20 marzo 2018
Capitolo V, Sessione 12
Il figlio della tempesta emerso dalla nebbia a capo di venti trooper pesantemente armati avanza deciso verso la barriera presidiata da droidi che ostruisce il varco di accesso al cortile della base. I combattenti del Neo-Cavalierato Galattico ignorano l’identità di questi nuovi avversari: il guerriero che Glovoc ha battezzato Darth Zhul nella tradizione Sith e i famigerati Mist Trooper della Gilda Mineraria, un corpo d’élite che la corporazione usa su Nyriaan per dare la caccia a nativi e schiavi fuggiaschi e che si è coperto di infamia in più occasioni commettendo eccidi e stragi di inermi.
Selanne subito capisce che il nuovo nemico non è solo un selvaggio con una spada laser, quando vede Zhul balzare oltre la barricata e fendere con un solo colpo due droidi B1, esibendo movenze tipiche della Forma IV, l’aggressivo stile di combattimento Ataru, tanto caro anche a jedi e sith dell’epoca da cui arriva la dookessa. Sigil alla vista della scena si precipita di corsa attraverso il cortile e ingaggia il guerriero in duello. Con l’abilità e decisione di un guerriero provato da tante battaglie il cavaliere d’acciaio disarma l’avversario. Selanne subito cerca di approfittarne e, usando la telecinesi, scaglia i Mist Trooper che avevano intanto preso d’assalto la barricata, nuovamente indietro oltre il muro di cinta. Cerca poi di spingere lontano da Sigil anche Zhul, ma il guerriero oppone tutta la propria volontà a quella della jedi e resiste al suo potere. Questa distrazione risulta però sufficiente e tutte le truppe di presidio alla barricata rapidamente retrocedono di qualche passo e, postesi a distanza di sicurezza, aprono il fuoco sul sith. Zhul scansa i primi colpi ma, privo di spada lasere e sottoposto a un intenso tiro incrociato, finisce per essere falcidiato dai B1.
Il muraglione sud è intanto preso d’assalto dagli storm trooper che, sotto la guida di un altro figlio della tempesta armato di blaster e pugnale e contraddistinto da un sole nero tatuato in fronte, si arrampicano con l’aiuto di spara-rampini sino al ballatoio ove ingaggiano in mischia i B1 del settore comandato da Talon Shirazai. Talon, già impegnato in combattimento col sergente God si trova presto addosso anche il figlio della tempesta. Con scaltrezza riesce però a ridurre il clone a mal partito e God sfrutta il jetpack per togliersi d’impiccio e ripiegare al sicuro dietro le fila dei suoi stormtrooper, giù dalle mura.

Il generale Paxton assiste nel frattempo all’assalto di una intera compagnia di scout trooper al muro nord, che sostanzialmente annienta l’intero presidio del settore. Col binocolo avvista inoltre una indistinta figura oscura che pressa gli operai della GM in ritirata a tornare all’attacco. Nonostante l’ottimismo del Generale Virus che, apparentemente sicuro di star per ottenere una nuova vittoria, si limita ad inviare tre squadre di rinforzo, Paxton, temendo il peggio, ordina di portare nel cortile la bomba chimica realizzata da Kruger. I droidi assassini IG e una squadra di B1 iniziano a trascinare il pesante ordigno per il corridoio che conduce alle mura. Proprio quando stanno giungendo alla soglia, da questa fanno irruzione in rapida successione gli ultimi Jet Trooper di God, cui il sergente ha ordinato di raggiungere ad ogni costo il Centro di Controllo e un manipolo di scout trooper che le guardie del muro nord non sono riuscite a bloccare.
Nel momento di massima indecisione, come da piano, attraversando il lago a volo radente sull’acqua, i centauri di Revan sopraggiungono sul campo. I sergenti Five e Grue, secondo gli ordini ricevuti, dividono le proprie forze in due squadroni e dirigono uno verso nord e uno verso sud, per colpire al fianco le linee degli assedianti ignari.

Il sergente Grue
