La Custode riprende rapidamente il controllo delle spade che Selanne le aveva strappato e attacca con 5 alla volta Selanne, che incassa parecchi colpi, e Gill che riesce a schivarli tutti. La Custode attacca nuovamente però, e senza por tempo in mezzo, utilizzando un misterioso potere della Forza si accosta a Gill ed inizia a drenarne energia vitale, mentre abbatte Selanne estirpandole ogni residua energia senza neppure sfiorarla.
Gill reagisce: le afferra il braccio con cui l’aveva toccato per carpirgli l’energia vitale e cerca di tagliarglielo via con una spada laser afferrata tra quelle che lo stavano attaccando, ma la Custode lo guarda con compassione e gli dice “perchè mi resisti? non capisci che il mio dolore è il tuo dolore?” ed usa la Forza per far patire a Gill le medesime sofferenze che lui le ha inflitto col suo attacco. La Custode continua a parlare a Gill, a cercare di convincerlo di aiutarla a purificare il Prisma invece di opporglisi inutilmente, Gill controbatte e riesce a convincerla che non occorre per forza distruggere immediatamente il Prisma ad ogni costo, che è meglio cercare di salvare chi vi si trova dentro e trovare un’altra via per andarsene. La Custode decide di dargli fiducia e rianima Selanne, in attesa di ascoltare le proposte dei due sul da farsi.
Selanne si risveglia e si trova dinnanzi la Custode, in cui ora riconosce appieno Atris, e Gill che discutono.
Una volta capito che lo scontro è finito e che Atris è stata convinta dalle parole di Gill, Selanne usa la Forza per letteralmente disintegrare quella che le viene indicata come la porta di uscita… Quella che già da prima Atris chiedeva aiuto ad aprire e che innesca però l’autodistruzione del Prisma.
La Guglia, lo stabilizzatore del Prisma, viene sganciato e inizia il suo avvicinamento alla stella del sistema. Cosa che causerà con ogni probabilità una immediata trasformazione del sole in un buco nero e l’estinzione di ogni forma di vita nel sistema. Solo a quel punto Gill capisce che non era questa la soluzione e che così ha assecondato in pieno il desiderio di Atris di una “purificazione ad ogni costo”.
Nel frattempo Kuill con il suo alleato alieno ha ridato energia agli ascensori, consentendo a Talon, Ar’al ed al resto della combriccola di risalire al piano principale. Su richiesta di Gill e Selanne, Atris torna a prender controllo dell’Holocron del Prisma e lo usa per interagire con Kuill sulla plancia, segnalandogli che Gill e Selanne si trovano nel nuovo “hangar” che si è aperto nella parte inferiore del Prisma ed hanno bisogno di un passaggio.
Seppur non senza difficoltà, Kuill si ricongiunge con Ar’al e gli altri, riferisce il messaggio e tutti, con la navetta che era stata sorvegliata dai mandaloriani, si precipitano all’Hangar e si ricongiungono.
Al momento di salire a bordo della navetta, Atris però si rifiuta di seguire il gruppo: ritiene che ormai la profezia che attendeva si stia adempiendo. Il sistema stellare sarà distrutto ed il Prisma epurato, lei resterà lì ad assicurarsi che ciò avvenga e si riunirà alla Forza una volta per sempre.
Gill e Selanne cercano di dissuaderla e dicono ad Atris che non può sprecare la sua vita in tal maniera, che ormai la galassia è in mano ai Sith e loro sono i soli ancora in grado di rimediare alla situazione. Atris alla fine si convince e prende la mano che Selanne le offre e sale sulla navicella, che parte al seguito della guglia che sta “precipitando” nella stella.
A quel punto sulla navetta in partenza si ritrova una ricco assortimento di amici e creature strane.
La togruta liberata dal sarcofago inizia a conoscere Gill, Selanne ed Atris mentre gli altri, si rendono conto che la vera Atris è in loro presenza.
Discutendo tutti insieme si capisce che la stazione andrà alla deriva senza guglia ma che il supporto vitale continuerà a funzionar regolarmente, quindi c’è un poco di tempo per agire: il gruppo decide di impedire al reattore di finire nella stella e vi si avvicina con l’astronave. Selanne chiede l’aiuto degli altri utilizzatori della Forza. Atris si mette in posizione di meditazione. La Togruta che ha ammesso di essere stata un tempo una maestra jedi, invece si tira indietro.
Atris invita Selanne ad usare il suo potere ed attingere al suo sapere per la vita di molti, Selanne però, chiede nuovamente alla Togruta di aiutare perché teme da sola di non farcela, ma l’aliena risponde che non può. Ciononostante posa la mano sulla spalla della Dookessa e le dice “Pensa a chi ti sta intorno, siamo come gocce guizzanti in un mare… Siamo solo la Forza vivente, senti il turbinio accanto a te, ma ferma la percezione alla nave.
