Capitolo IX, Sessione 18
Deciso di effettuare una incursione al Prisma, Selanne, Gill e compagni cominciano a pianificare l’operazione cercando di raccogliere quante più informazioni possibile sull’antica prigione Jedi.
Interrogando a riguardo il maestro Rahm Kota apprendono dell’esistenza di un holocron, da alcuni chiamato ”di Atris” che avrebbe contenuto tutti i segreti del Prisma e la sua storia e sarebbe stato in custodia dei Maestri della Torre di Conoscenza del Tempio Jedi.
Dal momento che Selanne ricorda di aver conosciuto la maestra Atris, Talon si propone di ipnotizzarlo per recuperare le sue memorie più recondite di questo antico legame. La terapia praticata da Talon ovviamente è sperimentale e rischia di causare dei danni permanenti alla paziente, ma alla fine in qualche modo il dottore se ne esce fuori senza nuove vittime… Il risultato è che Selanne riesce effettivamente a rammentare che, ai tempi in cui lei faceva parte della Convenzione Jedi, la Maestra Atris stava creando un proprio holocron dalla forma curiosa…
In base alla descrizione ricevuta dell’oggetto, Ar’al Kern riesce a rintracciare che il prezioso manufatto sembra, per qualche bizzarro scherzo del destino, essere stato incorporato in un artistico centro tavola battuto all’asta nel mercato dell’arte antiquaria e finito nella collezione di Gorga Desilijic Aarrpo the Hutt, tesoriere del Gran Concilio della Kajidi.
Precipitatisi alla sua residenza su Nar Shadda, il gruppo chiede all’Hutt di affittargli l’oggetto inventando una scusa strampalata ma in qualche modo credibile nel mondo pieno di collezionisti eccentrici di cui Gorga e Ar’al fanno parte. I due alla fine si accordano per imprestare l’oggetto in cambio di informazioni su recenti eventi avvenuti nel sistema di Ord Mantell, di cui però in realtà Ar’al e compagni non sanno nulla… Selanne cionondimeno ha la brillante idea di consultare a riguardo Arval al Nuk, che la informa di aver anni prima avuto una visione sul fatto che Geff Blim sarebbe stato l’uomo chiave di un evento che avrebbe dovuto aver luogo in quel sistema. Ora egli pensa che il fatto cui si interessa l’Hutt – la distruzione di uno star destroyer imperiale- possa esser l’adempimento di quella sua visione della Forza. Arval incoraggia quindi Selanne a interrogare Blim in merito, visto che il doppiogiochista imperiale è ancora prigioniero del Neo Cavalierato su Nyriaan.
Talon reputa però che sia più immediato estrarre le informazioni direttamente dal network imperiale e chiede a Rahm Kota di consultare i database dell’Occhio di Palpatine. Nel frattempo il dottore si è anche informato meglio sulla storia del soggetto che debbono liberare reperendo però notizie contrastanti: da una parte vecchie indagini della repubblica parlavano di Uthan come di un dottore impegnato nella realizzazione di un’arma batteriologica nota come Virus FG36, dall’altra parte di un brillante capitano corsaro al servizio della confederazione.
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