Dopo essersi ristorati in infermieria, gli eroi decidono che è ora di liberare il capitano Uthan. Con la locazione della sua cella e la mappa della stazione ottenute in precedenza studiano il percorso più rapido per raggiungere la sua cella, confidando che così si risparmieranno altri incidenti di carattere imperiale.
Il primo ostacolo che il gruppo incontra è una stanza da cui si dovrebbe accedere ad un condotto di ventilazione che percorre tutti i piani della stazione spaziale, ma in vero la stanza è senza uscite, ingombra di casse di plastacciaio e occupata da un enorme droide cisterna malfunzionante che un ugnauth di nome Kuiil sta cercando disperatamente di riparare per ordine dell’Inquisitore. Il gruppo si fa amico Kuiil e riesce a capire che sotto la pila di casse si nasconde l’accesso al sistema di ventilazione, chiuso però da una botola fatta in un materiale inviolabile. Kuiil e Gill hanno provato con qualsiasi strumento ad aprirla, ma non è stato possibile. Selanne capisce che è oggetto di un antico incantamento protettivo fatto dagli Jedi custodi della Prigione, sebbene ormai illeggibile la botola era coperta da un mantra jedi:
qui è il cuore del prisma,
il cuore del prisma sono gli Jedi
gli Jedi sono il cuore della Galassia
un cuore che soffre
Talon Shirazay somma i vari elementi e deduce che il Droide è in realtà la chiave di quella botola… Con le riparazioni di Kuill e l’abilità di Talon a convincerlo che deve obbedire agli ordini di Selanne in quanto ultimo degli Jedi, il gruppo riesce a far azionare al droide la chiave. Il droide azionando una serratura a più livelli e usando tutta la sua energia estrae dal pozzo l’enorme tappo di materia inviolabile che lo ottura per poi collassare al suolo, distrutto dal logorio dei secoli.
Il gruppo facendo disattivare per brevi periodi le ventole del condotto di areazione comincia a calarsi per l’interminabile scala a pioli scavata nel pozzo. Con relativa facilità arriva alla cella di Uthan, lo libera e lo carica in spalla ad una magna guard, perché il corsaro risulta estremamente debilitato e si affida al gruppo solo perché convinto da Ar’al Kern. Intanto però l’holocron di Atris segnala che un gruppo di imperiali sta riuscendo a farsi strada tra le porte sigillate apparentemente puntando verso una cella alcuni piani più sotto. Incerti sulla natura del piano imperiale gli incursori del Neo Cavalierato decidono comunque di recarsi sul posto e anticipare qualunque sorpresa del nemico. Con stupore scoprono che la cella è una stanza sferica al cui centro è sospeso quello che sembra un grande sarcofago antropomorfo. Gill seppure con grande difficoltà estrae dalla stanza la cassa -fracassando il braccio di una magna guard nell’impresa – Talon e Ar’al dispongono un disruptore molecolare settato su automatico ad attendere gli imperiali che stanno abbattendo l’altra porta d’ingresso, il gruppo si lascia quindi dietro la stanza e torna nel condotto, assieme al misterioso sarcofago…
6XP a tutti

