13 Febbraio 2020
Capitolo IX, Sessione 2
L’Occhio di Palpatine è ancora nell’orbita del sistema di Azure.
Talon Shirazay, Ar’al Kern e Selanne continuano la loro esplorazione in cerca di tracce della battaglia avvenuta sul pianeta, che sperano possano spiegare le misteriose visioni avute dalla Jedi.
Nei pressi di un relitto dalle forme irriconoscibili, Selanne trova una cintura e pochi altri resti che sembrano legati alla vicenda su cui stanno indagando. Una nuova visione si dipana ai suoi occhi. La figura che lo ha ossessionato dal suo arrivo nel sistema, sembra essere il ricordo o lo spirito di una Jedi morta nelle guerre dei cloni e rimasto legato a quel luogo…
La voce della donna risuona ora nitida nelle orecchie di Selanne: “Anche se sono uno Jedi, non sono invincibile. Ci sono molti nella galassia che possono sconfiggermi. Ora capisco perché ci hanno insegnato più e più volte che la nostra motivazione deve essere assoluta, la nostra concentrazione totale. Ho sottovalutato il Lato Oscuro della Forza. Non lo farò di nuovo. E anche se ora so che non sarò sempre forte, non avrò paura di riconoscere quando sarò debole. “
A tal punto Selanne riesce a visualizzare il ricordo degli ultimi momenti della vita della Jedi, che ci chiamava Siri Tachi. Si trova in una situazione concitata, dove un uomo tiene sotto tiro di blaster quello che sembra un guerriero fatto prigioniero. La donna giace a terra con una ferita vistosa ma di origine indefinibile, forse di blaster. Accanto a lei un altro Jedi con la barba cerca di prestarle soccorso. Le loro parole sembrano affettuose ma sfuggono, fuorché le ultime della donna, che estraendo un cristallo azzurro dalla cinta lo consegna all’altro dicendogli ”sarò sempre con te Obi Wan” per poi spirare tra le sue braccia.
Selanne condivide il racconto della scena con i compagni di viaggio e si interroga sulle ragioni per cui la Forza ha voluto mostrarle questi eventi passati. Ar’al Kern la mette al corrente che il Generale Kenobi fu uno dei peggiori flagelli che tormentarono la CIS durante la guerra, un grande guerriero Jedi al comando di alcune delle più famigerate legioni della repubblica. Si ritiene sia morto durante l’esecuzione dell’Ordine 66 su Utapau.
Nel frattempo, sulla super dreadnought conquistata, Gill prosegue la sua personale esplorazione dell’immensa astronave. Suo malgrado, cercando di raggiungere il ponte dove erano stati lasciati i droideka per vedere se qualcuno di loro ha resistito, scopre che a sopravvivere lo scontro è stato uno dei Meca Trooper imperiali. La creatura, lacera e di macabro aspetto, lo aggredisce selvaggiamente dando il via ad uno scontro senza quartiere.
Gill alla disperazione, preso in lotta dall’enorme cyborg caccia nel suo collo squarciato una granata e lo fa esplodere dall’interno benché ricevendo egli stesso una notevole parte dell’impatto dell’esplosione.
E’ il droide tattico serie T che lo soccorre, trovandolo inerme e privo di coscienza al suolo non sa dire quanto tempo più tardi
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