Capitolo IX, Sessione 19
Deciso di effettuare una incursione al Prisma, Selanne, Gill e compagni hanno individuato l’holocron di Atris che dovrebbe contenere i segreti del Prisma nella collezione di Gorga Desilijic Aarrpo the Hutt, tesoriere del Gran Concilio della Kajidi.
Accordatisi di fornirgli informazioni su recenti movimenti sospetti dell’impero nel Bright Jewel System per ricevere in cambio a prestito l’oggetto raccolgono tutte le notizie possibili in merito dai loro vari contatti. Mettendo assieme le informazioni ricevute da Arval al Nuk e dalla lettura del rapporto stilato da Geff Blim a vantaggio del defunto direttore Gideon, i capi del neo cavalierato comprendono che lo star destroyer Intrepidous, un tempo nell’orbita di Nyriaan era stato catturato da apprendisti di Darth Glovoc e condotto sino a Ord Mantell, ove la flotta imperiale lo aveva raggiunto e distrutto. Dal rapporto di Blim sembra evidente che i seguaci di Glovoc con ogni probabilità erano però riusciti a scampare al massacro e dileguarsi nell’iperspazio.
Benché anche questi Figli della Tempesta fuggiaschi siano una possibile minaccia, Selanne e compagni decidono di non interessarsi almeno per il momento alla loro sorte e danno all’Hutt le informazioni desiderate senza ulteriori perdite di tempo, né arrivare a Ord Mantell per cui stavano facendo rotta.
Precipitatisi nuovamente a Nar Shadda, il gruppo chiede all’Hutt l’oggetto dando una narrazione semplificata dei fatti di Ord Mantell.
Appena lasciato il pianeta Selanne si adopera a cercare di aprire l’holocron. Nonostante la generale diffidenza dei suoi compagni, memori delle sue difficoltà in passato nel maneggiare simili artefatti, il piccolo prisma lucente risponde alla Jedi e una figura luminosa e spettrale, simile ad un ologramma ma al tempo stesso in qualche modo inquietante d’una apparenza più reale, appare agli occhi di tutti, con il sembiante della Maestra Atris, riemersa dalla polvere dei secoli. La proiezione dell’holocron interagisce con Selanne attivamente e dichiara addirittura di riconoscerla, rammentarsi di lei ed averla attesa a lungo. Alla richiesta di informazioni e mappe del Prisma il piccolo holocron si scompone in tanti cristalli e ornamenti di metallo che si vanno ad agganciare e incastonare nel braccio meccanico di Selanne, mentre Atris invita gli astanti a fare rotta per il Prisma: le sue coordinate appaiono nel navicomputer e la spettrale figura assicura che li condurrà all’antico carcere ed attraverso le sue stanze, sino al suo centro di controllo, dal quale potranno assumerne il comando e ‘purificare una volta per tutte’ quel luogo che è una macchia e una vergogna infame nella storia millenaria dell’ordine Jedi.
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