Ora estendi la percezione sempre più in la, amplia sempre più il raggio dei tuoi sensi e senti più vita. Espandi ed espandi la percezione…” e la guida passo passo nella sua meditazione.
Talon intanto ha calcolato una direzione dove spingere la Guglia perché non faccia danni.
Anche Atris telepaticamente parla a Selanne incoraggiandola: “la Forza è con me e io sono con la Forza: la luce che tu cerchi e non temere l’oscurità che la circonda”
Selanne vede nuovamente la stanza degli holocron sith luminescenti, in una visione spaventosa: al centro di quella stanza c’è Atris, Selanne è seduta di fronte e le tiene le mani e sente la presenza della togruta al suo fianco.
Attorno a loro c’è un abisso di lato oscuro, tutti quegli holocron che sono vivi e parlano sussurrando come migliaia di voci in lingue diverse, tutte che chiamano morte, male e vendetta. Tutte che chiedono sangue.
Selanne teme per un attimo che il prisma, il nexus oscuro, sia troppo potente: forse era meglio farlo spazzare via. Ma poi si rende conto di un particolare che le riaccende la speranza. Qualcosa è diverso da prima: questa volta Atris è vestita di bianco, non come nella precedente visione dove il suo abito era rosso del riflesso degli holocorn.
Selanne prova ad attingere alla Forza ma per un attimo dubita che il suo potere sia sufficiente. Si perde nell’ascolatre una delle voci degli holocron che ha sovrastato improvvisamente le altre: “è vero, è vero! Il tuo potere non basta ma puoi attingere al nostro! Un immenso nexus è qui di fianco a te. Un potere ILLIMITATOOOO”!
Nella stanza degli Holocron sembra che le pareti siano in fiamme, il loro potere vibra attorno a Selanne come qualcosa di incontrollabile, sembra di essere in un vulcano e lei si sente solo un debole misero verme. Dinnanzi a lei c’è Atris con gli occhi aperti che lampeggiano di una luce giallastra. La Togruta però, che non partecipa della visione, vede che Atris è pallida e ha occhi iniettati di sangue, mentre Selanne in trance mormora con una voce sconosciuta “attingi a questo potere illimitatooo”. Allora l’aliena si fa avanti e la richiama: “Selanne ricorda: il mare, la vita e la calma”
Selanne vede una nuova ombra su atris, i suoi occhi incerti di luce gialla e si sforza di recitarle il codice jedi:
“Non ci sono Emozioni, c’è Pace;
non ci sono Passioni, c’è Serenità;
non c’è Caos, c’è Armonia;
Aiutami a riportare la pace in questa galassia”
Atris stringendo i denti replica: “Ti ho detto attingi alle mie capacità e alla mia conoscenza, lascia perdere il mio potere”
Selanne comincia a moromorare “la forza è con me ed io sono tutt’uno con la forza” mentre Atris quasi collassando mormora “ho dato tutto quello che potevo”…
In quel momento Selanne inizia a spostare la Guglia. E poco dopo la nave viene scossa violentemente da un colpo proveniente dall’esterno. Talon constata con orrore che uno star destroyer è uscito dall’iperspazio ed ha iniziato a sparar su di loro.
Selanne chiede la distanza dal Prisma e quanti danni causerebbe l’esplosione della guglia e poi le dà slancio verso la prima posizione sicura che le è stata indicata. La guglia si perde nello spazio profondo.
In quel momento Gill che è ai comandi della navetta salta nell’iperspazio per scappare dallo star destroyer uscendo dopo pochi istanti per poter effettuare poi un nuovo salto e far perder le proprie tracce.
Selanne ancora in parte sconvolta cerca di fermarlo: “Non possiamo fuggire, dobbiamo salvare tutti – eravamo stati chiari su questo punto. Chiamiamo Kota e gli diciamo che uno star è fuori dal Prisma”.
Kota però annuncia che è a tre giorni almeno, viaggiamo alla massima crociera anche avendo calcolato rotte brevi per arrivare prima possibile. Il gruppo discute su quale sia la migliore soluzione da attuare: Ar’al vorrebbe condurre Gill dai Mandaloriani a farlo curare, Selanne vorrebbe tornare al Prisma per difendere ad oltranza le persone rimaste nella stazione, altri propongono di cercare di attirare gli imperiali verso la flotta di Kota per farli cadere in trappola. Dopo svariati dibattiti Atris propone a Selanne di tentare d’usare la Forza per “sentire” cosa sia successo nel frattempo al Prisma.
Selanne assieme a Gill, lei e la Togruta cercano di meditare nuovamente per vedere attraverso la Forza quale sia la situazione sul Prisma, ma tanto è il suo desiderio si ottenere queste informazioni che Selanne ancora cede alla tentazione di attingere al lato oscuro. Stavolta è Gill però a bloccarla richiamandola a non cedere dopo tanti sforzi rendendo tutto vano.
