child three

Il generale Paxton assiste nel frattempo all’assalto di una intera compagnia di scout trooper al muro nord, che sostanzialmente annienta l’intero presidio del settore. Col binocolo avvista inoltre una indistinta figura oscura che pressa gli operai della GM in ritirata a tornare all’attacco. Nonostante l’ottimismo del Generale Virus che, apparentemente sicuro di star per ottenere una nuova vittoria, si limita ad inviare tre squadre di rinforzo, Paxton, temendo il peggio, ordina di portare nel cortile la bomba chimica realizzata da Kruger. I droidi assassini IG e una squadra di B1 iniziano a trascinare il pesante ordigno per il corridoio che conduce alle mura. Proprio quando stanno giungendo alla soglia, da questa fanno irruzione in rapida successione gli ultimi Jet Trooper di God, cui il sergente ha ordinato di raggiungere ad ogni costo il Centro di Controllo e un manipolo di scout trooper che le guardie del muro nord non sono riuscite a bloccare.

Nel momento di massima indecisione, come da piano, attraversando il lago a volo radente sull’acqua, i centauri di Revan sopraggiungono sul campo. I sergenti Five e Grue, secondo gli ordini ricevuti, dividono le proprie forze in due squadroni e dirigono uno verso nord e uno verso sud, per colpire al fianco le linee degli assedianti ignari.

Grue

Il sergente Grue

 

11 marzo 2018
Capitolo V, Sessione 11

Approfittando della evidente esitazione delle avanguardie nemiche scompigliate dalle pesanti perdite subite, Paxton invita il nemico alla resa, intimorendo e spingendo alla rotta i male addestrati operai della Gilda Mineraria intenti ad assediare il muro nord.
Nell’attimo di quiete che ne segue, il Generale Virus riorganizza le forze e assegna il comando di ciascuno  dei vari settori del campo ad un generale: Paxton, Sigil, Selanne e Shirazai. Virus sembra convinto che la vittoria sia a portata di mano e incita tutti a fare un ultimo sforzo, perché si avvicina il momento critico e occorre reggere alla prossima ondata nemica abbastanza a lungo da consentire l’arrivo dei rinforzi.
Nel frattempo Gill Bastard e Drake, prigionieri del sergente Gore al Nord, si rappacificano e iniziano a meditare la fuga. Gill comincia anche a mettere a parte Drake dei segreti che ha appreso dalla lettura dell’antico manoscritto trovato nella sua cella.

A Last Rest inizia il vero attacco delle forze imperiali. Il sergente God assalta il muraglione orientale alla testa di una trentina di jet trooper e, nonostante le pesanti perdite, arriva a trovarsi in mischia con Talon, contendendogli il controllo della porta della Torre Est.
Le truppe sulla cinta sud bersagliano gli assalitori, cui stanno arrivando ingenti forze di rincalzo, mentre Paxton vede con amarezza un’intera compagnia di scout trooper profilarsi al nord, dietro agli operai della GM in rotta.
Selanne guida il suo settore in una serie di attacchi mirati alle forze nemiche più prossime al portone e ai jet trooper penetrati nel cortile. Con la Forza, dando prova di tutta la propria potenza, massacra da sola oltre quaranta nemici, scagliandoli con la telecinesi.
La nebbia inizia però a infittirsi dinnanzi al portone e ne emergono alcuni plotoni di soldati pesantemente armati, avvolti da una cortina fumogena e dall’aspetto assai lugubre. A capeggiarli, con una spada laser rossa in mano, sta un guerriero che Selanne riconosce come il falso ambasciatore nativo a Tonnage…

Mining Guil Mist Trooper
Destiny Pool:●●●●●●○○○○