Selanne astiosamente accusa Gill che lui stesso ha ceduto più e più volte alle tentazioni del lato oscuro. Ma lui risponde serenamente: “so bene quel che si prova e quanto sia frustrante ma fidati, questo non è il momento di perdere la via. Non far diventare la tua vita una ossesiva ricerca verso qualcosa che non può esser raggiunto… Caricarsi di tutta la responsabilità della galassia…”
Atris sembra colpita da queste parole e interviene a sua volta: “sei come me, putroppo Selanne. Mi sono resa conto che sei come me, orgogliosa del potere che abbiamo, orgogliosa dell’ordine del quale facciamo parte, convinta di essere l’unica detentrice del sapere, l’unica responsabile. Tutto questo è arroganza. Io l’ho scoperto a mie spese e ancora ne pago le conseguenze. Se sono qui, questo è il motivo. Per pagare le mie colpe. Non fare il mio stesso errore. Gill le parole che mi hai detto nel Prisma sono state importanti: non dubito che anche tu hai rasentato la follia, il lato oscuro è una voce che continua a chiamarci tutti, continuamente. C’è chi è fortunato e nasce con una moderazione di spirito che lo rende sordo a quelle voci. Ma molti, forse i più, lo sentono continuamente quel richiamo”
Gill trasognato ribadisce che loro tre sono nati in una epoca dove non era possibile non prendere una parte e Atris lo conferma: “io stessa ho condannato tantissime persone e non mi sono resa conto di esser diventata il mio stesso nemico. Il mio zelo per un ordine superiore a tutti, che fosse in grado di annienare tutti i nemici e portare una pace assoluta mi ha portato a diventare ciò che combattevo. Senza manco rendermene conto. Involontariamente ho dato tutto l’ordine in pasto ad un signore dei Sith affamato di vita. E l’intero ordine che volevo manipolare per distruggere i sith è stato distrutto completamente… allora mi sono trovata sola a combattere un numero indefinito di Sith. Ero così convinta d’esser l’unica speranza dell’ordine che quando mi sono trovata davanti un vero eroe, un campione della Forza, non l’ho riconosciuto, considerandolo un nemico peggiore degli altri.
Mi sono anche convinta che l’unico modo di poter sconfiggere tutti era diventare io stessa più potente e ho fatto mie tutte le conoscenze che avevo combattuto. Non ho più distinto luce dal buio, verità dalla menzogna. Mi son resa conto troppo tardi di quello che ero diventata. Indossavo una maschera e non potevo più levarla. Dovevo far si che quella mia perfezione fosse credibile per tutti. Me stessa compresa. Ed è così che sono diventata Darth Traya, Signora dell’Inganno.
Ed è così che la campionessa che pensavo esser la prescelta del lato oscuro mi ha sconfitta e lasciata in vita rivelandosi la campionessa del lato chiaro. Facendomi capire il mio errore e lasciandomi libera. Lei era una revancista ma alla fine della guerra era tornata indietro presentandosi al consiglio e aveva chiesto di esser giudicata.
Il consiglio, per mia spinta, la condannò all’esilio.
Quando è tornata e mi ha sconfitto mi ha semplicemente perdonata. Ed ho appreso la sua lezione. Ho aspettato che si riformasse l’ordine Jedi, mi sono presentata e sono stata giudicata. Erano apprendisti di Meetra che se ne era andata a cercare qualcosa nell’orlo esterno.
Mi hanno rinchiuso nel Prisma che volevo fosse epurato e così sono rimasta per tutti questi millenni ad attendere che qualcuno ascoltasse la supplica posta nell’holocron e che qualcuno venisse ad epurare quel luogo.
Ora siete arrivati e passati nel labirinto: vi ho aiutato e messo alla prova. Mi domandavo chi foste, campioni oppure altre persone pronte a cadere nella tentazione del potere della violenza.
Non sapevo chi foste e neppure so veramente chi sono io, ma tu Gill sei riuscito a farmi capire che per seguire fino in fondo senza discussioni quell’obiettivo che mi ero data di epurare il Prisma ad ogni costo di nuovo stavo cedendo all’arroganza del mio carattere, che in principio m’aveva portato all’oscurità
Tu senza saperlo mi hai ricordato le parole di Meetra. Che c’è sempre un’altra via e che non deve essere ossessione fare il bene. Il bene non deve essere a tutti i costi. Il bene deve esser fatto bene. Il che significa anche accettare i propri limiti e che la Forza non è uno strumento da manipolare all’infinito.
Quindi Selanne vuoi usare il lato oscuro solo per conoscere cosa sta succedendo in quel pianeta?”
Selanne colpita si ferma: “Le parole di Gill e le tue mi han dato da pensare e capisco di dover fare ancora un sacco di strada come Jedi. Stavo per cedere nuovamente alla mia arroganza.”
